Marco Politi, Il Fatto Quotidiano
13 gennaio 2013

Oltre la sentenza della Cassazione è giusto porsi domande sul posto di un bambino nell'ambito di una coppia dello stesso sesso? Credo di sì. Bene ha fatto la Corte a non strappare un figlio alla madre, convivente con un partner dello stesso sesso. ...

Oggi la famiglia tradizionale, ad esempio quella della Vienna asburgica descritta da Sigmund Freud, non rappresenta più il modello dominante: è sempre più frequente che un genitore single si occupi dell'educazione dei figli o più spesso dell'unico figlio oppure si creino famiglie ricomposte in cui convivono figli di precedenti legami con quelli nati dalla relazione attuale. ...

La Repubblica
11 01 2013

ROMA - La Corte di Cassazione apre all'affidamento di minori a coppie omosessuali: per la Suprema corte un minore può crescere in modo equilibrato anche in una famiglia omosessuale e sostenere che "sia dannoso per l'equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale" non è che un "mero pregiudizio".

Ad esprimersi in questi termini, nero su bianco, è stata la Prima sezione civile che ha confermato l'affidamento esclusivo di un bimbo alla madre, la quale convive con un'altra donna.

Il caso è stato scatenato da una causa di affidamento tra un uomo di religione islamica che aveva avuto un figlio con una donna italiana, che successivamente era andata a convivere con un'amica.

L'uomo, in Cassazione, ha contestato l'esclusivo affidamento del figlio accordato alla madre dalla Corte d'appello di Brescia (26 luglio 2011), sulla base del fatto che il bimbo era inserito in una famiglia gay per cui avrebbero potuto esserci "ripercussioni negative sul bambino". A suffragio di questa tesi, la difesa dell'islamico ha citato l'articolo 29 della Costituzione sui "diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio".

La Cassazione, con sentenza numero 601, depositata oggi, ha respinto il ricorso, evidenziando che alla base delle lamentele "non sono poste certezze scientifiche o dati di esperienza, bensì il mero pregiudizio che sia dannoso per l'equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale". In questo modo, annota ancora la Prima sezione civile presieduta da Maria Gabriella Luccioli, "si dà per scontato ciò che invece è da dimostrare, ossia la dannosità di quel contesto familiare per il bambino, che comunque correttamente la Corte d'appello ha preteso fosse specificamente argomentata".

Il Tribunale per i minorenni di Brescia aveva già disposto l'affidamento esclusivo del figlio minorenne alla madre con incarico ai servizi sociali di regolamentare gli incontri del minore con il padre, da tenersi "con cadenza almeno quindicinale". Dalla sentenza si evince ancora che la donna, ex tossicodipendente, ha imbastito una relazione sentimentale e convive con una ex educatrice della comunità di recupero in cui era stata ospitata.

Regno Unito, l’arcivescovo cancella le “messe gay”

  • Venerdì, 04 Gennaio 2013 09:36 ,
  • Pubblicato in Flash news

La Stampa
04 01 2013

La messa che si celebrava ogni due settimane nel quartiere di Soho, a Londra, “riservata” a omosessuali, lesbiche, bisex e trans gender non si terrà più. Lo ha annunciato Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster. La messa aveva suscitato perplessità a livello pastorale e teologico, e provocato le proteste di molti cattolici londinesi, che ne avevano scritto ripetutamente a Roma. Il nuovo Prefetto della Congregazione per la Fede, Gerhard Ludwig Mueller, aveva deciso di affrontare il problema, come abbiamo scritto qualche tempo fa.

Ed evidentemente qualche cosa è accaduto. La messa si svolgeva a Warwick Street, nella Chiesa di Nostra Signora dell’Assunzione. La cancellazione, che può essere interpretata come una risposta alle proteste, viene d’altronde nel momento in cui la Chiesa cattolica, insieme ad altre confessioni cristiane e non, è fortemente impegnata a contrastare il progetto del leader conservatore Cameron che tende a ridisegnare, con l’approvazione del matrimonio fra persone dello stesso sesso, l’immagine della famiglia.

