Sessualità, donne, lavoro

  • Lunedì, 10 Dicembre 2012 09:42 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS
Dinamo Press
10 12 2012

Riflessioni sparse a partire dalla proiezione del film “Elles”

Prossimità tra lavoro sessuale e lavoro ai tempi della crisi: che rapporto c'è tra conoscenza, capacità di espressione, capacità relazionale e linguistica e l'asimmetria contrattuale delle donne nel mercato del lavoro? Provocatoriamente, quindi, la prostituzione può essere una "scelta"? Per discutere di tutto questo il 6 Dicembre, presso Esc Atelier autogestito, il collettivo Infosex, in collaborazione con Assemblea di Medicina, Astra 19 s.p.a, Lucha y Siesta, Anomalia Sapienza e c.s.o.a. La Strada, ha dato visione del film di M. Suzumowska "Elles", film che narra il fenomeno della prostituzione studentesca in Francia. A seguire, quindi, un ampio e acceso dibattito con Olivia Guaraldo (Iaph), Monica Pasquino (S.CO.S.S.E. /Quinto Stato), Astra 19, Anomalia Sapienza e tante altre.

I dati della Francia parlano abbastanza chiaro: sono oltre 40000 le ragazze che si prostituiscono per pagarsi gli studi universitari e per conquistarsi un livello di vita degno. A fronte di ciò sarebbe di certo importante, se non urgente, inchiestare e censire la diffusione del medesimo fenomeno anche in Italia, là dove nella nostra provincia ha trovato risalto pubblico e mediatico la sola vicenda delle escort, nel momento in cui coinvolgeva uomini politici, uomini di potere. In tal senso questo fenomeno non è stato quasi mai affrontato nella sua complessità, piuttosto è stato strumentalizzato per i soli fini scandalistico-politici, con accenti peraltro tutti moralistici e superficiali, quando non esplicitamente sessisti.

L'idea di tale iniziativa nasce anche dalla puntualità con cui questo film riesce a raccontare e problematizzare la diffusione della prostituzione studentesca francese a partire da specifiche e determinate condizioni economiche, sociali, in una parola, storiche. In questo senso è stato fondamentale inquadrare la discussione all'interno della cornice più ampia della crisi economica, della precarietà e del ruolo delle donne, perciò, nel mondo lavorativo e contrattuale.

E' evidente che in questo contesto, a partire da ciò che il film narra, quando diciamo prostituzione, non stiamo affrontando anche l'altra enorme questione che riguarda il darsi di tale fenomeno come conseguenza di costrizione, violenza, sfruttamento, esito quindi della tratta dei corpi delle donne; piuttosto proviamo a confrontarci con la prostituzione come punto di approdo di una possibile "scelta". Certo, c'è da chiedersi, e il film stesso è in tal senso eloquente, quanto sia effettivamente libera una scelta comunque determinata, potremmo dire, perciò, a tratti costretta, da condizioni economiche e materiali di povertà. Di fronte all'assenza delle istituzioni, alla mancanza di welfare e garanzie minime, la prostituzione appare per le ragazze del film quasi come l'unica possibilità, l'unico strumento, almeno rispetto ai mille lavoretti in nero degradanti e sottopagati, per migliorare e rendere dignitose le proprie condizioni di vita, per riappropriarsi dei propri tempi, dei propri desideri, di pezzi di ricchezza altrimenti non accessibili, perché non egualmente redistribuiti.

