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Tutto succede e nulla accade

immobilitàPossono succedere cose senza che nulla di nuovo accada? Si direbbe un paradosso, ma è la cifra dell'Italia al tempo del renzismo
Alberto Burgio, Il Manifesto ...

la Repubblica
06 08 2015

Cure dentistiche ospedaliere solo ai ragazzi sotto i 14 anni e ai pazienti economicamente disagiati, stretta sui test genetici, su alcuni esami di laboratorio e sulle prestazioni ad alto costo: in particolare Tac e risonanze magnetiche agli arti, oltre che l'Rmn con mezzo di contrasto per la colonna vertebrale. Sarebbero in tutto 180 le prestazioni, soprattutto diagnostiche, che il ministero della Sanità sta per inserire nella lista nera degli esami "inappropriati" previsti nel decreto sugli enti locali appena convertito dal Parlamento: l'obiettivo del governo è tagliare le spese, dunque queste prestazioni passeranno a totale carico del cittadino. Una spending review che ridisegna le regole che i camici bianchi dovranno seguire prima di prescrivere visite o esami sulla ricetta rossa. La lista dettagliata sarà contenuta nel decreto che il ministero della Salute dovrà adottare entro 30 giorni dall'entrata in vigore del Dl enti locali.

PDF - Il documento del ministero con i criteri di appropriatezza

"Una lista condivisa con i medici". In linea di massima, a giudizio degli esperti del ministero, si tratta di esami a maggiore rischio di uso 'scorretto'. Il ministro Beatrice Lorenzin ha detto che le misure saranno "condivise con i medici" e i sindacati di categoria. Per quanto riguarda i tipi di vincolo, le condizioni di erogabilità prevedono che la prestazione a carico del Ssn sia "limitata a specifiche categorie di destinatari, e/o per particolari finalità, condizioni o indicazioni cliniche". Per conoscere nel dettaglio i criteri prescrittivi per le 180 prestazioni sanitarie bisogna ancora attendere, ma esiste già un documento con "le condizioni di erogabilità e le indicazioni di appropriatezza prescrittiva". Inoltre, il dl enti locali prevede che la prescrizione non appropriata possa essere contestata al medico dipendente che rischia sanzioni sul salario accessorio.

Odontoiatria. Nello specifico, per quanto riguarda l'odontoiatria, verranno tutelati soprattutto i ragazzi fino a 14 anni e le persone economicamente disagiate. Le Regioni già da tempo applicano programmi di tutela nell'età evolutiva e l'assistenza odontoiatrica e protesica a determinate categorie vulnerabili. La bozza del documento "si limita a omogeneizzare le condizioni già applicate definendo esplicitamente i criteri utilizzati e specificando per ciascuna prestazione quali sono i soggetti beneficiari (minori fino a 14 anni, vulnerabili per motivi sanitari, vulnerabili per motivi sociali), lasciando comunque alle Regioni il compito di fissare le soglie di reddito o di Isee che discriminano la vulnerabilità sociale". Le prestazioni di odontoiatria interessate sono 35 su 180 (20% circa).

Genetica. Anche per quanto riguarda i test genetici si prevedono tagli. "Si tratta di prestazioni molto onerose - si legge nella bozza - che vengono prescritte da specialisti ed eseguite una sola volta nella vita. Nel decreto saranno riservate alla diagnosi di specifiche malattie genetiche definite in un elenco a parte" Non sarà più possibile prescriverle per una generica mappatura del genoma o a fini di ricerca. Le prestazioni di genetica interessate sono 53 su 180 (30% circa) e alla loro individuazione hanno contribuito esponenti di rilievo della Società italiana di genetica umana (Sigu).

Allergologia. Fra le voci che verranno sottoposte a controlli più rigidi anche l'allergologia. Alcuni test allergologici e le immunizzazioni (cosiddetti vaccini) dovranno essere prescritti solo a seguito di visita specialistica allergologica.

Esami di laboratorio. In tema di esami di laboratorio il provvedimento riguarda: alcune prestazioni di basso costo (il cui importo spesso è già coperto dall'assistito non esente col ticket), per le quali vengono descritte condizioni di erogabilità (non si possono prescrivere per generici follow-up, ma solo in base a precise indicazioni cliniche). In particolare, si prevede che in assenza di qualsiasi fattore di rischio (familiarità, ipertensione, obesità, diabete, cardiopatie, iperlipemie eccetera) il colesterolo e i trigliceridi siano ripetuti ogni 3 anni. Infine prestazioni specifiche potranno essere erogate per la diagnosi e il monitoraggio di specifiche patologie (ad esempio test del sudore per la fibrosi cistica).

