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Lo famo social

Foto, video, registrazioni audio di amplessi, girano sulle chat di Facebook e Whatsapp, a volte in conversazioni di gruppo, altre di profilo in profilo, di migliore amico in migliore amico, con confidenziali "non farlo vedere a nessuno" puntualmente disattesi. [...] L'enfasi mediatici e l'indignazione degli adulti non la capiscono. E non perché siano tutti dei piccoli depravati, o perché siano irrecuperabilmente e precocemente disincantati
Mario Cubeddu, Panorama ...

"Yes, we fuck!": la rivoluzione dei corpi dissidenti

  • Mercoledì, 25 Febbraio 2015 10:38 ,
  • Pubblicato in Flash news

Abbatto i muri
25.02.2015

Avete dato una possibilità a persone, spesso considerate asessuate o al contrario ipersessuali – comunque sempre posizionate in un luogo quasi inverosimile rispetto alla sessualità – di vedersi rappresentate e di essere protagoniste. State introducendo una questione importante, quella della sessualità nelle persone diversamente abili, attraverso alleanze non sempre così evidenti come quelle con la sessualità non normativa, la critica alla grassofobia, la dissidenza sessuale e il genere. Antonio, come nasce questo progetto dal nome così arrapante?/

Il titolo è una parodia dello slogan della campagna di Obama “Yes, We can”. Volevamo usare un linguaggio esplicito e un tono divertente, ci sembrava un modo particolarmente appropriato di gettare le basi per un documentario sulla sessualità e la diversabilità. Siamo partiti alla fine del 2012 con l’idea di fare qualcosa che contribuisse a cambiare l’immaginario collettivo sulle persone diversamente abili, rendendo visibile la loro condizione di esseri sessuali e sessuati, mostrando i loro corpi come desiderabili e desideranti.

Avete collaborato non solo con collettivi di attivismo critico, ma anche con gruppi che fanno postporno, come Post-Op, o con progetti femministi che rivendicano, per esempio, l’eiaculazione femminile. Come sono andate queste alleanze?

Si sono rivelate esperienze inaspettate, e al tempo stesso ricche ed emozionanti. Andrea García-Santesmases, collaboratora di Yes, We Fuck!, si è messa in contatto con Diana Pornoterrorista, che ha inserito nel libro Pornoterrorismo un capitolo sulle e sui “diversamente abili” e ci ha condotto da Post-Op, che si è offerto di realizzare un workshop di postporno e diversabilità che costituisce la prima storia del documentario. Ha rappresentato una sorta di inaugurazione, dato che in questo incontro si è confermato quello che avevamo già intuito rispetto ai discorsi dei diversi collettivi: che condividevamo la stessa lotta per il diritto alla differenza e contro l’idea di normalità. A partire da questa esperienza, che si è rinsaldata con il workshop di eiaculazione femminile, Yes, We Fuck! si è costituito come spazio di incontro e alleanza tra differenti attivismi che fanno politica sul corpo. Mi piacerebbe evidenziare che questa visione sul vincolo tra il crip e il queer, con il quale si è arricchito moltissimo il documentario, è stata possibile solo grazie al lavoro di Andrea García-Santesmases, che oltre a realizzare i due workshop (oltre al tema della diversità intellettuale) è stato colei che ci ha costantemente orientati nella linea ideologica che avrebbe potuto renderlo possibile.

 

Il Fatto Quotidiano
19 02 2015

Le grandi controversie che hanno accompagnato la campagna di vaccinazione contro l’Hpv nelle adolescenti sembra trovare una tregua con la recente pubblicazione di un lavoro scientifico sulla rivista della American Society for Microbiology, Clinical and Vaccine Immunology.

Lo studio ha confermato che la vaccinazione Hpv profilattica della popolazione delle giovani adolescenti prima del debutto sessuale ha un impatto sostanziale sulla incidenza delle lesioni di alto grado del collo dell’utero. Il vaccino è stato estremamente efficace nelle donne giovani, 15-17 anni, che non erano state infettate precedentemente, in particolare riguardo ai ceppi di Hpv ad alto rischio 16 e 18. Le giovani donne, seguite per quattro anni successivamente alla vaccinazione, fanno parte della più grande sperimentazione clinica internazionale che comprende 14 paesi europei, la regione Asiatica-Pacifico, il Nord America e l’America Latina, denominata PATRICIA Study.

La minore efficacia nel gruppo di donne più grandi, 18-25 anni, può essere collegata, affermano gli autori dello studio, con una maggiore percentuale di donne di quel gruppo con infezioni persistenti già presenti al momento della vaccinazione.

Lo studio non ha verificato l’efficacia del vaccino nella popolazione maschile, anche se la Commissione Europea ha rilasciato lo scorso anno una nuova indicazione per la prevenzione del cancro anale e delle lesioni anali precancerose correlate a particolari ceppi oncogeni di Hpv, sia nei maschi che nelle femmine e dal settembre 2014, l’Austria è stato il primo Paese dove il programma di vaccinazione anti-Hpv ha visto la somministrazione a bambini e bambine. Dal 2008 in Italia è in vigore una campagna di prevenzione che raccomanda e offre gratuitamente la vaccinazione contro il virus alle ragazze tra gli 11 e i 12 anni di età , prima dell’inizio della attività sessuale, con i due tipi di vaccini a disposizione: bivalente e quadrivalente.