Una delle due studentesse protagoniste del film, Charlotte, in arte Lola, mentre narra alla giornalista (Giulette Binoche) la sua prima esperienza di prostituzione, afferma, con espressione ancora sconvolta, come "quell'odore orribile" stentasse ad andare via dal suo ricordo. Il pensiero immediato dello spettatore, così come della giornalista, non può che andare all'odore forte e acre del seme e del sudore maschili; invece, in maniera del tutto inaspettata, la ragazza risponde: "Ma che ha capito...intendevo la puzza di muffa delle case popolari!". Questa frase, insieme alla reazione assolutamente sbigottita della giornalista, esemplifica come all'interno del film si consumi tra le due donne non tanto uno scontro generazionale, quanto un vero e proprio scontro di classe. "Io e lei potremmo anche leggere gli stessi libri e studiare gli stessi autori, ma non avremo mai le stesse possibilità", afferma seccamente sempre Charlotte rivolgendosi alla giornalista, donna borghese, professionalmente affermata, moglie e madre, che vive in un bellissimo appartamento nel cuore di Parigi.

Emerge così dal film un filo rosso che lega intimamente la scelta di queste ragazze alla mancanza, alla dismissione del welfare, diretto e indiretto, soprattutto per le classi sociali più deboli. E' una "scelta" che vuole essere, in qualche modo, anche un gesto di rottura rispetto alla solitudine e alla povertà, economiche e sociali, che il fatiscente ambito istituzionale vorrebbe imporre loro. Un gesto di rottura, però, tutto individuale e, per questo, a tratti drammatico, in quanto fa emergere nella vita delle due ragazze una nuova forma di solitudine: quando la giornalista chiede a Charlotte quale sia il lato più difficile del suo mestiere, lei risponde: "Mentire, senz'altro mentire"; e alla seconda domanda : "Con chi hai parlato di quello che fai?", la risposta è secca: "Con nessuno. E che gli potrei dire? No, con nessuno".

Il film, quindi, lascia trasparire come la "scelta" delle ragazze si collochi, in qualche modo, nella sfera dell'autodeterminazione e, perciò, del diritto di poter decidere anche di vendere il proprio corpo. E' altrettanto palese, però, che questa narrazione è piuttosto distante dall'esperienza consapevole dei movimenti delle e dei sex workers, proprio perché è la narrazione di una decisione assolutamente individuale e impolitica, che non mira ancora, attraverso l'organizzazione collettiva per la rivendicazione di diritti e garanzie, alla trasformazione dello stato di cose presente.

Altra questione centrale nel film, emersa quindi anche all'interno del dibattito, è quella del desiderio: tanto nei rapporti sessuali che le due ragazze hanno con i loro clienti, quanto nella relazione coniugale tra la giornalista e il marito, si manifesta una forma di frustrazione, se non di rimozione e repressione, del piacere di queste donne. Piacere che nel film riemerge e finalmente si esprime libero e vivificato soltanto nella relazione tra donne, in particolare nell’incontro complice e sensuale tra la giornalista e l’altra studentessa polacca.

Ed è forse qui che si trova lo spunto politico più potente: solo nella riscoperta della relazione tra donne, solo nella narrazione comune e condivisa, solo nella costruzione, per dirla con Olivia Guaraldo, di un “noi” incarnato e sessuato, che sappia divenire organizzazione collettiva e che sappia, quindi, preparare il terreno per una nuova e potente prassi politica, è possibile produrre punti di rottura capaci di trasformare il presente. Ancora un’altra questione, quanto un’ultima provocazione, riguarda la crisi del maschile e la miseria della sua sessualità, rappresentata nel film in maniera tanto cruda quanto reale. Ma rispetto a ciò, non possiamo che lasciare la parola agli uomini…

DIETRO LA CATTEDRA, SOTTO IL BANCO. IL CORPO A SCUOLA (2)

  • Martedì, 20 Dicembre 2011 09:36 ,
  • Pubblicato in La Storia
di Lea Melandri
20 dicembre 2011

2. Segnali di sottobanco


Sulla rivista “L’erba voglio” (n.8/9, nov.’72) un’insegnante di Villazzano, provincia di Trento, a cui avevo chiesto di sviluppare il problema della sessualità infantile nel rapporto istituzionale, mi scriveva: 
“Non si è mai toccato questo argomento, non si è mai parlato delle esigenze sessuali che il bambino rivelava in classe, delle richieste da loro avanzate, se non nei termini della informazione sessuale (…)

Ascolta il tuo corpo

  • Domenica, 08 Luglio 2012 00:00 ,
  • Pubblicato in La Campagna

Zeroviolenzadonne.it va in trasferta ad ArezzoWave (12-15 luglio)!


