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Dopo Sochi, al via le Olimpiadi LGBT

  • Giovedì, 13 Febbraio 2014 09:59 ,
  • Pubblicato in Flash news

Articolo Tre
13 02 2014

Le Olimpiadi invernali di Sochi sicuramente verranno ricordate tra le più contestate di sempre dalla comunità internazionale per quanto riguarda la legge anti-gay voluta dal Paese lo scorso anno. Questa legge, che tante polemiche ha sollevato e che vieta la propaganda gay nel Paese di Vladimir Putin ha, però, sortito l'effetto contrario. Ed infatti, dal 26 febbraio, all'indomani della chiusura ufficiale dei Giochi Olimpici, a Mosca partiranno le Olimpiadi LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali).

Alla manifestazione sportiva vi prenderanno parte 180 atleti provenienti dagli USA, dalla Gran Bretagna, Germania, Francia, Paesi Bassi, Kazakistan e Russia. Si terranno gare in otto discipline sportive.

La Olimpiadi gay sono state organizzate dalla federazione russa LGBT che fa parte delle associazioni sportive internazionali delle minoranze sessuali.

Quelle che si svolgeranno in Russia, però, saranno solo un'anticipazione ridotta delle vere Olimpiadi gay che si terranno in Canada a Vancouver.

Tra gli ospiti d’onore, delle Olimpiadi di Mosca, ci saranno il ministro dello Sport olandese Edith Schippers e il tuffatore statunitense Greg Louganis, quattro volte campione olimpionico.

La manifestazione sportiva sarà chiusa al pubblico per ovvi motivi di sicurezza; essa è pubblicizzata in Rete e per potervi partecipare come spettatore e/o supporter bisogna compilare un questionario, sarà poi discrezione degli organizzatori l'invio dei biglietti alle persone prescelte. La quota d'iscrizione per i tifosi si aggira intorno ai cinque euro, mentre per gli atleti sui 30. Gli organizzatori non sono riusciti a trovare nessun privato che sponsorizzasse l'evento, per questo motivo si sono rivolti al Ministero dello Sport e alla Presidenza russa per avere un finanziamento pubblico, previsto per gli eventi sportivi senza scopo di lucro. Ovviamente si sono rifiutati, negando i finanziamenti.

Sono state alcune associazioni LGBT occidentali e russe a mettere a disposizione i fondi necessari.

Amnesty International
07 02 2014

Olimpiadi invernali di Soci: Amnesty International Italia invia al presidente del Consiglio un documento sui diritti umani in Russia.

Amnesty International ha scritto al presidente del Consiglio Enrico Letta, alla vigilia della sua partecipazione alla cerimonia inaugurale dei Giochi olimpici invernali di Soci, chiedendogli di sostenere la libertà di associazione, espressione e riunione pacifica in Russia.

Insieme alla lettera, Amnesty International Italia ha trasmesso al presidente del Consiglio un documento che descrive il mancato rispetto dei diritti umani in Russia.

Dopo le proteste di massa svoltesi a Mosca e in altre città russe alla fine del 2011 e per tutto il 2012 contro i presunti brogli e violazioni nel corso delle elezioni parlamentari e presidenziali, il presidente Vladimir Putin ha firmato una lunga serie di leggi punitive che hanno colpito il dissenso, la libertà d'espressione e la libertà di manifestazione.

Dalla fine del 2011, migliaia di persone sono state arrestate a Mosca e nei dintorni della capitale. Più di 100 proteste sono state vietate o sciolte dalla polizia.

In tutto il paese, almeno 1000 Organizzazioni non governative sono state prese di mira mediante "ispezioni". Molte rischiano multe se non la chiusura ai sensi della nuova "legge sugli agenti stranieri".

La legislazione discriminatoria adottata nel 2013 ha alimentato l'omofobia e ispirato un'ondata di atti di violenza da parte di ronde private. È aumentata anche la xenofobia, col risultato che negli ultimi anni le retate di massa contro i lavoratori migranti da parte della polizia sono diventate più frequenti.

Anche la libertà d'espressione è finita sotto attacco. Dopo la nota esibizione delle Pussy Riot nella principale chiesa ortodossa di Mosca, è entrata in vigore una nuova legge sul reato di blasfemia. Un museo è stato costretto a chiudere a causa di una mostra di ritratti satirici del presidente Putin e di altri esponenti politici di primo piano.

La legge d'amnistia del 18 dicembre 2013 e una grazia presidenziale hanno consentito la scarcerazione di sette prigionieri di coscienza ma altri rimangono in carcere.

