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Il Mattino
25 07 2013

Sit-in davanti al Maschio Angioino.

In agitazione i lavoratori del Consorzio unico di bacino di Napoli e Caserta, da dieci mesi senza striscioni: la protesta questa mattina organizzata in occasione dell'arrivo a Napoli del ministro degli Affari regionali, Graziano Delrio.

Giunto al Maschio Angioino, il ministro ha subito incontrato una delegazione dei lavoratori, a margine di un convegno dell'Anci. 

Accompagnato dal governatore Stefano Caldoro, Delrio ha ascoltato le richieste dei dipendenti del Consorzio unico di bacino di Napoli e Caserta, che protestano per il loro mancato riassorbimento nei comuni.

«Parleremo coi sindaci e capiremo il da farsi», ha detto Delrio ai lavoratori, che successivamente hanno interrotto il presidio al Maschio Angioino, annunciando una nuova manifestazione per lunedì a Montecitorio.

#Napoli: disoccupat@, ti ribelli e ti denunciano!

  • Mercoledì, 24 Luglio 2013 14:30 ,
  • Pubblicato in Flash news

Abbattoimuri
24 07 2013

Riassumo? Ok.

Un tot di persone disoccupate, soprattutto donne, hanno occupato il Comune di Napoli. Alcune sono state subito trascinate via e portate in questura e altre sono rimaste aggrappate alla ringhiera del balcone, addirittura sedute in bilico con la minaccia di buttarsi, per resistere e attirare l’attenzione sulla propria situazione.

Conclusione è che sono state denunciate per interruzione di pubblico servizio e alcune anche per procurato allarme per via della minaccia di suicidio. Nel senso che se si buttavano scampavano almeno quella denuncia, invece, testardissime, piuttosto che darsi fuoco o schiantarsi sull’asfalto hanno deciso di continuare a vivere. Allora a queste donne, disoccupate, presumo senza disponibilità finanziarie, le istituzioni consegna come premio le denunce sicché loro affronteranno spese processuali e beghe varie di modo che in definitiva gli passi del tutto la voglia di esistere e la prossima volta decidano di fare sul serio.

Sembra una barzelletta? No. E’ la verità.

D’altronde la sensibilità istituzionale nei confronti delle persone precarie è più che nota. Bisogna pur instradarle (addomesticarle?) verso forme di protesta più compatibili con le istituzioni ché la deregulation deve essere solo neoliberista e capitalista, nel senso che imprese e industrie possono fare il cazzo che gli pare, invece tu che sei povera e precaria devi comportarti proprio bene.

Allora quel che puoi fare, tu povera, economicamente dipendente, precaria e disoccupata, è:

- fare anticamera presso terzi ché la tua rivendicazione si trasformi in preghiera e che un diritto si trasformi in favore, così alle prossime elezioni saprai chi votare perché io sono il politico che tutto sommato ti ha fatto aspettare meno di tutti;

- sposare uno che ti mantenga, a costo di restarci assieme anche se poi ti picchia da mattina a sera, perché sei nata solo per figliare, avere cura della tua famiglia, ed eventualmente intrattenere anche i tuoi tutori con la tua avvenenza;

- essere grata ai tuoi tutori che certo se ti denunciano quando tiri fuori la testa dal tuo guscio e ti ribelli è per il tuo bene. E’ sempre per il tuo bene. E per fortuna che non c’è stata di mezzo una carica e una manganellata perché altrimenti, pensa, sarebbe potuto arrivare uno qualunque del Pd a dirti che se vai fuori a “far la guerra” alla fine fanno bene a manganellarti…

Ecco: le cose stanno così. Grazie per avercelo chiarito per l’ennesima volta.

Corriere della Sera
18 07 2013

Seduto su una transenna, le gambe penzoloni e lo sguardo che segue il richiamo ai clienti delle due ragazze sedute con lui, prostitute abituali di Piazza Garibaldi a Napoli. Loro sono molto giovani. Lui non sembra avere più di 11 anni.

IL SUK DEL SESSO - Succede nella piazza della stazione centrale, dove dalle otto di sera in poi lungo il perimetro del cantiere della ferrovia si svolge il suk del sesso e c'è la fila di auto in attesa per alcune ragazze. Cosa ci fa un bambino tra le prostitute? Qualsiasi risposta è un pugno nello stomaco. Purtroppo non è un caso.

Pochi giorni dopo dietro quella stessa transenna i ragazzini erano tre. Poco distante, al corso meridionale, strada lungo la quale da anni si prostituiscono gli uomini, ora ci sono tanti giovanissimi: quindici, sedici, diciassette anni, quasi sempre stranieri, spesso rumeni o rom, a volte bulgari o nord africani. Berretti, bermuda e telefonino aspettano le auto e si alternano nei check point tutta la notte. Ce ne sono alcuni che hanno la postazione fissa nei pressi di una concessionaria di auto.

