Orlando, attacco al sogno americano

Strage di OrlandoMario Platero, Il Sole 24 Ore
13 giugno 2016

L'attacco al Night Club Gay Pulse dell'altra notte è stato un fulmine a ciel sereno, come sempre succede quando il terrorismo colpisce. Ormai i dettagli "operativi" di quel che è successo li conosciamo: 49 morti e 53 feriti, l'attacco armato più grave della storia americana.

Il domani appartiene a

  • Giovedì, 29 Novembre 2012 09:01 ,
  • Pubblicato in Flash news
Lipperatura
29 11 2012

Il nuovo che avanza non si può fermare e chi se infischia del resto, è il mercato, è il futuro, è il domani, e il domani appartiene a me. Come in un celebre film.

Va bene, si esagera. Però, sarà l’età, saranno i tempi, sarà la pioggia, ma ogni volta che sento dire “il futuro non si cambia e la via è tracciata” mi vien voglia di risalire in macchina come i protagonisti di Cabaret.

Veniamo al punto. Anzi, veniamo alle macerie (umane) che il nuovo che avanza si lascia indietro. Immagino che conosciate la catena di librerie Fnac. Immagino sappiate che Fnac Italia è stata appena ceduta. Se non lo sapete, ecco il comunicato aziendale:

“Il Gruppo Fnac annuncia la firma di un accordo di cessione di Fnac Italia al fondo di investimento Orlando Italy. Lo scorso gennaio, nell’ambito del piano generale di risparmio e per il rilancio della competitività dell’azienda, Fnac ha annunciato la propria intenzione di uscire dal mercato italiano entro il 2012. Dal suo arrivo in Italia nel 2000, infatti, Fnac non ha mai raggiunto le condizioni operative necessarie per imporsi in questo paese. La crisi economica che l’Italia sta attraversando dal 2009 ha accelerato questo processo. La cessione sarà finalizzata a gennaio 2013, data nella quale Orlando Italy presenterà il suo progetto, attualmente in fase di definizione.”

Forse non conoscete quello che i lavoratori Fnac chiedono, e che si legge nella pagina Facebook “salviamo Fnac” (dove, per fortuna, continuano ad arrivare testimonianze di solidarietà: l’ultima è di Gianni Berengo Gardin).  Estraggo dal loro comunicato:

“Quali sono le intenzioni di Orlando: hanno un progetto di sviluppo di Fnac Italia?
Qual è il loro piano industriale?

Prevedono una ristrutturazione?

In questo caso, quali garanzie ci sono per i lavoratori e cosa si prevede per la gestione dell’impatto sociale?

Saranno chiusi dei negozi?

L’e-commerce?

In alcuni casi di cessione, non è il cessionario a pagare, ma è invece il cedente a effettuare un esborso a beneficio del cessionario che si accolla i debiti dell’azienda. In questo caso Orlando ha comprato Fnac o è PPR che paga Orlando? Il piano industriale di Orlando è rispettoso della Responsabilità Sociale d’Impresa e del Codice Etico del Gruppo PPR?Il mantenimento del marchio può essere considerato garanzia di continuità del business? Mantenere il marchio significherà rispettare anche il concept Fnac? Tutte le merceologie saranno mantenute?

Ma cosa pensavamo, colleghi? Pensavamo forse che avremmo finalmente ottenuto la chiarezza che stiamo chiedendo da gennaio? Ma davvero non avevamo ancora capito con chi abbiamo a che fare?

Come ci è stato detto, e ripetuto, e ripetuto, e ripetuto ancora: le nostre domande le potremo porre a Orlando nel momento in cui si sarà insediato. Orlando presenterà il suo piano una volta insediato. Orlando si insedierà a gennaio e solo dopo sapremo cosa intenda fare di noi.

Come dire, non siete più affare nostro.

Come dire, non ci riguardate più.

Come dire, non siamo più responsabili.

Come dire, noi ce ne laviamo le mani.

E allora, forza ragazzi. Mettiamoci buoni e tranquilli ad aspettare gennaio. E nel frattempo diamo il massimo per far incassare a questi signori il più possibile nel prossimo mese di dicembre. Natale è alle porte, con il suo festoso sciamare di clienti. Prepariamoci ad accoglierli e a sorridergli. Prepariamoci al turbine delle gioiose settimane prenatalizie. E poi cerchiamo anche di passare un buon Natale con le nostre famiglie. Un Natale sereno. Aspettando la befana. E quello che ci porterà.

Colleghi, ma davvero gli renderemo la vita così facile?”

Servirà a poco, ma la mia solidiarietà c’è, e il blog è a disposizione.

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