Solo in questa settimana, sono stati arrestati e puniti due attivisti per il diritto all'ambiente: il 3 febbraio Evgeny Vitishko è stato condannato a 15 giorni di detenzione amministrativa per aver proferito ingiurie alla fermata di un autobus della città di Tuapse, gesto considerato tra gli "atti minori di teppismo". Vitishko e i suoi colleghi ambientalisti sono molto attivi nel denunciare la deforestazione, le costruzioni e le recinzioni illegali nella foresta protetta dell'area di Soci. Il 5 febbraio Igor Kharchenko è stato condannato a cinque giorni di prigione per aver "opposto resistenza a un ordine legittimo della polizia".

Leggi il documento sulla situazione dei diritti umani in Russia

Firma l'appello per Evgeny Vitishko

Per interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio Stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348 6974361, e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Enrico Letta spiega perché va nel lettone di Putin

  • Venerdì, 07 Febbraio 2014 12:47 ,
  • Pubblicato in Flash news

Giornalettismo
07 02 2014

Barack Obama chi? Se il presidente degli Stati Uniti ha sfidato Vladimir Putin, disertando la cerimonia di apertura dei Giochi invernali di Sochi 2014 in Russia e scegliendo anche atleti omosessuali per la delegazione americana, Enrico Letta ha deciso di non boicottare le Olimpiadi. Sarà tra i pochi leader importanti presenti: hanno imitato Obama anche Hollande, Merkel e Cameron.

Letta? No, lui ha preferito scrivere una lettera sul Corriere della Sera per chiarire le ragioni per cui ha scelto di non mancare. Già aveva azzardato di voler ribadire anche in Russia «con assoluta nettezza la contrarietà a qualunque normativa discriminatoria, fuori e dentro lo sport, degli atleti gay». Non senza essere però contestato da renziani, parlamentari di Sel, associazioni Lgbt, contrari alla sua presenza a Sochi. E ieri bacchettato anche da Amnesty, che gli ha consegnato una missiva ricordandogli quella serie di leggi punitive approvate nella Russia di Putin e il mancato rispetto dei diritti umani.

SOCHI 2014: ENRICO LETTA SPIEGA AL CORRIERE DELLA SERA PERCHÈ CI SARÀ 

Se i grandi del mondo hanno deciso di mandare un segnale forte in Russia, nel mezzo delle polemiche sulle discriminazione della comunità Lgbt e della controversa legge contro la propaganda omosessuale, Letta ha scelta un’altra strada. Era già stato criticato sul tema dei diritti gay durante l’incontro a Trieste dello scorso novembre, quando Letta e Putin siglarono 28 intese commerciali in un vertice intergovernativo, a dimostrazione di come Italia e Russia siano diventati sempre di più partner strategici È la dimostrazione della «disponibilità, dell’amicizia e della voglia di cooperare insieme», aveva commentato Letta.

Con buona pace di chi protestava per il silenzio sulla legge anti-gay russa. Stavolta però, a sentire le parole del presidente del Consiglio, l’Italia ribadirà la sua netta contrarietà alle discriminazioni. Non si sa bene in che modo. «Non ho la presunzione di assegnare le pagelle su quale sia lo strumento più efficace di affermazione dei propri valori in questa vicenda: se la strada della pressione diplomatica forte, la «moral suasion», i gesti simbolici, il confronto aperto», ha ammesso Letta al Corriere della Sera. Precisando però di «rivendicare» la decisione di andare a Sochi e di non volersi per questo «sottrarre al dibattito sull’opportunità della mia presenza», ha spiegato il presidente del Consiglio.

SOCHI 2014 E I MOTIVI DELLA PRESENZA DI ENRICO LETTA 

Letta ha spiegato la sua versione al quotidiano di via Solferino:

«Per me lo sport non è politica. È però dimensione pubblica. È cultura delle regole, competizione tra pari, aggregazione sociale. In un campo di basket, come in una pista di neve o di ghiaccio, non conta da dove vieni, quanto guadagni, che religione professi, che partito voti. Non conta quali sono le tue inclinazioni sessuali. In un campo e in una pista contano l’agonismo, il sudore, la testa. Vinci o perdi, ma per dare il meglio di te puoi fare affidamento solo sui talenti e la fatica. È così, dopo anni di sacrifici, che i nostri atleti sono arrivati a Sochi. Rappresentano l’Italia. Sfilano dietro il tricolore. Sono portatori dei valori che la nostra bandiera in sé compendia: la libertà, l’eguaglianza, la condanna di ogni forma di discriminazione. Principi inscritti nella Costituzione repubblicana come pure, a ben vedere, nella più profonda identità europea, quella che ha modellato anche lo spirito olimpico, antico e moderno».

