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La salita dopo il colle (Micaela Borgi, Il Manifesto)

E' il giorno del giuramento e dei buoni propositi, della sfilata uno dopo l'altro davanti alle telecamere con larghi sorrisi e entusiasmo gratis come le prime promesse e gli impegni "urgenti". ...

Governo: nomi di omofobe alle pari opportunità

  • Giovedì, 20 Febbraio 2014 13:31 ,
  • Pubblicato in Flash news

Gli Altri
20 02 2014

La lista dei ministri è quasi pronta ed emergono notizie non confortanti. Nel balletto delle nomine forse Emma Bonino salverà il suo ruolo di ministro degli Esteri, ad altre donne, purtroppo spetteranno dicasteri minori e soliti.

Certo si tratta di un governo con un pezzo reazionario, di una destra tra l’altro ad alto contenuto di politici cattolici reazionari, ma caro Matteo Renzi, nonostante tu sia “timido” sui temi riguardanti le pari opportunità e i diritti non è che puoi proprio svendere il patrimonio laico, liberale e di sinistra delle grandi famiglie politiche europee, per concederlo ai clericali. Tra una donna che sostiene tesi omofobe, magari invece impegnata sulla violenza alle donne, cioè schizofrenica rispetto alla reale mission del ministero, è preferibile un uomo preparato, coerente con le linee guida della Ue e della Costituzione.

In queste ore fa impressione il silenzio molliccio della sinistra interna, in cui si favoleggia di un documento da proporre a Renzi scritto da una stretta cerchia di uomini, di cui non è dato sapere il contenuto. E mentre le donne del Pd, quelle che contano, come sempre stanno zitte nei momenti in cui sarebbe necessario intervenire, si rischia che con il fatto che i media sono tutti intenti a scommettere su chi occuperà le caselle dei ministeri economici, il Pd si venda l’anima su temi come la cultura, i diritti, la sanità.

Se questo è il rinnovamento, s’inizia molto male, buttando a mare propri insediamenti politici per regalarli a una destra ben intenzionata a riportarci nel medioevo che fu.

Per essere ancora più espliciti i nomi che circolano in queste ore per il risorto ministero delle Pari opportunità e Diritti sono quello di Isabella Rauti, esperta sostenitrice di politiche securitarie per fronteggiare il femminicidio, esponente della destra più omofoba, e quello di Silvia Costa parlamentare europea del Pd, già donna di punta della Dc, fiera oppositrice di leggi sul riconoscimento delle coppie gay. Beh certo se questo è il nuovo che avanza arridateci Maria Eletta Martini!

Aurelio Mancuso

Se Berlinguer è un eroe dei social network

  • Venerdì, 31 Gennaio 2014 10:43 ,
  • Pubblicato in Flash news

Globalist
31 01 2014

Si moltiplicano le pagine dedicate al segretario del Pci. A giugno 30 anni dalla morte. Il suo rispetto per la democrazia e quello di oggi.

Se 370mila persone sostengono una pagina facebook dedicata a Enrico Berlinguer forse siamo oltre la distratta adesione nella prateria di un social network. Siamo certi che saranno moltissimi quelli che hanno dato il loro mi piace senza nemmemo averlo conosciuto, il segretario del Pci. Non è solo nostalgia, romanticismo, stima eterna, ricordo per una grandezza riconosciuta in vita e dopo. Berlinguer ha costruito la democrazia insieme al suo Pci, quando il Pci era considerato antisistema e in Italia c'erano i servizi segreti deviati, il doppio Stato, la Cia. Il leader comunista ha tessuto con pazienza e rigore la tela di una politica diversa, alternativa, ricca di idee e simboli, con obiettivi reali per i lavoratori, magari sbagliando ad un certo punto alcune scelte, strategia, ma con onestà, con convinzione, con profondità di analisi, con rispetto dell'avversario.

Mettiamo tutto questo davanti al tempo presente e allora capiamo lo sguardo all'indietro verso Berlinguer. Tra pochi mesi sarano trent'anni dalla morte di Enrico Berlinguer. Francesco Piccolo, scrittore, sceneggiatore ha come anticipato l'evento nel suo libro, "Il desiderio di essere come tutti". La diversità tanto coltivata da Berlinguer è stata vera, autentica, finché lui è restato in vita. Era sua, non dei suoi epigoni, anche se in moltissimi hanno continuato a farlo in nome di, alcuni a buon diritto, altri facendo risuonare nel loro vuoto le sue parole. Il Tutti, anche grafico, riportato nel libro di Piccolo, è il titolo dell'Unità nel giorno dei funerali di Enrico. Tutti, perché il segretario del Pci, quel giorno era nelle case di tutti, tutti ricorderanno per sempre dove erano, cosa facevano, cosa pensarono, quel giorno.

Eventi, la Storia. Oggi pretendono di parlare in nome del popolo che soffre deputati e senatori sorteggiati da pochi votanti via web, dei quali non si conosce alcun percorso o merito politico, se non quello di aver giocato la carta giusta al momento giusto, nel paese del grattaevinci. La democrazia della pratica, dei gesti, del rispetto non c'è. Non c'è in loro né nei pallidi eredi solo per epifenomeno di quella stagione politica.

Sarebbe interessante sapere cosa ha intenzione di fare Matteo Renzi per l'anniversario di Berlinguer. Senza il Pci non ci poteva essere oggi il Pd. Ai tempi il segretario democratico non aveva nemmeno 10 anni, ma qualche pensiero di allora gli dovrà tornare, necessariamente. Ci sono simboli che vanno ricordati ogni giorno, nei piccoli come nei grandi gesti quotidiani. Il trentennale di Berlinguer non è un giorno è un modo di essere su cui ragionare a lungo, grazie alla data. Senza retorica, come qualcuno che si sente strumentalmente depositario, dentro il Pd, sarebbe tentato di fare. Veltroni ci sta facendo un film-documentario su Enrico Berlinguer, in questo percorso laterale partendo dalle sue radici. Sono in molti ad avere a cuore la storia di Enrico. Perché è la loro storia, l'unica che riconoscono, davanti al niente presente.

Fabio Luppino

L'umiliante sintonia (Norma Rangeri, Il Manifesto)

E' sbocciato un amore, una "profonda sintonia" fra il Pd e Forza italia. O meglio, fra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Forse non è ancora un accordo, i dettagli sono tutti da definire, e potrebbero essere la buccia di banana su cui far scivolare il governo verso le elezioni. ...
Matteo Renzi tiene fede alla sua promessa e il giorno dopo il suo trionfo alle primarie arriva in conferenza stampa e presenta la nuova segreteria. Nessuno prima di lui era stato così veloce: lunga ed estenuante la pratica delle nomine, notti e giorni con il manuale Cencelli e i coltelli nei cassetti dei big. Sette donne e cinque uomini, anche questa è una rivoluzione degna di nota, come l'età media delle new entry, 35 anni. ...

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