Tac e Rmn. Per la diagnostica per immagini il provvedimento si è concentrato solo su Tac e Rmn degli arti e la Rmn della colonna con mezzo di contrasto, per un totale di 9 prestazioni. Il ministero ritiene che la prescrizione di queste prestazioni secondo i livelli di appropriatezza proposti possa contribuire anche a ridurre le liste di attesa.

Dialisi. Per quanto riguarda la dialisi, "le condizioni di erogabilità sono riservate alle metodiche di base (domiciliari e ad assistenza limitata) che risultano appropriate solo per pazienti che non presentano complicanze da intolleranza al trattamento e/o che non necessitano di correzione metabolica intensa. Si tratta di 2 prestazioni".

Medicina nucleare. Infine, per la medicina nucleare le indicazioni di appropriatezza sono limitate a "4 prestazioni di interesse assolutamente specialistico (prescritte dallo specialista), per le quali vengono definite condizioni di erogabilità e indicazioni prioritarie legate a patologie gravi di tipo neoplastico".

Medicina difensiva. In questo contesto verrà affrontata anche la questione della medicina difensiva. Il ministero si è impegnato a contrastare un fenomeno che costa caro al Sistema sanitario nazionale e incide fortemente sull'appropriatezza prescrittiva. Nei prossimi giorni consegnerà un dossier alla Commissione Affari sociali della Camera, che da tempo lavora sulla responsabilità professionale. L'idea è che le misure sull'appropriatezza viaggino insieme alle norme sulla medicina difensiva. Tra le indicazioni c'è la distinzione tra medico dipendente e libero professionista in caso di presunto errore. La responsabilità civile del medico dipendente del Ssn dovrà essere di natura extracontrattuale con tempi di prescrizione di 5 anni e non di 10 anni come avviene oggi. Inoltre si prevede la definizione nei codici di una fattispecie ad hoc per la colpa medica. Si prevede inoltre una limitazione della rivalsa da parte dell'azienda nei confronti del medico. Ci dovrebbe essere inoltre l'obbligo di una preventiva conciliazione con il cittadino per le strutture pubbliche.

Valeria Pini

La crisi del comico che copia i tecnici

Renzi-UFODopo la chiacchiera, vengono i fatti a confutare la favola bella della comunicazione che raccontava di miracoli a colpi di tweet. Le cifre smontano l'effetto narcotizzante dei media.
Michele Prospero, Il Manifesto ...

Approdo di Renzi

  • Lunedì, 03 Agosto 2015 08:45 ,
  • Pubblicato in Flash news

Dinamo Press
03 08 2015

Anche se tanti lettori di DinamoPress sono affezionati cultori del Game of Thrones e di House of Cards, spesso guardiamo agli eventi politici con innocenza, ovvero leggendoli come semplici conflitti di interesse, malvage macchinazioni neo-liberiste ispirate dalla grande finanza e dalla tecnocrazia europea e applicate localmente da vecchi e nuovi manutengoli del ceto politico nostrano.

Tutto vero, però qualcosa non torna mai giusto, c’è un’eccedenza che travalica la smania di profitto o di potere e rende indecifrabile il succedersi degli scenari e imprevedibili i loro esiti. Potrebbe aiutare il ricorso agli intrighi televisivi, che hanno il doppio vantaggio di essere derivati da esperienze reali (storiche e contemporanee mischiate) e di retroagire su di esse, dato che molti politici ne traggono ispirazione. Ovvio, i nostri attori sono molto peggiori di quelli americani (vedi il penoso 1992), ma tant’è.

Anche le vicende del Comune di Roma), con quelle parallele di Crocetta in Sicilia, presentano uno svolgimento che resterebbe enigmatico se lo leggessimo con gli ordinari strumenti politici e sociali. Balza agli occhi, per esempio, che l’esito più probabile di una caduta di Marino o Crocetta, seguita da elezioni anticipate nel 2016, sarebbe una sconfitta del Pd a favore della destra o del M5s, con un traino negativo sulle altre poste in gioco in un eventuale election day. Possibile che non venga messo in conto?

La caduta di Crocetta è stata sollecitata con una falsa intercettazione costruita in modo sgangherato, un “pacco” rilanciato dal gruppo Espresso-Repubblica e rumorosamente gestito dal renziano Faraone (che si è un po’ bruciacchiato le penne), così che l’inverosimile governatore siciliano ne è uscito addirittura come un martire e lo scioglimento dell’ARS è andato a puttane, per la nobile reazione dei deputati siculi di fronte alla menzogna e alla prospettiva di una riduzione programmata da 70 e 50 eletti…Chi gliel’ha fatto fare a Renzi?

L’offensiva contro Marino è iniziata con il commissariamento del Pd romano, la disarmante relazione Barca sullo stato del partito e l’insidioso dossier del prefetto Gabrielli sul Consiglio comunale, in via di trasmissione ad Alfano e al CdM per eventuali provvedimenti. In essa Marino è assolto per incapacità di intendere e di volere, mentre tutto l’apparato comunale è bollato di mafiosità.