Restano perplessità su come i valori di Letta possano convivere nella Russia in cui Putin continua a paragonare con “battute” sconcertanti pedofilia e omosessualità (per il presidente russo un omosessuale che volesse prender parte alle Olimpiadi invernali di Sochi, come atleta o come spettatore può «star tranquillo e a suo agio, basta che lasci stare i bambini, per favore», ha dichiarato). Si legge sul Corriere:

«Essere in Russia — da presidente del Consiglio di un Paese che storicamente tanta parte ha avuto nella costruzione della coscienza europea — significa esprimere, appunto in una dimensione pubblica, la nostra concezione di libertà, di comunità, di rispetto dell’altro. Esserci non significa dismettere ma anzi riaffermare il ruolo che l’Italia svolge, e ancor più continuerà a svolgere quando sarà alla guida dell’Europa nel prossimo semestre, per l’estensione (e certo non per un arretramento) dei diritti. Esserci, infine, vuol dire porsi in continuità con la nostra tradizione olimpica. Una tradizione fatta di presenze. Mai di diserzione».

Basterà la presenza? O possiamo aspettarci gesti simbolici da parte del presidente del Consiglio in Russia per ribadire «la nostra concezione di libertà». Non è chiaro. Ma difficile aspettarsi colpi di scena. Sul ruolo dell’Italia per l’estensione dei diritti nel semestre europeo, invece, una buona notizia. Certo, sarebbe meglio cominciare a dimostrare di saper rispettare i diritti della comunità Lgbt già in Italia. In realtà, nemmeno l’Italia ha dimostrato di essere un Paese così rispettoso, considerata le difficoltà per approvare una “reale” legge contro l’omofobia (si pensi alle critiche ricevute già dal ddl Scalfarotto, passato alla Camera) e quelle per una normativa sulle coppie di fatto, più volte abortita in partenza.

IL «SOGNO OLIMPICO» 

Letta ha poi spiegato di essere in Russia per coltivare il nuovo «sogno olimpico» italiano, in vista di una possibile candidatura per Roma 2024:

«Anche di questo parlerò oggi e domani a Sochi con i capi di Stato e di governo. Con loro e con quanti avranno la responsabilità di valutare la possibile candidatura olimpica di Roma 2024. Come è stato per Roma 1960 e Torino 2006, e come deve essere oggi per Expo 2015, è indispensabile guadagnare credibilità, mobilitando intorno a questo progetto le risorse e la passione di tutto il Paese, a partire dalle sue istituzioni».

Per Letta l’Italia deve «restituire al mondo, dopo tanta fatica, l’immagine di un Paese più europeo, più moderno, più giusto».

Difficile credere che, con un gesto simbolico forte per il rispetto dei diritti – così come fatto da altri leader mondiali – l’Italia avrebbe dovuto abbandonare il suo progetto olimpico. La selezione della città organizzatrice dei Giochi della XXXIII Olimpiade inizierà nel 2015 e la decisione definitiva sarà presa nel 2017. Non sarebbero mancate altre sedi opportune per mostrare la credibilità del nostro Paese, già costretto a ritirarsi dalla corsa alle Olimpiadi del 2020, durante il governo Monti, a causa della crisi economica.

Alberto Sofia

Arcilesbica
07 02 2014

Per le atlete e gli atleti che parteciperanno ai Giochi Olimpici invernali di Sochi.

ArciLesbica è una associazione da anni impegnata nella promozione della visibilità lesbica, dei pari diritti per le persone lesbiche gay bisessuali transessuali e transgender, nella promozione di una cultura dell'accoglienza, del rispetto delle differenze e della difesa delle libertà personali in ogni ambito del vivere civile.

Il Comitato Olimpico Internazionale ha proibito ad ogni atleta che salirà sul podio di promuovere o fare proprie battaglie di carattere politico.

Vi chiediamo, però, di avere la sensibilità di dichiarare, in conferenza stampa o in qualunque altra forma riteniate opportuna, il vostro sostegno alle lotte per le libertà e i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali.

Voi, in quanto sportive e sportivi, vi fate promotori dei valori che lo sport fa propri, quali il rispetto e l'inclusione. Solo con uno sforzo comune di responsabilità e impegno si può riuscire a migliorare la vita di migliaia e migliaia di persone, in Russia, come in Italia.

Grazie per le azioni che riuscirete a fare e in bocca a tutte e tutti voi!

Cordialmente.

Paola Brandolini
Presidente nazionale ArciLesbica

Sochi 2014. La bandiera gay nel Doodle di Google

Internazionale
07 02 2014

Google ha celebrato l'apertura dei Giochi olimpici di Sochi mettendo sulla homepage del suo motore di ricerca la bandiera arcobaleno simbolo dei gay, linkata a una pagina nella quale si chiedono gli uguali diritti previsti dalla Carta olimpica, dove è scritto che "ogni individuo deve avere la possibilità di praticare uno sport, senza discriminazioni di qualsiasi tipo".

La compagnia americana ha declinato di commentare quella che è stata interpretata come una protesta contro l'atmosfera ostile ai gay causata dalle leggi e dalle autorità del paese che ospita le Olimpiadi invernali.


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