Internazionale
09 09 2014

Sette uomini sono stati arrestati in Egitto con l’accusa di “dissolutezza” per aver partecipato alla realizzazione di un video che mostra un matrimonio gay.

Anche se la legge egiziana non vieta esplicitamente l’omosessualità, negli ultimi anni molte persone sono state condannate per “dissolutezza”, “per pratiche sessuali contrarie all’Islam” e per “disprezzo della religione”. Il video mostra una coppia gay su una barca sul Nilo mentre viene celebrato un matrimonio simbolico tra persone dello stesso sesso.

“Nove dei 16 partecipanti alla celebrazione sono stati identificati e sette sono stati arrestati”, scrive l’agenzia egiziana Mena.

Gli arrestati sono accusati di “incitamento all’indecenza” per la “pubblicazione di immagini indecenti”.

I giudici hanno anche richiesto delle indagine mediche sui sette arrestati.

Lo scorso aprile in Egitto un tribunale ha condannato quattro uomini a otto anni di prigione per “dissolutezza”, in realtà per colpire la loro omosessualità.

Candelora 2014

  • Lunedì, 28 Luglio 2014 16:12 ,
  • Pubblicato in Video Bottom
Repubblica.it
11 07 2014

Le nuove linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità consigliano agli omosessuali di sesso maschile di prendere farmaci antiretrovirali in via preventiva. Tra gli uomini gay il rischio di contagio è 19 volte più alto rispetto al resto della popolazione. Nel mondo 35,3 milioni di sieropositivi

Aids, allarme Oms: malattia dilaga tra omosessuali, serve prevenzioneL'Oms lancia l'allarme: l'Aids, una delle malattie a trasmissione sessuale più temibili, sta 'esplodendo' tra gli omosessuali. Sebbene la malattia abbia subito un notevole arretramento negli ultimi anni, i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità parlano chiaro: tra gli omosessuali di sesso maschile il rischio di contagio è 19 volte più alto che nel resto della popolazione. Per questo le nuove linee guida dell'organizzazione con sede a Ginevra invitano i gay ad assumere i farmaci antiretrovirali come forma di prevenzione.

"Constatiamo una esplosione dell'epidemia in questo gruppo a rischio - ha affermato Gottfried Hirnschall, che dirige il dipartimento Hiv dell'Oms - soprattutto per un abbassamento della guardia dal punto di vista della prevenzione".

L'Organizzazione mondiale della sanità mostra preoccupazione in particolare per cinque gruppi di persone considerate particolarmente a rischio, anche perché si tratta spesso di persone che hanno difficoltà di accesso alle cure: oltre agli omosessuali di sesso maschile, l'Oms segnala le lavoratrici del sesso, alcune donne transgender, tossicodipendenti e detenuti. Studi dell'Oms stimano che le prostitute sono 14 volte più a rischio di contagio rispetto alle altre donne, mentre tossicodipendenti e transgender hanno un rischio contagio 50 volte superiore alla media.

Lo scorso maggio le autorità sanitarie statunitensi avevano consigliato i farmaci a tutti i gruppi a rischio, sulla base di studi che indicano che una pillola al giorno unita al preservativo abbassa il rischio del 25%. "Se gli omosessuali seguissero questa profilassi - sottolinea il comunicato dell'Oms - si potrebbero evitare un milione di nuovi contagi in dieci anni".

Attualmente nel mondo 35,3 milioni di persone sono sieropositive. Un numero in aumento anche perché, grazie ai passi avanti fatti nella diagnosi e al maggiore accesso ai farmaci, diminuiscono i decessi: in tutto il mondo nel 2012 sono stati 1,6 milioni dopo il picco di 2,3 milioni del 2005. E dal 2011 al 2013 le nuove infezioni da Hiv sono calate di un terzo.

Tuttavia non bisogna abbassare la guardia. Pochi mesi fa era arrivato l'allarme di uno dei massimi esperti di malattie infettive, Jeremy Farrar, direttore del Wellcome Trust, una delle principali fondazioni di ricerca al mondo, secondo il quale una nuova 'pandemia' di Hiv è possibile nei prossimi 20 anni, per lo sviluppo di ceppi del virus resistenti ai farmaci che annullerebbe i progressi compiuti dagli anni '80.

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