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Quella frana infinita

naturaDifficile arginare la violenza della natura. Inutile maledire il cielo. Ma certo anche l'uomo, nelle ripetute tragedie della Valle del Boite, ci ha messo del suo.
Gian Antonio Stella, Corriere della Sera ...

Questioni aperte animalesche

  • Venerdì, 31 Luglio 2015 13:00 ,
  • Pubblicato in Il Libro
AntispecismoAlessandra Pigliaru, Il Manifesto
29 luglio 2015

In questa prospettiva, all'antispecismo è capitato di allearsi storicamente con altri posizionamenti altrettanto radicali, e anche oggi è così: dal femminismo al queer, passando per l'ecologismo, l'anarchismo e tutti i movimenti che riconoscano la violenza insostenibile verso i viventi, l'ipertrofica produzione di enti/merci da degradare e distruggere. ...

Huffington Post
30 07 2015

Sono in Nigeria, in occasione del 20° anniversario dell'esecuzione del leader ambientalista nigeriano Ken Saro Wiwa, per visitare l'Ogoniland, che è stata devastata dalla Shell.

La rovina del fertile delta del Niger, causata dalla cupidigia e dall'irresponsabilità dell'industria petrolifera ha forti parallelismi con la rovina della Grecia causata dalla cupidigia e dall'irresponsabilità delle banche e delle istituzioni finanziarie.

Ken lavorava per proteggere la sua terra e la vita del suo popolo e per questo è stato punito con la morte, mentre gli inquinatori e la Shell, che stavano commettendo crimini contro la natura e contro le persone, restano liberi. La Shell sta adesso espandendo le sue trivellazioni nell'Artico, dove il ghiaccio si scioglie a causa del cambiamento climatico, al quale la stessa società ha contribuito in modo significativo.

I cittadini della Grecia hanno votato un chiaro "no" nel recente referendum sull'austerità, ma sono stati puniti con ulteriori misure di austerità, mentre le banche che hanno concesso cattivi prestiti, sono state salvate dalle istituzioni finanziarie pubbliche.

Questo, che viene definito piano di salvataggio della Grecia, non è che la perpetuazione di un modello economico che non funziona e che deve essere superato, come ha detto chiaramente Papa Francesco nella sua Enciclica.

In tempo di crisi, sono le piccole aziende agricole della Grecia a dare lavoro ai giovani disoccupati. Sono gli orti nei giardini e sui balconi che hanno permesso di mangiare alla gente di Atene, mentre le banche erano chiuse e i pensionati ridotti sul lastrico. E Peliti, nostro partner nell'Alleanza Globale per la Libertà dei Semi, ha visto aumentare la richiesta di sementi, considerato che il popolo, per poter sopravvivere a questa guerra finanziaria contro la Grecia, deve coltivarsi il proprio cibo, così come i "Giardini della vittoria" permisero ai cittadini americani ed europei di sopravvivere durante la Seconda Guerra Mondiale .

Eppure le banche europee vogliono distruggere proprio le aziende agricole. Un articolo del Financial Times del 22 luglio afferma che l'aumento delle tasse per gli agricoltori è un elemento del nuovo pacchetto di misure di austerità. Il coltivatore di grano Panos Karambelas dalla regione di Larissa dice: "Ci sono pochi produttori nella nostra regione che possono permettersi di pagare tasse per un ammontare quadruplo rispetto allo scorso anno".

Questo al di là dell'austerità, è un genocidio. Si tratta di qualcosa che va oltre l'economia, è la paura di tutto ciò che è vivo e libero e a causa di questa crescente paura nasce il bisogno di sopprimere la libertà e la vita. L'assalto ai piccoli agricoltori della Grecia, 300.000 contadini indiani spinti al suicidio, sono i sintomi di questa guerra contro la vita basata sulla paura.

La nostra risposta deve essere un amore appassionato per la vita e per la libertà. È per questo che dobbiamo difendere i semi della libertà e conservare i nostri semi, dobbiamo difendere la nostra libertà alimentare e coltivare il nostro cibo. Nel 2014, la Commissione europea è stata costretta a tornare indietro sulle proposte di legge sui semi che avrebbero costretto la Grecia alla totale sudditanza in campo sementiero. La nuova "ricetta" che prevede l'aumento delle imposte agli agricoltori è un tentativo di costringere la Grecia alla sudditanza alimentare e finanziaria.

L'Europa deve essere indotta a recedere da questa impostazione. E come abbiamo scritto nel nostro Manifesto Terra Viva, è il momento di dare vita ad una nuova economia e ad una nuova democrazia che abbiano al centro dell'impresa umana la vita e la libertà delle persone, al posto della distruzione della vita, dell'avidità delle aziende, e di governi che minano le basi della democrazia.

Vandana Shiva

Potranno gli alberi salvare i bambini in città?

Huffington Post
23 07 2015

Nel mio quartiere vive un vecchietto che dicono sia sopravvissuto a Dachau. Ha un bel volto pieno di rughe, che usa più sorridere che non per parlare. È un vero e proprio sovversivo: pianta alberi in città. Riconquista il verde, con semi e con arbusti, tratti di marciapiedi sconnessi, aiuole desertificate, lembi di spartitraffico, margini di giardinetti. Alcuni dei suoi protetti sono già alberelli che regalano, beffando il caldo torrido dell'asfalto, un fazzoletto d'ombra ai passanti.

