Italia condannata per i fatti della Diaz: "Fu tortura"

  • Mercoledì, 08 Aprile 2015 09:29 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
08 04 2015

La Corte di Strasburgo condanna l'Italia per i fatti della Diaz. Quella notte, nell'assalto alla scuola genovese "vi fu tortura", ma in Italia il reato di tortura non esiste. I responsabili impuniti mentre i manifestanti vennero condannati per "devastazione e scaccheggio".

Quattordici anni dopo i fatti della Diaz la Corte Europea di Strasburgo ha condannato l’Italia per tortura. La motivazione: gli atti commessi dagli agenti che fecero irruzione nella scuola di Genova nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2001, alla fine delle giornate di protesta globale contro il summit del G8, avevano "uno scopo punitivo, un fine di rappresaglia, volevano provocare l'umiliazione e la sofferenza fisica e morale delle vittime".

Il collegio giudicante ha dichiarato all’unanimità che è stato violato, nell’assalto alla Diaz, l’articolo 3 della convenzione europea dei diritti umani a proposito del “divieto di tortura e di trattamenti disumani e degradanti”.

La sentenza è arrivata grazie al ricorso presentato presso la corte da A. Cestaro, un manifestante che all’epoca dei fatti aveva 62 anni e si trovava nella scuola al momento dell’assalto degli agenti. L’uomo subì, come molti altri, la violenza delle forze dell’ordine che una volta entrate si accanirono sulle persone che dormivano nella Diaz. Cestaro ne paga ancora oggi le conseguenze. Lo stato italiano dovrà versargli, a titolo di risarcimento, 45000 euro.

Gli agenti responsabili dei pestaggi non possono essere incriminati per il reato di tortura, perché in Italia vi è un “vuoto giurdico” e la “mancanza di leggi adeguate”. In altre parole, in Italia il reato di tortura non esiste come fattispecie all’interno del codice penale.

Il richiamo della Corte fa tornare d’attualità la legge d’iniziativa popolare recentemente depositata in parlamento, grazie a alle firme di migliaia di persone. per introdurre il reato di tortura all’interno del codice penale. Sicuramente non basterà una legge per evitare un’altra Diaz, ma sicuramente sarebbe un passo avanti.

A quattordici anni di distanza dalla 'macelleria messicana' arriva una sentenza che certifica solo quello che i movimenti hanno impresso nella coscienza collettiva del paese. L'impunità di cui hanno goduto, a tutti i livelli, le forze dell'ordine è lo stesso che gli ha permesse di uccidere, pestare, violentare negli anni successivi a Genova nelle strade e nelle carceri. Mentre gli unici a pagare per le giornate genovesi sono stati solo e soltanto una manciata di manifestanti, alcuni di loro costretti in carcere con l'utilizzo di veri e propri residuati giuridici, come l'accusa di devastazione e saccheggio.

"La tortura in Italia è strutturale"

  • Mercoledì, 08 Aprile 2015 08:46 ,
  • Pubblicato in Flash news

Il Manifesto
08 04 2015

La Corte di Strasburgo condanna l`Italia per le violenze della Diaz. Censure pesanti contro stato e polizia: manca il reato specifico e l`identificativo degli agenti, le istituzioni coprirono i violenti Il blitz alla Diaz durante il G8 di Genova deve essere qualificato come «tortura», alla polizia è stato consentito di non collaborare alle indagini e la reazione dello Stato italiano non è stata efficace violando `articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell`uomo.

L'ipocrisia del potere, l'ignavia dei cittadini

  • Mercoledì, 08 Aprile 2015 08:06 ,
  • Pubblicato in Il Commento
DiazDaniele Vicari, Il Manifesto
8 aprile 2015

Non più solo le sentenze di tribunali, Cassazione e Corte Europea, ma ormai anche il senso comune dice quali siano stati i responsabili delle "torture" dentro la scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto: i poliziotti che hanno materialmente partecipato; i loro dirigenti che li hanno coordinati; il governo di destra che ne ha voluto e coperto l'azione; ...

E' molto grave che l'Italia non preveda nel suo ordinamento il reato di tortura, dice la Corte europea dei diritti umani. L'Europa condanna, l'Italia no. L'Italia manda assolti i mandanti, condanna a pene lievi gli esecutori materiali (non tutti) e assegna risarcimenti ridicoli alle vittime. L'ordine di massacrarvi non ci risulta l'abbia mai dato nessuno. Vedete? 150 udienze, anni e anni di processo e non ci sono le prove. Promossi, i capi, o trasferiti ad altro più prestigioso incarico. Comunque assolti.
Concita De Gregorio, La Repubblica ...

Il ritorno della belva

  • Martedì, 07 Aprile 2015 16:21 ,
  • Pubblicato in L'Analisi
Franco Bifo Berardi, Zeroviolenza*
22 giugno 2012

Durante l’infanzia mio padre mi aveva parlato un milione di volte della sua esperienza di partigiano.
Così che negli anni della mia adolescenza ero giunto a considerare il fascismo, e di conseguenza anche l’antifascismo, come qualcosa di antico, qualcosa che non poteva avere più alcuna attualità nell’epoca del tardo-capitalismo, perché la Resistenza e la democrazia del dopoguerra aveva definitivamente consegnato il fascismo alla storia.

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