L’Hpv è un virus che provoca diverse malattie e tumori, tra cui il cancro del collo dell’utero nelle donne e il cancro anale in entrambi i sessi. Sono stati identificati più di 100 differenti tipi di Hpv, numerati secondo l’ordine in cui sono stati scoperti ( Hpv1, Hpv2 etc.. ) .

Alcuni tipi di Hpv, definiti a basso rischio, causano condilomi, verruche delle mani o dei piedi, e possono infettare anche la mucosa orale e faringea ma circa 40 tipi sono sessualmente acquisiti e portano a infezioni dei genitali. Di questi, 13 possono causare il cancro e sono classificati come ad alto rischio.

L’infezione da Hpv genitale è una delle infezioni sessualmente trasmesse più comuni. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) stima che in ogni momento circa il 10 per cento delle donne hanno una infezione da Hpv cervicale senza alcun sintomo, mentre circa il 65-70% dei soggetti di sesso maschile contrae un’infezione da uno o più ceppi di Hpv (oncogeni e non) durante l’arco della vita, con un andamento particolare e non sovrapponibile a quello riportato per il sesso femminile.

Una infezione molto comune quindi, trasmessa per via sessuale ma non solo, dove l’utilizzo costante del profilattico consente di ridurre il rischio cervicale e vulvovaginale da Hpv; ma ricordiamo che il papilloma virus può infettare aree genitali che non sono protette dal preservativo, per cui la protezione può non essere totale. Inoltre non c’è modo di sapere per certo quando è avvenuta la trasmissione del papilloma virus e da parte di chi è avvenuto il contagio. I condilomi genitali possono essere trasmessi da una persona che non ha nessun segno visibile dell’infezione e possono comparire settimane, mesi o anni dopo il contagio, oppure non apparire mai. Sono importanti quindi ulteriori studi che verifichino con certezza la durata della protezione garantita dai vaccini somministrati in età preadolescenziale.

Roberta Rossi

Disabilità e sesso, un tabù da affrontare

Huffington Post
29 01 2015

In questo post affronterò la delicata problematica della sessualità per le persone disabili cercando di definire la figura dell'assistente sessuale della quale si sta dibattendo in questi mesi anche in Italia. Il problema centrale è il seguente: anche le persone che soffrono di disabilità fisiche o psichiche hanno gli stessi impulsi sessuali delle persone "normali" ma, proprio a causa dei loro problemi, hanno difficoltà a gestirli.

L'assistente sessuale (che può essere sia un uomo che una donna) ha proprio il compito di aiutare chi non è in grado di gestire la propria sfera sessuale, rispettando i tempi e i limiti del disabile facendogli scoprire l'erotismo attraverso il contatto sia del proprio corpo che di quello dell'altro. Questa figura è già presente da tempo in Germania, Olanda, Danimarca, Austria e Svizzera. In Italia recentemente è stato compiuto un primo importante passo con la proposta di un disegno di legge che è stato firmato anche dal senatore del Partito democratico Sergio Lo Giudice.

Ileana Argentin, deputata Pd in prima linea nella difesa dei diritti delle persone disabili ha dichiarato: "Credo sia necessario garantire la possibilità di esprimere se stessi a 360 gradi e la sessualità fa parte della sfera della personalità di ognuno. Un operatore che agisce sulla sfera sessuale garantisce la piena espressione del soggetto con handicap che altrimenti non avrebbe altro modo per farlo. Quello della sessualità - continua la Argentin - è un argomento che va rilanciato, perché abbatte una barriera culturale ed è necessario per garantire la piena autonomia e la piena integrazione del soggetto disabile".

A Bologna e Firenze e da poco a Latina hanno preso il via i primi corsi di formazione per assistenti sessuali: tra i promotori Maximiliano Ulivieri (ideatore di loveability.it e di altri siti che affrontano problematiche sulla disabilità) e lo psicologo Fabrizio Quattrini. I seminari sono tenuti da sessuologi, psicologi e medici con la collaborazione di professionisti che già svolgono questa attività all'estero.

Durante le lezioni si analizza scrupolosamente anche la sfera emozionale. Ad oggi non è previsto un inserimento nel sistema sanitario nazionale, né l'iscrizione ad un albo o il riconoscimento dell'assistente sessuale come attività specifica.

In conclusione posso affermare che questa figura potrebbe essere un valido aiuto sia per i disabili che per le loro famiglie, costrette spesso a rivolgersi a delle prostitute per aiutare i loro figli in difficoltà su questo tema delicato: inoltre sono convinto che il sesso è un diritto di tutti e certi tabù nel 2015 dovrebbero essere abbattuti senza problemi.

Fulvio Mazza

Io lo faccio bio

Proteggere l'ambienteQuesta sera fatelo eco. Se volete evitare gravidanze indesiderate e contemporaneamente siete preoccupati dal futuro del vostro pianeta, c'è per voi un nuovo must: il "green score", il punteggio che identifica i sistemi contraccettivi più amici dell'ambiente
Elisa Manacorda, l'Espresso ...

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