Il mio anziano amico cerca nel suo piccolo di contrastare il triste odio verso gli alberi che alimenta comuni, condomini e privati. Quanti di noi hanno assistito impotenti all'esecuzione di pini, pioppi e lecci secolari? Compagni generosi e silenziosi della nostra vita urbana vengo sacrificati sull'altare di pregiudizi e insofferenze, lasciandoci nudi ed esposti ad un pianeta sempre più inquinato e bollente.

Non tutti capiscono quanto siano importanti gli alberi in città: recenti studi realizzati nei quartieri di New York confermano che c'è una diretta relazione tra alberatura urbana e casi di asma infantile: ovvero più è alto il numero di alberi meno sono i bambini malati di asma. Un dato molto interessante se si considera che i casi di asma infantile sono in precipitosa crescita e che l'inquinamento urbano è il vero killer della nostra generazione: ogni anno uccide oltre 1,2 milioni di persone, raggiungendo quasi il primato delle vittime di incidenti stradali (1,3 milioni l'anno).

Ma non basta: gli alberi leniscono l'afa urbana, offrono godimento e svago a tutte le generazioni, aumentano il nostro benessere psicofisico e in alcuni casi come a Bangalore in India, sono un importante fonte di medicinali e principi attivi.

Considerando che, secondo le Nazioni Unite, il 60% delle città che avvolgeranno entro il 2030 il nostro pianeta devono ancora essere costruite, abbiamo tutti l'obbligo di proteggere, piantare e curare gli alberi in città.

Io nel terrazzino condominiale sto, con amore, crescendo sovversivamente una coppia di pioppi. Sono nati dai semi di due alberi abbattuti tre anni fa nel quartiere. Saranno il mio piccolo contributo per un futuro migliore, iniziando dagli alberi.

Isabella Pratesi

Il Fatto Quotidiano
12 06 2015

C’è chi vorrebbe smontare le Direttive Comunitarie “Habitat” e “Uccelli” sulla base del presupposto, rivelatosi in passato completamente sbagliato, che per uscire dalla crisi economico-finanziaria sia necessario per prima cosa indebolire le norme europee sull’ambiente, che sinora sono state una barriera alla ulteriore deturpazione del nostro territorio e alla progressiva perdita del nostro patrimonio naturale. Quello di cui i cittadini europei hanno invece oggi bisogno è che si difenda con forza questo patrimonio comune, che è parte della ricchezza dei vari Paesi membri, garantendo la piena applicazione di queste norme in tutti i Paesi, a cominciare dall’Italia (dove c’è la più ricca biodiversità d’Europa) e non che si proceda ad una riscrittura al ribasso del corpo di regole tuttora del tutto preziose e valide.

Per questi motivi è stata lanciata in questi giorni su scala europea la Campagna “Allarme Natura!”, promossa da centinaia di associazioni ambientaliste, che intendono contrastare questo attacco alle regole europee, con l’aiuto dei cittadini. Il WWF in tutti i Paesi d’Europa è uno dei promotori di questa campagna che chiede non soltanto il rispetto di regole astratte, ma di difendere, concretamente le 27mila aree e le mille specie tutelate in Europa, che costituiscono la Rete Natura 2000, la rete di aree protette più diffusa al mondo.

Ogni cittadino europeo può dare un segnale forte alle Commissione Europea partecipando alla Consultazione popolare on-line che durerà sino al 24 luglio per decidere il destino della tutela della natura in Europa. Chiunque può fare un atto concreto in difesa della natura, inviando le risposte che troverà cliccando sul nostro sito dedicato all’iniziativa.

E’ bene che tutti noi siamo consapevoli che in Italia, come negli altri Paesi europei, la natura è difesa da norme vitali per la protezione di specie e habitat unici e preziosi che derivano dalla legislazione europea. Migliaia di specie di uccelli, farfalle, cervi, lupi, orsi ma anche, piante fiori, fiumi, laghi, sono protetti da norme comunitarie, considerate tra le migliori al mondo, che hanno contribuito a migliorare le nostre leggi nazionali e regionali. Senza queste regole la protezione di molte specie uniche in Europa potrebbe essere totalmente inefficace.

Le norme europee sulla Natura, infatti, sono una barriera alla perdita della biodiversità: il 60% degli animali e delle piante europee e il 77% degli habitat sono ancora oggi in pericolo. Oggi il 18% del territorio europeo (1milione di chilometri quadrati) e il 4% dei siti marini (250mila chilometri quadrati) fanno parte di Natura 2000.

Oggi, proprio quando ci sarebbe bisogno, che le norme condivise poste a tutela di questo questo patrimonio minacciato, fossero applicate efficacemente, assistiamo ad un attacco politico “contro-natura” che rischia di far prevalere gli interessi economici di una minoranza sulla tutela di un bene comune. Nelle prime tre settimane sono già più di 200mila i cittadini che hanno deciso di contribuire al successo della Campagna “Allarme Natura!”. L’obiettivo è che alla fine della Campagna almeno 500 mila persone chiedano a gran voce di difendere questo straordinario patrimonio comune e quindi c’è assoluto bisogno del contributo di tutti/e.

WWF

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