Zeroviolenzadonne.it va in trasferta e partecipa ad Arezzo Wave Love Festival per parlare di relazione tra i generi e di sessualità libera e consapevole con la Campagna di informazione “ASCOLTA IL TUO CORPO” (scarica la cartolina).

Zeroviolenzadonne.it è un sito di informazione che ogni giorno da oltre 3 anni promuove una cultura del rispetto tra i generi e tra le generazioni, offrendo gratuitamente on line una rassegna stampa nazionale quotidiana sulla relazione uomo-donna e su ogni forma di discriminazione ed esclusione sociale.

L’idea di partecipare attivamente ad una manifestazione del calibro di Arezzo Wave è nata dall’intenzione di voler promuovere all’interno di una narrazione musicale e culturale ormai riconosciuta ed apprezzata a livello nazionale e internazionale, la lettura di una relazione libera  e responsabile tra ragazze e ragazzi.

Il tutto ben incasellato in una comunicazione veloce e facilmente fruibile, divertente ma sicura, che ben si incontra con il ritmo della musica.

La libertà di scelta, la necessità di tutelare e garantire l’autodeterminazione delle persone, il diritto di vivere una sessualità libera da gabbie e pregiudizi culturali, nascono prima di tutto dalla consapevolezza di sé.

La Campagna di informazione di Zeroviolenzadonne.it “ASCOLTA IL TUO CORPO” offrirà materiale informativo e gadget per portare un valore aggiunto ad una kermesse musicale già collaudata.

Presso lo stand di Zeroviolenzadonne.it sarà possibile partecipare al “LOVE TAPE WAVE”: una telecamera fissa riprenderà i pensieri in libertà di coloro che vorranno condividere le loro riflessioni scegliendo una parola tra quelle proposte, come: “corpo”, “piacere”, “omosessualità”, “relazione”, “rispetto”, “preservativo”, “Ru486”, “amore” e molte altre ancora.
Il materiale sarà utilizzato per la realizzazione di un video che verrà pubblicato su Zeroviolenzadonne.it.

LA NUDA PROPRIETA' DEL CORPO POLITICO

  • Giovedì, 12 Aprile 2012 09:31 ,
  • Pubblicato in L'Analisi
di Luigi Cavallaro, Il Manifesto
12 aprile 2012

E' un fatto difficilmente contestabile che dalla primavera 2009 fino allo scorso autunno il discorso pubblico del nostro Paese è stato pervaso dal tema della sessualità dei politici. [...]
Si direbbe che si è voluto chiedere alla sessualità la verità sul Politico. Ovvero, come scrive Ciro Tarantino nel prologo ad uno smilzo ed elegante volumetto appena apparso per Quodlibet, che si sia individuata nella sessualità «una possibilità di rivelazione, una capacità di illuminazione» del Politico.
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LA VERGINITA’ (NELLA) CULLA

  • Martedì, 20 Dicembre 2011 09:29 ,
  • Pubblicato in Il Commento
di Monica Pepe
20 dicembre 2011

Un giorno ho conosciuto una ragazza molto in gamba, di poco più di vent’anni, che mi ha detto con convinzione lapidaria “Tanto si sa che gli uomini devono andare a letto con tante donne, se no scoppiano” e poi “A me queste cose non interessano e non le faccio”.
Per questa ragazza per cui ho provato una fitta di antica immedesimazione devo interrogarmi ancora una volta su come molte madri e padri confondano i loro evidenti impacci sessuali con il ruolo/potere di genitore, dimenticando il dovere di educare alla vita e all’autonomia in ogni ambito i figli e le figlie che si sono assunti la responsabilità di mettere al mondo.

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