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Rosaria torna a sfilare: così sfido me stessa

  • Venerdì, 04 Luglio 2014 09:57 ,
  • Pubblicato in Flash news

Il Mattino
04 07 2014

A Rosaria capita di notarla, di guardarla di sfuggita e distogliere subito lo sguardo. Tanto lei è sempre lì: la cicatrice. Quella linea sulla sua pelle diventata prima scura e poi rosa e "altro" da Rosaria, è una cosa brutta in sé, un'entità che non le appartiene.

"E' lunga venti centimetri, mi divide in due l'addome, mi fa una rabbia! Ma ora non mi fa più paura", dice.

Rosaria Aprea ha solo 21 anni. A 20 è stata ridotta in fin di vita dal suo ex fidanzato. Antonio Caliendo, giovane rampollo di una famiglia di imprenditori di Casal di Principe, abituato a vestir bene e a guidare auto di lusso. ...

La Repubblica
25 06 2014

Il primo matrimonio omosessuale potrebbe essere registrato all’Ufficio anagrafe e Stato civile del Comune lunedì mattina. Roberto e Miguel, il primo napoletano e il secondo spagnolo, vivono in Spagna, ma dovrebbero arrivare per partecipare al Pride di sabato e poi trattenersi per recarsi lunedì all’ufficio anagrafe e rendere pubblica la loro unione celebrata all’estero.

I due non sono l'unica coppia che aspettava di poter regolarizzare il loro matrimonio a Napoli dopo la direttiva di Luigi de Magistris che obbliga da ieri il personale dell’Anagrafe e dell’ufficio elettorale a trascrivere anche i matrimoni gay celebrati all’estero.

Ci sono già altre due coppie che stanno preparando la documentazione necessaria. Una coppia vive a Napoli e l’altra in Canada. Il provvedimento per il sindaco non ha "solo un valore simbolico, ma anche giuridico. Mette a pari livello un matrimonio etero e uno omosessuale, per esempio per partecipare alle politiche sociali della città oppure all’assegnazione delle case. Ha, dunque, degli effetti concreti".

"L’atto che ho firmato - aggiunge l’ex pm - viene inviato ad ambasciate e consolati cosicché tutti nel mondo sappiano che queste coppie che si sono sposate all’estero e decidono di risiedere a Napoli possono trascrivere il loro matrimonio".

Contesta il valore legale dell’iniziativa, invece, il capogruppo al Senato di Ncd Maurizio Sacconi: "Il sindaco di Napoli sa bene che la trascrizione nel registro di stato civile della volontà di coabitare di due omosessuali non ha alcun effetto giuridico, come stabilì un atto ricognitivo della disciplina vigente prodotto dai ministri dell’interno Maroni, della Salute Fazio e dal sottoscritto e mai successivamente contraddetto".

All'inquietante fenomeno Napoli risponde con uno sportello, presso la asl, destinato a quegli uomini responsabili di violenze sulle donne. Una struttura dove i "carnefici" potranno raccontare il proprio disagio e trovare aiuto in professionisti specializzati nella materia con un team composto da psicologi, assistenti sociali e infermieri. ...

Cronache di ordinario razzismo
19 03 2014

L’allarme era stato lanciato dalle forze dell’ordine ricordando quanto era successo a Ponticelli nel 2008, quando l’accusa del tentato sequestro di una neonata da parte di una donna rom scatenò la violenza dei residenti e costrinse i 500 rom presenti nell’insediamento a fuggire lasciandosi dietro i roghi.

Ora, nel quartiere di Poggioreale a Napoli, dopo le sassaiole, i petardi, l’esodo dei rom che hanno abbandonato via del Riposo, è arrivato anche l’incendio. L’insediamento è stato dato alle fiamme venerdì sera. Un’escalation di violenza prevista e prevedibile, cui per ora le istituzioni hanno risposto esclusivamente sgomberando i cittadini rom.

Quanto successo a Napoli è estremamente grave, e ricalca un copione già visto troppe volte: una situazione di marginalità e disagio, problemi che, nella totale indifferenza delle istituzioni e della politica, diventano strutturali, finché esplodono in modo aperto e violento. Il tutto con la complicità della stampa che, in particolar modo quando si parla di cittadini rom, cavalca stereotipi e pregiudizi, contribuendo alla costruzione e sedimentazione di una visione collettiva fortemente negativa e diffidente nei loro confronti.

Abbiamo già parlato qui degli articoli pubblicati la settimana scorsa da Il Corriere del Mezzogiorno e da La Repubblica.

