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Vento nuovo

Hanno spiazzato il governo, con uno sciopero riuscito e 54 manifestazioni promosse in tutta Italia dal tandem inedito Cgil-Uil, con la partecipazione di tanti studenti e precari. Così è stato chiaro a tutti che solo il presidio dei lavoratori difende la democrazia. Proprio nell'anniversario infausto del 12 dicembre '69, la data che avviò lunga scia di sangue delle stragi di Stato. Anche stavolta tensioni e provocazioni non sono mancate, né scontri e fronteggiamenti con la polizia, che quasi ovunque hanno creato un clima intimidatorio contro un diritto: quello di scioperare e manifestare.
Tommaso Di Francesco, Il Manifesto ...

#12D L'uso precario dello sciopero

  • Venerdì, 12 Dicembre 2014 13:25 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
12 12 2014

Tardivamente è arrivato lo sciopero generale di (una parte) dei sindacati confederali, indebolito dall'approvazione definitiva del Jobs Act (3 dicembre). Nonostante questo in tutta Italia studenti e precari hanno deciso di usare lo sciopero confederale per farne una giornata di lotta, comunicazione, conflitto. Molte le piazze autonomo degli studenti delle scuole e delle università contro la buona scuola e il Jobs Act. Blitz e azioni contro il lavoro gratuito e la riforma di lavoro di gruppi di precari e precarie. Ormai lo sciopero o è sociale o non è. L'abbiamo visto chiaramente il 14 novembre quando abbiamo sperimentato nuove forme di sciopero e conflitto. Lo sciopero o è di tutti, a cominciare da chi non può scioperare o è un'arma spuntata. Il jobs act è stato approvato in aula ma la strada per l'approvazione dei decreti attuativi è ancora lunga, non è ora di tornare a casa ma di prepararci a lunghi mesi di conflitto sul terreno del lavoro, della ricomposizione tra soggettività diverse.

Roma, blitz dei precari al Ministero del Lavoro: "La vostra corruzione è la nostro precarietà: Poletti dimettiti"
In una Roma completamente militarizzata, il 3 dicembre è stato approvato il Jobs Act, l’ennesima grande precarizzazione del mercato del lavoro italiano, una legge delega che verrà definita attraverso i decreti delegati. Per la soddisfazione di Confindustria, nei prossimi mesi il Governo Renzi potrà esercitare il più aggressivo attacco ai lavoratori degli ultimi anni, praticando un livellamento verso il basso dei diritti e cancellando le norme fondamentali dello Statuto dei lavoratori. La violenza del Jobs Act è stata ben visibile nella giornata in cui veniva approvato con la fiducia il testo in Senato, quando una manifestazione di precari, disoccupati e studenti è stata prima circondata e poi caricata in via delle Botteghe Oscure. L’opposizione al provvedimento cresciuta negli ultimi mesi è riuscita a decostruire le retoriche renziane celate dietro una presunta redistribuzione delle tutele in favore dei precari.

La precarietà è una condizione sociale, generalizzata e strutturale, dentro ed oltre il lavoro, riguarda lavoratori autonomi, cassintegrati vittime di crisi industriali e processi di delocalizzazione, collaboratori a progetto, neet, studenti e disoccupati. Ancora una volta nel contesto europeo, il grande assente in Italia sono le politiche di welfare e di redistribuzione della ricchezza, per l’ennesima volta non si mette mano a una riforma complessiva dell’iniquo e arretrato sistema degli ammortizzatori sociali. Nessun sistema di tutele universalistico è stata approvato con il Jobs Act. Il problema delle risorse per finanziare un reddito di base, agitato da tutti i governi dell’austerity che si sono succeduti negli ultimi anni di crisi, si scontra in questi giorni con l’affare Mafia Capitale. Il ministro precarizzatore Poletti aveva rapporti “cooperativi” abituali con il sistema corrotto di governo economico della capitale. Le inchieste della Procura di Roma stanno facendo emergere la portata del business degli appalti, un’enorme sottrazione di risorse pubbliche ai danno di servizi e cittadinanza. In qualsiasi paese europeo il ministro si sarebbe dimesso. Poletti dimettiti, la vostra corruzione è la nostra precarietà.

Milano, studenti invadono il Pirellone, la polizia risponde con cariche e lacrimogeni
Attorno alle otto del mattino un centinaio di attivisti No Expo ha bloccato l’accesso al cantiere dell'Esposizione di Milano dando vita ad un picchetto con striscioni e cartelli. Sono stati bloccati sia l'accesso dei lavoratori al cantiere sia le operazioni di movimentazine terra. Nella mattinata studenti e precari, in migliaia riempiono le strade con un corteo autonomo dalla piazza sindacale. Lungo il percorso è stato restituito alla regione Lombardia il "pacco" dei tagli all'istruzione. Poco prima delle 13 infatti gli studenti hanno invaso il Pirellone, sede del governo Regionale che taglia i finanziamenti alle scuole e università gli studenti, travestiti da Babbo Natale, hanno riconsegnato i “pacchi” dei tagli all’istruzione pubblica. La polizia ha risposto con violente cariche e lancio di gas lacrimogeno ma il corteo è riuscito a ricompattarsi e a proseguire il suo percorso.

