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Stop trivelleCoordinamento Nazionale No Triv-A Sud
6 luglio 2015

Laddove numerose proposte di legge hanno fallito riuscirà il voto dei cittadini! Per questo abbiamo chiesto formalmente ai Governatori ed ai Presidenti dei Consigli di tutte le Regioni, di richiedere l'indizione di un referendum abrogativo che metta finalmente fine alla vergognosa "sanatoria" per nuove trivelle in mare, in prossimità delle coste italiane, voluta dal Governo Monti nel 2012.

Il PD e la pessima riforma della scuola

Alcuni parlamentari Pd hanno confessato il loro disappunto per la brutta legge detta eufemisticamente "la buona scuola" che hanno votato pochi giorni fa. Ma dov'erano quando potevano fermare la furia del fare sfasciando che anima il premier
Nadia Urbinati, Left ...

Irresponsabilità italiane

E' sbagliato pensare che i protagonisti dello scontro sulla crisi greca siano da una parte il governo di Atene e dall'altra la troika tornata in carica anche nominalmente, rappresentata da Merkel e Fmi. No, perché c'è anche il terzo "comodo" dell'Italia governata da Matteo Renzi.
Tommaso Di Francesco, Il Manifesto ...
Il clima nel quale si trovano oggi i cittadini italiani è piuttosto confuso. Se da un lato è cresciuta a partire dagli inizi di quest'anno la fiducia nella capacità del paese di riprendersi economicamente, [...] dall'altro si riduce la fiducia nel ceto politico e nelle classi dirigenti, non solo politiche.
Nando Pagnoncelli, Il Corriere Della Sera ...

Migranti, accordo Ue: 40mila distribuiti in 2 anni

  • Venerdì, 26 Giugno 2015 08:48 ,
  • Pubblicato in Flash news

Globalist
26 06 2015

Dopo una maratona notturna, fatta di trattative, scontri e discussioni emotive, i capi di Stato e di governo dell'Ue hanno trovato l'accordo per la distribuzione dei migranti sul territorio europeo. "I leader - ha annunciato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk - hanno deciso che 40mila persone saranno redistribuite da Italia e Grecia negli altri Paesi nei prossimi due anni. I ministri degli Interni finalizzeranno lo schema entro la fine di luglio". Mentre altri 20mila attualmente nei campi profughi fuori dall'Europa saranno ricollocati, per un totale di 60mila persone. All'accordo si è arrivati dopo una serata di negoziati e trattative durante le quali "le emozioni sono state fortissime", ha raccontato una fonte europea, e gli scontri anche "violenti".

Notte di fuoco. Al punto che, mentre i toni si facevano più alti e concitati, i leader hanno interrotto le discussioni e hanno chiesto al premier britannico David Cameron di intervenire e di spiegare il suo piano per rinegoziare il rapporto con Bruxelles in vista della permanenza della Gran Bretagna nell'Ue. Durissimo il premier Matteo Renzi, che ai leader ha detto: "Se non siete d'accordo sui 40mila, non siete degni di chiamarvi Europa. Se questa è la vostra idea di Europa, tenetevela. O c'è la solidarietà o non ci fate perdere tempo".

Juncker. Forte è stato lo scontro anche tra Tusk, che insisteva per inserire nelle conclusioni il principio della volontarietà nella redistribuzione dei migranti, e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, che ha difeso a spada tratta la sua proposta. In tarda serata è stata messa sul tavolo una nuova bozza, che però è stata respinta, fino all'approvazione del documento secondo cui i Paesi membri "decideranno per consenso" sulla redistribuzione dei migranti. Da questa potrebbero essere escluse Ungheria e Bulgaria. L'accordo sulla redistribuzione dei migranti raggiunto nella notte a Bruxelles comunque rappresenta "un primo passo per poter dire che finalmente la politica dell'immigrazione è europea, ma c'è ancora moltissimo da fare" ha detto Renzi, lasciando il palazzo del Consiglio europeo dopo le tre, al termine della prima giornata del vertice. "Sin dal primo giorno abbiamo detto che poteva essere più ambizioso", ha ricordato il presidente del Consiglio, ma "è un fatto positivo" che si sia riconosciuto che "il problema non è solo dell'Italia o della Grecia, ma di tutta l'Europa". Toccherà adesso a Commissione e Consiglio "decidere quali Paesi e con quali quote" redistribuire i migranti, ha spiegato, ribadendo quanto già detto ai suoi colleghi: "Se di fronte ad un piccolo numero come 40mila richiedenti asilo non ci fosse stata la solidarietà, sarebbe stata una presa in giro nei confronti dell'Europa di cui siamo stati fondatori con altri cinque Paesi con un ideale di libertà, democrazia e di valori condivisi, non è pensabile che l'Europa sia la patria dell'egoismo".

Renzi. Ancora, secondo Renzi, l'accordo raggiunto "non è la soluzione del problema, ma la discussione oggi non era sui numeri, ma su un'espressione, la redistribuzione volontaria, e sono molto felice che questa non ci sia nel testo". "Nei prossimi mesi decideremo la redistribuzione, ma questo è un primo passo", ha insistito. Renzi ha anche commentato l'esito della riunione di ieri con regioni e comuni. "Sarebbe inaccettabile - ha rimarcato - se, a fronte di un tentativo da parte del governo di coinvolgere tutti in nome della difesa dell'Italia e degli italiani, ci fosse chi strumentalizza questa battaglia". "L'Italia ha il problema dell'immigrazione che va affrontato e gestito sulla base degli impegni che ci siamo presi anche a livello nazionale - ha ricordato - Ci sono tutte le condizioni per non trasformare questo problema in un dramma. E per questo nei prossimi 15 giorni ci rivedremo con le regioni e con i comuni". "Ovviamente c'è chi preferisce fare polemica, ma dal mio punto di vista l'obiettivo è di cercare di dare una mano all'Italia e agli italiani", ha sottolineato. Renzi è intervenuto sull'accordo Ue anche con un post su Facebook: "Alle tre del mattino, ma meglio tardi che mai: l'Europa accetta la redistribuzione di 40mila donne e uomini arrivati sulle coste nostre e greche". "Un primo passo, certo. Non sufficiente a mio giudizio. Ma superiamo il principio del trattato di Dublino, sciaguratamente firmato in passato anche dall'Italia - spiega il premier - Un segno di solidarietà finalmente e la dimostrazione che l'Europa sta insieme per un ideale, non solo per dei valori economici. Certo: c'è ancora molto da fare, e lo faremo. Oggi vince l'Europa della solidarietà e perde l'Europa dell'egoismo: si cambia verso".

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