Ma quello pubblicato venerdì 14 da Il Mattino rappresenta un concentrato di stereotipi, talmente tanti che appare inutile richiamarli tutti. L’articolo, segnalato dal giornalista Giuseppe Manzo a Carta di Roma, Ordine dei giornalisti della Campania e Ordine nazionale, è disponibile qui. Cercando di scagionare i residenti dalle accuse di razzismo, la giornalista Marisa Penna richiama diversi episodi che avrebbero reso invivibile il quartiere: aneddoti dati al lettore senza alcun riferimento, dato, fonte, contradditorio. Solo alla fine viene citata una particolarità che forse avrebbe potuto meritare un po’ di attenzione in più: “le loro denunce sono sempre state inascoltate”, scrive Penna a proposito delle segnalazioni dei residenti di Poggioreale. Sarebbe interessante capire perché, e chiedere lumi al presidente del IV municipio Armando Coppola, che ha preso da subito le difese dei cittadini che hanno cacciato i rom con sassi e bombe carta. Così come sarebbe interessante domandargli perché, se era a conoscenza della situazione – della “giusta esasperazione dei cittadini” come ha dichiarato – non ha deciso di intraprendere, come rappresentante istituzionale, un percorso di miglioramento, lasciando invece che vincesse “la legge del più forte”, come ha dichiarato Alex Zanotelli.

Ci sembra inoltre interessante notare un altro articolo apparso ieri su Il Mattino in merito a quanto successo a Poggioreale. Leandro Del Gaudio parla di un “incendio doloso con un solo obiettivo: impedire il ritorno dei rom a Poggioreale [..] sbarazzarsi all’improvviso di un problema che nessuno riusciva neppure ad affrontare”. In questa frase è delineata tutta la situazione, presente da anni: una totale assenza delle istituzioni. Non solo: Del Gaudio riferisce che alcuni inquirenti parlerebbero di “episodio pretestuoso”.

Un pretesto per cosa?
“Come nel maggio 2008, ci sono interessi economici e strettamente elettorali: liberare i suoli in un’area su cui insiste un forte programma di edilizia privata da un lato, dall’altro il bisogno di raccattare consenso in una municipalità connotata da fenomeni di emarginazione sociale”. A scriverlo è Giuseppe Manzo, direttore del quotidiano online Nel paese: “Come Ponticelli sei anni fa, a Napoli è andata in scena la guerra al nemico più utile in tempi di crisi: i rom. In 250 vivevano in condizioni disumane nel campo di via del Riposo, periferia orientale tra il cimitero cittadino e l’aeroporto di Capodichino. In poche ore qualcuno ha deciso che quelle baracche andavano smantellate senza un piano e con la violenza xenofoba che indigna pochi. E in questa stessa settimana i fatti sono stati conditi da una puntuale campagna stampa con articoli al limite della xenofobia e in barba al “Parlare civile” o al “Vocabolario sociale” per i giornalisti” (L’articolo si può leggere qui).

Ciò che resta dopo questa vicenda sono una serie di baracche incendiate, con dentro ancora gli oggetti dei cittadini rom scappati dal giorno alla notte per la paura -giustificata – di subire un vero e proprio pogrom. Rimangono i toni urlati dalla stampa per parlare di quanto successo, con gli stereotipi che la fanno da padrone e che soffocano un’analisi che sarebbe quanto mai necessaria. E poi ci sono le istituzioni, ancora una volta incapaci di prevenire fatti come questi.

Napoli, due raid contro struttura di Emergency

  • Venerdì, 14 Febbraio 2014 14:45 ,
  • Pubblicato in Flash news

Il Mattino
14 02 2014

Due raid, in pochissimi mesi, al fabbricato destinato a Emergency, nel quartiere Ponticelli di Napoli.

Ma intanto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, rassicura: "Il progetto di un poliambulatorio di Emergency a Ponticelli, nella nostra città, non subirà alcun rallentamento, perché gli attacchi intimidatori non ci faranno retrocedere di un millimetro".

"Realizzeremo questo progetto perché ci abbiamo creduto fin dall'inizio e ci crediamo soprattutto adesso. Abbiamo, nei mesi scorsi, promosso una collaborazione istituzionale con Regione e Asl per l'approvazione e l'esecuzione di questa struttura, oggi dobbiamo solo aggiornare la convenzione con l'ong in riferimento ad alcuni aspetti tecnici - sottolinea su Facebook - Rassicuro Emergency e i cittadini: nessun passo indietro".

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