La diocesi di Westminster in una dichiarazione afferma che mentre la celebrazione della liturgia riservata in particolare agli omosessuali cesserà, “continuerà la cura pastorale della comunità”, nella chiesa Jesuit Farm, a Mayfair, nel centro di Londra, la sera della domenica.

L’arcivescovo Nichols ha pubblicato una sua dichiarazione sul sito web del “Catholic Herald” ricordando che “L’uso corretto della nostra facoltà sessuale è all’interno del matrimonio, fra un uomo e una donna, aperto alla procreazione e alla cura di una nuova vita umana”. La dottrina cattolica chiede alle persone con orientamento omosessuale di condurre una vita casta. La celebrazione della messa sollevava proteste, a dispetto delle assicurazioni in base alle quali questo insegnamento non sarebbe stato messo in discussione.

La tradizione della messa quindicinale durava da sei anni. Nichols ha affermato: “Per molti anni la diocesi di Westminster ha cercato di estendere la cura pastorale della Chiesa a coloro che vivono un’attrazione verso lo stesso sesso. Questa attenzione è stata motivata dalla consapevolezza delle difficoltà e dell’isolamento che possono sperimentare e dall’imperativo di Cristo di amare tutti”.

Ora, ha detto Nichols, dopo sei anni “era matura una nuova fase”. E in questi sei “La situazione della gente con attrazione verso lo stesso sesso è cambiata sia socialmente che nella legge civile. Comunque i principi della cura pastorale offerti dalla Chiesa e l’insegnamento della Chiesa in tema di morale sessuale non sono cambiati”.

Lo scopo dell’iniziativa era quello di permettere alle persone omosessuali di entrare più pienamente nella vita della Chiesa. E adesso l’arcivescovo chiede “al gruppo che negli anni recenti ha aiutato a organizzare la celebrazione della messa due domeniche al mese a focalizzare i suoi sforzi nel fornire a quelle persone la cura pastorale”, senza però l’organizzazione di una messa speciale a loro riservata. La chiesa di Our Lady of the Assumption sarà affidata all’Ordinariato di nostra signora di Walsingham, che raccoglie fedeli e sacerdoti di tradizione anglicana entrati in comunione con Roma.

Un braccialetto per le coppie gay e lesbiche

  • Giovedì, 03 Gennaio 2013 14:33 ,
  • Pubblicato in Flash news

Info Mario Mieli
03 01 2013

COMUNICATO STAMPA

Un braccialetto per le coppie gay e lesbiche.

Un braccialetto per i genitori omosessuali. La clinica ostetrica dell'ospedale di Padova ha deciso di «riconoscere» le coppie gay e lesbiche. I braccialetti con numero identificativo sono tre, uno per il neonato, uno ciascuno per i genitori. Quando alla compagna di una donna che aveva partorito in ospedale è stato consegnato il braccialetto con sopra scritto “padre”, lei lo ha rifiutato. Così la direzione sanitaria della clinica ostetrica ha deciso di cambiare la dicitura dei braccialetti da «padre» in «partner», affermando che non si può più ragionare in modo tradizionale e che la decisone è stata presa per non offendere la sensibilità di nessuno.
“Questa è l’ennesima dimostrazione di quanto un piccolo passo possa essere importante” commenta Andrea Maccarrone, Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli. “Episodi di questo tipo, sempre meno rari nel nostro Paese, devono essere un chiaro segnale e uno stimolo per la politica ad affrettarsi nel riconoscimento delle coppie gay e lesbiche e che l’agenda politica dei prossimi mesi non potrà non tenerne conto, pena l’inevitabile nascita di oasi felici di diritti da una parte e di territori retrivi e ormai sorpassati dallo stesso senso comune della gente dall’altra, una situazione inaccettabile per una vera democrazia”.

Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Andrea Maccarrone – Presidente
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Ufficio Stampa
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