IL BAMBINO - Tra loro, una sera, spunta anche un bambino. Sembra non avere più di sei anni, quasi certamente rom. Accanto a lui un uomo grosso e adulto. Ripassiamo di continuo, per capire se resta tra i prostituti. Lui c'è sempre. Sta lì per tutta la serata. Qualche giorno dopo avviciniamo con una scusa i due ragazzi che «lavorano» abitualmente su quella strada. Sono dei veri e propri operai della prostituzione: il loro turno è dalle 19.30 in poi.

«Minorenni? Si, ce ne sono. Non sempre però. Dipende dalle famiglie, sono loro che li mettono sulla strada. Io ne conosco qualcuno, sono rom del campo di Gianturco (un enorme discarica/bidonville nella zona orientale della città e poco distante dalla stazione ndr). Ci sarà anche qualcuno che lo fa di nascosto ma in generale sono le famiglie a mandarli».

LA PROSTITUZIONE MINORILE - Il fenomeno della prostituzione minorile è una nuova forma di tratta: i bambini vengono venduti, o usati dalle famiglie per fare soldi. «Purtroppo è così – spiega Deborah Divertito, operatrice sociale da anni impegnata sul fronte della prostituzione e dei minori – e Napoli è diventata una meta allettante per questi traffici perché è facile ottenere documenti falsi tramite le organizzazioni criminali o anche attraverso laboratori clandestini del centro città o della zona flegrea. Inoltre i controlli sono pochissimi e c'è molta tolleranza». Con Deborah facciamo un vero e proprio tour, durante il quale veniamo anche bersagliati con dei sassi.

«Le postazioni sono quasi sempre le stesse, per gli uomini spesso i clienti sono abituali. Sulla strada ci sono per lo più adolescenti, sia maschi che donne. Offrono prestazioni sessuali a prezzi bassi. I ragazzi si riconoscono più facilmente mentre le ragazzine si truccano molto e si vestono in modo da attirare i clienti, quindi sembrano più grandi. Sono quasi sempre ragazze dell'est o nigeriane, quasi sempre vittima di tratta, entrate in Italia con dei sogni e buttate per strada con violenze e ricatti. I ragazzi sono per lo più rom o bulgari e partono dai 13 anni. Molto spesso si prostituiscono nei cinema a luci rosse dove per entrare esibiscono documenti falsi».

Decidiamo di entrare in qualche cinema: in effetti la sala per le visioni è praticamente deserta, mentre nei corridoi, nella hall e verso i bagni è pieno di persone. In effetti ci sono tanti ragazzini, le loro facce e i berretti tradiscono la giovanissima età. Li senti contrattare con altri clienti del cinema. Qualche coppia si dirige verso le «cabine»: si tratta di stanzette piccolissime in cui, pagando un'extra si può vedere un film in totale privacy. Cosa possa succedere in quelle salette è facile immaginarlo. Questo tipo di prostituzione avviene in genere di mattina e nel pomeriggio. Anche quella nei pressi del Corso Meridionale e del Centro Direzionale avviene alla luce del sole.

LO SCEMPIO - «Sono qui già dalle nove del mattino – racconta Alessandro Gallo, consigliere della IV municipalità – spesso incrociano i bambini che vanno a scuola qui al Centro Direzionale. Questa vergogna è sotto gli occhi di tutti: qui ci sono le principali sedi istituzionali della città, ci sono gli uffici della Regione Campania e del Consiglio Regionale, c'è il tribunale. Solo il pensiero che intorno a questa zona si aggirano pedofili ma fa rabbrividire. Se parcheggi l'auto da queste parti sei costretto a scendere su un tappeto di preservativi usati e fazzoletti. La gente della zona e dei quartieri limitrofi come il rione Luzzatti, è molto colpita da questo fenomeno e così ho promosso una raccolta di firme, ce ne sono quasi duemila con tanto di documento, per chiedere al sindaco di Napoli un consiglio comunale monotematico per affrontare e risolvere la questione. Va salvaguardata la sicurezza dei residenti e il diritto dei bambini ad essere semplicemente bambini e non costretti a prostituirsi. Qui è pieno di sottopassaggi e anfratti e quindi i clienti di prostitute e prostituti hanno gioco facile, anche se proprio i ragazzini spesso si mettono proprio sui muretti del centro direzionale ad aspettare i clienti. L'area è completamente videosorvegliata anche se molte telecamere non sono funzionanti».

C'è una telecamera anche alla fine del Corso meridionale, proprio dove c'è uno dei più frequentati check point. Facciamo un po' di giri dopo mezzanotte anche nel centro direzionale: ci sono ancora bambini che giocano a pallone o con le biciclette. Tutti sono accompagnati dai genitori.

Cento metri più in là, per strada, altri bambini, invisibili, a cui hanno rubato l'infanzia.

Amalia De Simone

Nel Rione Salicelle i genitori sono spesso giovani, e molto. "Per mancanza di prospettive non hanno un progetto di vita, un'aspirazione professionale. Sono ignorati dalle istituzioni, diffidenti, hanno paura del mondo che c'è fuori, perché non hanno avuto modo di conoscerlo". E immaginano orrori. ...

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