Padova, migliaia in corteo contro il Jobs Act
Nella città di Padova migliaia di precar, studenti medi e universitari, lavoratori della logistica, hanno attraversato le strade bloccando la mogilità per diverse ore. Il corteo ha sostanzialmente paralizzato le più importanti arterie cittadine per contestare le scelte del governo in materia di lavoro, politiche di welfare e formazione. Guidati dallo slogan "follow the strikers" la manifestazione si è conclusa attorno alle 13 al Portello.

Venezia, studenti e precari occupano l'ufficio stage di Ca' Foscari
A Venezia, studenti e precari della Ca' Foscari hanno occupato l'ufficio stage e tirocini dell'Università per protestare contro il lavoro gratuito e il jobs Act. Gli studenti hanno ottenuto l'eliminazione degli stage per Expo2015 dalla lista della loro Università. A Mestre invece studenti medi in piazza contro le politiche sulla scuola hanno rivendicato il diritto alla libertà di movimento.

Napoli, strikers in piazza contro il Jobs Act
A Napoli studenti e precari hanno attraversato le piazze dello sciopero portando nelle strade gli strikers dello sciopero sociale. In contemporanea con la manifestazione Cgil e Uil, sono partiti a Napoli due cortei organizzati da studenti, collettivi universitari e precari, uno da Piazza del Gesù e uno da Piazza Garibaldi; i cortei degli studenti si sono incontrati a Porta Capuana, con un percorso alternativo da quello dei sindacati. Tutti chiedono l'abolizione del Jobs Act, l'abolizione dello Sblocca Italia, un reddito di esistenza per tutti e salario minimo europeo.

Bologna, sanzionati con letame i responsabili della crisi
A Bologna precari studenti e attivisti in corteo non autorizzato paralizzano le strade del centro, bloccando il traffico. Sanzionata sede di Banca d'Italia presidiata dalle forze dell'ordine. Il corteo è poi proseguito segnalando i luoghi dei responsabili della crisi. I manifestanti hanno portato in piazza, accanto agli strikers, le maschere di Lupin.

 

 

Equilibri improbabiliE tu che sei partita Iva oggi scioperi? Per chi è un lavoratore autonomo, vive nella zona grigia tra la micro-impresa e le cooperative, o alterna periodi di lavoro ad altri di non lavoro, la domanda non si pone. Nel lavoro autonomo, e nella precarietà, questo è un diritto sconosciuto. Si aderisce per motivi ideali, forse, ma per chi lo fa questo significa lavorare il doppio domani. I motivi per protestare tuttavia ci sono. 
Roberto Ciccarelli, Il Manifesto ...

Jobs Act, sì in commissione: addio all'articolo 18

Sindacati più compatti sullo sciopero, si uniscono anche Uil e Ugl. Via libera della Commissione Lavoro di Montecitorio all'emendamento di governo e maggioranza che modifica (non di molto, per la verità) la delega legislativa sul "Jobs Act" in tema di licenziamenti.
Roberto Giovannini, La Stampa ...

Roma 26.09: nasce il Laboratorio per lo sciopero sociale

  • Martedì, 23 Settembre 2014 07:59 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

Dinamo Press
23 09 2014

Il governo Renzi accelera sul Jobs Act, e a seguito dello Strike Meeting nasce a Roma il Laboratorio per lo sciopero sociale presso Officine Zero il prossimo 26 settembre alle ore 17.

Leggi l'appello finale dello Strike Meeting: Batte il tempo dello sciopero sociale

Come previsto in primavera, dopo l'approvazione del DL Poletti, sul Jobs Act il governo Renzi sta accelerando. Già da tempo, infatti, era chiara la natura dello scambio: la BCE sostiene politiche monetarie (debolmente) espansive, Bruxelles favorisce (?) maggiore flessibilità sui bilanci, ma i PIIGS, più nel dettaglio l'Italia, devono riformare il mercato del lavoro. La Legge delega, che entro i primi giorni di ottobre dovrebbe essere approvata dal Senato, potrebbe essere sostituita da un decreto. Una misura legislativa d'urgenza per cancellare lo Statuto dei lavoratori e rivedere gli ammortizzatori sociali nel senso dei sistemi di workfare nordeuropei. E avere poi qualche denaro in più (libero dalla stretta del Fiscal Compact) per la Legge di stabilità.

Lo scontro dunque si radicalizza, o almeno si accelera, la scommessa vinta dello Strike Meeting deve trasformarsi in processo reale, articolato nei territori, capace di fare dello sciopero sociale di 24 ore una grande, non l'unica, occasione di lotta. I fatti delle ultime ore, la polemica tra Renzi e sindacati confederali in particolar modo, ci consegnano una sfida tutt'altro che semplice. La retorica del premier («difenderemo i diritti dei senza diritti»; «dove era la CGIL quando si precarizzava un'intera generazione?», ecc.) e la sostanza del provvedimento legislativo ci impongono un cambio di passo, dal punto di vista del discorso programmatico, delle forme organizzative e di lotta, della definizione di social media efficaci.

Fondamentale prendere sul serio le proposte avanzate dallo Strike Meeting e avviare il lavoro impegnativo che ci attenderà nelle prossime settimane, verso lo sciopero sociale, che vogliamo generale e precario, metropolitano e meticcio, della rete e della formazione, biopolitico e del genere. Per questo, il 26 settembre alle ore 17, presso Officine Zero, invitiamo tutte e tutti a partecipare all'assemblea costituente del Laboratorio romano per lo sciopero sociale. E auspichiamo che anche in altre realtà metropolitane si proceda nella stessa direzione.

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