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Snam beffarda, governo arrogante, Regione in ritirata

  • Giovedì, 11 Giugno 2015 14:59 ,
  • Pubblicato in Flash news

Comunicato Stampa
11 06 2015

L’incontro di ieri presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri tra Regione e Governo, è stato improduttivo, disertato e deludente. La Regione era rappresentata dal solo Assessore all’ambiente, Mario Mazzocca: assente il Vice Presidente Lolli e, come nelle precedenti convocazioni, anche il Governatore D’Alfonso che ormai da diversi mesi, ci sta facendo assistere ad un lento, inesorabile abbandono della battaglia.

Ci aspettavamo una Regione agguerrita in questo secondo e decisivo incontro nel quale andavano ribadite con forza la richiesta dell’attuazione della risoluzione parlamentare che prevede un tracciato diverso per il metanodotto e una diversa ubicazione per la centrale fuori della dorsale appenninica; la richiesta dell’applicazione della norma approvata nel novembre scorso dalla Regione che prevede un periodo congruo di sei mesi per lo studio delle alternative con un collegio di tecnici ed esperti o, in caso di rifiuto, la richiesta della sospensione del procedimento autorizzativo sino al pronunciamento della Corte Costituzionale, avendo, il Governo, impugnato la norma regionale; la richiesta dell’applicazione della L. Reg.le del 26 maggio 2015 n.100 sulla localizzazione delle centrali in aree industriali a minor impatto ambientale e a più basso rischio sismico e sulle distanze di sicurezza, perché la posta in gioco è altissima: il futuro del nostro territorio e dei nostri figli.

Abbiamo assistito, invece, ad un ribaltamento dei ruoli: gli artigli vengono sfoderati dalla Snam che si concede anche la facoltà di schernire i cittadini sulmonesi ed il territorio, proponendo, come “soluzione alternativa” per la centrale, lo spostamento in una vecchia cava distante qualche centinaio di metri. “Il procedimento instaurato impone localizzazioni sempre all’interno del territorio sulmonese” è stata la giustificazione del Governo alla beffarda “soluzione” proposta dalla Snam: e su quanto impongono la volontà Parlamentare, gli atti legislativi prodotti dal Consiglio Regionale, le delibere di tutti gli Enti istituzionali anche delle altre Regioni, le Direttive europee, con arrogante indifferenza le ignoriamo e le trasgrediamo?

La verità sta nel fatto che cambiando la localizzazione, la Snam deve ripetere la V.I.A. e applicare, essa o il Governo, anche la V.A.S., come da Direttive europee, tuttora disattese. Avevamo chiesto al Presidente D’Alfonso di non fermarsi, come ha scelto di fare, alla sola negazione dell’intesa, ma di esercitare una forte e pressante interlocuzione con il Governo nazionale per indurlo al rispetto della volontà espressa da tutte le istituzioni democratiche; di dotarsi delle necessarie competenze tecnico-giuridiche con la proposizione, da parte della Regione, anche di un progetto alternativo che fosse espressione non solo delle numerose ragioni per un “no” fermo e motivato al progetto della Snam, ma che ponesse in evidenza anche l’elemento fondamentale dell’analisi costi-benefici, aspetto che sia la multinazionale che il Governo, in modo sconsiderato e irragionevole, non hanno mai posto in essere.

Non solo non c'è stato nulla di tutto questo, ma assistiamo allo spettacolo di una Regione che è sempre di più in ritirata.

Chiediamo, pertanto, al Sindaco Ranalli e al Presidente della Provincia De Crescentis, che ieri hanno partecipato all’incontro, di formalizzare con atti di giunta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri prima del 23 giugno, quanto andava fatto presente e dibattuto ieri. Le scelte per questo territorio e l’Abruzzo interno, non vanno affatto nella direzione giusta: dallo sviluppo economico ed occupazionale, alla sanità, alla tutela ambientale. Per domani il Presidente D'Alfonso ha convocato, presso l'Abbazia Celestiniana, la Giunta tematica su Sulmona e il Centro Abruzzo con un titolo fumoso ed onnicomprensivo. La riunione, come annunciato, sarà a porte chiuse anzichè, come sarebbe stato più opportuno, aperta al confronto con i cittadini e con le componenti sociali economiche e culturali della nostra comunità che avrebbero potuto rappresentare i problemi che la popolazione dell'Abruzzo interno vive quotidianamente sulla propria pelle. Anche questa modalità di "scendere" sul nostro territorio è l'emblema di un potere autoreferenziale e arroccato su se stesso, in perfetta sintonia con quella politica "decisionista" ormai imperante, distante dai diritti e dai bisogni della gente e che svuota ogni giorno di più il principio fondamentale della nostra Costituzione in base al quale "la sovranità appartiene al popolo".

Sulmona, 11 giugno 2015 Comitati cittadini per l’ambiente

Info: Mario 3339698792 – Antonio 3407066402 – Giovanna 3284776001
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – http://sulmonambientewordpress.com

Amnesty International
11 06 2015

Reato di tortura, Amnesty International Italia e Antigone: "rischio che anche questa legislatura non lo approvi"

In una conferenza stampa tenuta questa mattina al Senato insieme a Luigi Manconi, presidente della Commissione straordinaria per i diritti umani del Senato, Amnesty International Italia, Antigone e A Buon Diritto hanno fatto il punto sul disegno di legge relativo all'introduzione del reato di tortura nell'ordinamento italiano.

Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia, e Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, hanno sottolineato ancora una volta la necessità che, a 26 anni dalla ratifica della Convenzione Onu contro la tortura, l'Italia colmi un vuoto legislativo che impedisce al nostro paese di onorare gli impegni assunti sul piano internazionale e che, nel corso di questi anni - come più volte evidenziato da sentenze di tribunali nazionali e recentemente dalla Corte europea dei diritti umani nel caso Cestaro contro Italia - si è tradotto nell'impunità o nella quasi impunità per gli autori di gravi violazioni dei diritti umani e in un diniego di giustizia per le vittime.

"Il testo trasmesso al Senato dalla Camera non è perfetto ma non vi sono al momento le condizioni per ottenere un testo migliore. E' un testo compatibile con la Convenzione Onu contro la tortura. L'alternativa è di continuare a non avere il reato di tortura" - hanno concordato Marchesi e Gonnella.

A poche ore dalla scadenza per la presentazione degli emendamenti presso la Commissione giustizia del Senato, Amnesty International Italia e Antigone hanno messo in guardia dal rischio che ulteriori modifiche al terzo passaggio parlamentare potrebbero innescare un processo potenzialmente infinito di passaggi tra i due rami del Parlamento, che discutono la questione da ben cinque legislature.

"Se così fosse, e temiamo possa essere, si corre il serio rischio che anche questa Legislatura, la quinta consecutiva, non approvi il reato di tortura. A coloro che per motivi diversi e contrapposti, perché il testo è troppo duro o troppo blando nei confronti delle forze di polizia o perché semplicemente non vogliono il reato di tortura in Italia, chiedono al Parlamento di non approvarlo, diciamo che sono purtroppo vicini al loro obiettivo, che sarebbe un inaccettabile fallimento". "Aspettiamo da 26 anni l'approvazione del reato di tortura e quello che non vorremmo è che si faccia ancora melina perdendo ulteriormente del tempo, sarebbe inaccettabile. Ci appelliamo al Presidente del Consiglio Renzi e al governo affinché dicano parole chiare" - ha aggiunto Patrizio Gonnella.

Ulteriori informazioni

Questa mattina, Amnesty International Italia ha trasmesso a tutti i senatori una cartolina chiedendo loro di contribuire, completando in tempi brevi la discussione sulla definizione del reato di tortura, a porre fine a una situazione che provoca conseguenze intollerabili e ci mette in grave imbarazzo sul piano internazionale. La cartolina ritraeva la mobilitazione realizzata lo scorso 17 aprile a Roma, sulla scalinata della Basilica di Santa Maria in Aracoeli, da attivisti di Amnesty International e delle altre associazioni partecipanti. I cartelloni raccolti in tutta Italia dall'Organizzazione sono stati ugualmente consegnati oggi ai destinatari dell'appello, il presidente del Consiglio Renzi e i presidenti delle Camere, Grasso e Boldrini.

Per interviste:Amnesty International Italia - Ufficio Stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348 6974361, e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Associazione Antigone - Ufficio Stampa
cell. 339 5799057, e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Lo scandalo costituzionale

Gentile Signor Presidente On. Sergio Mattarella, il 12 e 13 giugno del 2011, 27 milioni di cittadini hanno detto chiaramente e con immenso entusiasmo (la democrazia può essere felice), "no al profitto con l'acqua potabile", abrogando la norma che stabiliva la determinazione della tariffa per l'erogazione dell'acqua, contro la remunerazione del capitale investito dal gestore. Gli italiani hanno coerentemente escluso che l'accesso al diritto umano all'acqua potabile e per l'igiene, riconosciuto come tale dalla risoluzione del 28 luglio 2010 dell'Assemblea Generale dell'Onu, fosse fonte di lucro.
Riccardo Petrella, Il Manifesto ...

Se vivi o muori lo decide la politica

Pawel-Kuczynski-elezioniSe il Governatore - pure questo è successo - investiva milioni per curare la propria immagine mentre nei reparti di rianimazione degli ospedali mancavano gli apparecchi essenziali per assistere i malati, la (cattiva) politica uccide. [...] Questa non è una condanna della politica. [...] È l'esatto contrario. La politica è molto più della sorte di un premier, delle strategie per conquistare il governo. Va al di là del personale appagamento, dell'affermazione del progetto contingente. Della nostra passione. È vita, riguarda la nostra sorte. Se tanti politici l'hanno dimenticato, ce lo siamo ricordato noi ieri votando?
Ferruccio Sansa, Il Fatto Quotidiano ...

Regioni in crisi ridisegnare tasse e poteri

Per alcuni dei nuovi Governatori potrebbe rivelarsi un pessimo affare l'aver vinto le elezioni regionali: si troveranno a gestire, seduti su una montagna di debiti, istituzioni che tra cinque anni saranno molto diverse. [...] È una crisi epocale quella delle Regioni, che rischiano di vedere svuotate le ragioni della propria esistenza da un doppio movimento che spostale competenze: verso l'alto dove si possono osservare ed affrontare processi globali e verso il basso dove si riesce meglio ad intercettare i bisogni dei cittadini e a coinvolgerli.
Francesco Grillo, Il Messaggero...

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