Riflettiamo sul fatto che più di metà dei circoli Pd è in pratica accusato da Barca per associazione mafiosa o collaterale e che tanto Marino quanto Orfini stanno sotto scorta per minacce provenienti dal loro partito. Per altro verso, Renzi diserta la conclusione della festa dell’Unità, sostituendola con esibizioni al biliardino e pietose imitazioni berlusconiane, per timore di (legittime) contestazioni interne ed esterne al Pd e di contingenti “mariniani” cammellati. Neppure ad Approdo del Re o nei locali di Georgetown si è visto nulla di simile. Questo lo sfondo. Su di esso si sono delineate due strategie opposte, provenendo da una stessa origine (il commissariamento del Comune e del Partito). Renzi punta a far cadere la giunta entro settembre, per commissariare il Comune, scavallare il Giubileo e magari la scelta della sede olimpica 2024 e arrivare all’appuntamento elettorale di maggio 2016. Il suo emissario Orfini, invece, vuole congelare la situazione, rappezzare la giunta con un rimpasto con quadri renziani ma non troppo, anzi proprio “orfiniani” o almeno veltroniani, e arrivare a nuove elezioni o a scadenza o almeno nel 2017, con sub-commissari parziali, in particolare per la temibile gestione del Giubileo.

Come si spiega?

Cominciamo a dire che l’ingresso nella maggioranza dell’ALA tornante verdinian-cosentiniana rappresenta una mutazione antropologica del Pd, un salto di qualità rispetto a ogni deriva riformista o neo-liberale. Ripeto: si tratta dell’ingresso di una componente affaristico-mafiosa autonoma nella cerchia dirigente e direttamente nel nucleo toscano, che si sovrappone al controllo di formazioni mafiose su larga parte dell’apparato Pd e dei poteri locali che rispecchiano l’attuale maggioranza dal Lazio in giù (Puglia e Basilicata escluse), Parlando di controllo intendiamo dire che i mafiosi Pd-Ncd non comandano o colludono, bensì obbediscono ai gruppi dirigenti criminali delle varie regioni. Niente a che vedere con il rapporto fra Dc e mafia negli anni ‘40-‘60. La stessa banda renzian-verdiniana in Toscana è un segmento dei poteri finanziari, ma contrassegnato dalla bancarotta e dal deficit, quindi subalterna perfino alle malmesse banche nazionali. Non è strano che i generali della Finanza li ricattino alla grande, come risulta dalle intercettazioni ambientali nei ristoranti; manca solo lo sgozzamento dal barbiere, per un film di genere.

La bocciatura al Senato degli arresti domiciliari ad Azzollini, scaturita dall’invito del capogruppo Zanda (su input diretto di Renzi) a votare “secondo coscienza” e “presa visione delle carte” bocciatura che ha visto la flebile ma significativa protesta della Serracchiani ma non dell’altro vice-segretario, Guerini– è un indice della svolta e del cambio di maggioranza, che rende irrilevante il dissenso dei bersaniani e sposta la lotta per il potere, nell’autunno renziano, su tutt’altro piano. Lo schema da seguire non è più quello della dialettica interna per correnti di un partito di massa conservatore o progressista, ma la guerra per bande, seguendo il suddetto modello televisivo e la più istruttiva delle sue fonti: le vicissitudini della mafia Usa anni ‘20-‘40, senza peraltro un Lucky Luciano federatore e “pacificatore”. Quindi Serracchiani e Orfini (ma anche i governatori Emiliano e Rossi) non vanno presi per eredi di una sinistra socialdemocratica alzheimeriana –tipo Bersani, Cuperlo o gli altri in uscita– ma come seconde file che fiutano le difficoltà del boss e si posizionano per la successione. Il rampante Al Capone e lo sfiatato Torio, ci siamo capiti.

Siffatto cambio di paradigma –in aggiunta alle considerazioni specifiche dell’ultimo editoriale di DinamoPress su Roma– rende irrilevante sia la timida dissociazione di Sel sia i progetti di vita a sinistra per addizione di schegge ortodosse e neo-keynesiane. La degenerazione mafiosa interna e la sovradeterminazione europea e neo-liberale della crisi, le due ganasce della mungitura alla Buzzi e dei tagli lineari alla Gutgeld, lasciano poco spazio a un’opposizione tradizionale. C’è molto da reinventare per contrastare quelle strategie.

Mai più bimbi in cella, era ora

infanziaMai più bambini in carcere. Potrebbe essere così riassunto il senso dell'intervento del ministro della Giustizia Orlando che [...] ha affrontato il delicato tema dei bimbi che trascorrono i primi anni della propria esistenza all'interno degli istituti di pena insieme alle loro mamme.
Francesco Lai, Cronache del Garantista ...

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