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Il Fatto Quotidiano
27 08 2015

Mona Chalabi pubblica sul sito FiveThirthyEight un articolo che parla di una ricerca che rivelerebbe dettagli importantissimi sulla nostra vita sessuale. La sorpresa delle sorprese riguarda la qualificazione del sesso anale che rientra nella hit assieme ad altre pratiche sessuali di successo.

Secondo la ricerca: uomini e donne vivono l’orgasmo in percentuali differenti. Tra tantissimi etero – orientamento sessuale prevalente tra le persone ascoltate – l’uomo arriva al 91% e la donna al 64%. L’85% degli uomini però è convinto che la partner abbia sempre avuto l’orgasmo. I conti perciò non tornano. C’è una buona parte che non ha capito e saputo ascoltare. E ci sono donne che hanno finto alla Harry ti presento Sally.

In che modo le persone intervistate hanno raggiunto l’orgasmo? La ricerca rivela che l’uomo lo raggiunge comunque e qualunque sia la pratica che usi. Puoi soffiare in cima al pene ed egli si erge e va. Può venire a occhi chiusi, senza mani, lanciato tra la folla. Quello del pene è in fondo un mondo semplice, non come quello della vulva che richiede diplomi e un po’ di fortuna per il corretto uso. Per le donne, invece, sarebbe un po’ più complicato.

L’uomo dal mondo e dall’orgasmo semplice è anche un fatalista che con le donne va un po’ per tentativi. Troppe le variabili di cui tenere conto se fai sesso con una donna. Può essersi svegliata storta o dritta o chi lo sa. Quel che stupisce ancora di più è il fatto che si racconta di una versione della sessualità in cui la “natura” ha un ruolo centrale. Gli uomini subito pronti e con l’orgasmo in tasca e mi pare un po’ come dire che l’uomo ha sempre il colpo in canna, non può mai sottrarsi al ruolo di macho. Deve sempre essere disponibile e non può mai accadere che non abbia proprio voglia o che rifiuti alcune pratiche. La ricerca dice che lui arriva sempre. Come se si volesse legittimare la versione machista della storia in cui l’uomo sarebbe “per natura” più predisposto all’eccitazione sessuale ed è per questo che fior di maschilisti immaginano le donne come farmaco a saziare quella fame di sesso.

Del piacere delle donne, in fondo, chi se ne frega.

E a proposito di donne la ricerca infatti dice che arrivano all’orgasmo senza penetrazione, tramite sfregamenti, masturbazioni reciproche, e tantissime, l’81%, gode fino alla fine grazie a un cunnilingus. Nulla di nuovo, dunque, a parte il fatto che non si fa cenno allo squirting, manco fosse una leggenda metropolitana. Le ghiandole di Skene? Non pervenute. L’eiaculazione femminile non esiste. Ma ci concedono il fatto che l’orgasmo clitorideo funziona più di quello vaginale.

Parlando di cunnilingus, per chi non se ne intende, diciamo che serve individuare la clitoride e quando l’hai beccata allora ti impegni in un rapporto molto orale e poco scritto. Con un po’ di pratica e un filino di attenzione riuscirai a farle raggiungere l’orgasmo.

Ma si parlava della ricerca e a questo punto arriva il colpo di scena: quello che soddisferebbe uomini e donne più di tutto sarebbe il rapporto anale. Tutti gli uomini intervistati, il 100% – di un misero gruppo composto da 25 uomini e 31 donne – raggiungono l’orgasmo grazie ad una penetrazione anale. Il 94% delle donne sembrerebbe goderne allo stesso modo.

A questo punto, non si capisce perché, interviene sul tema Felix Salmon, un giornalista che si occupa di robe finanziarie e che interpreta il dato sul sesso anale in senso economico. Secondo lui gli uomini effettivamente non avrebbero problemi a raggiungere l’orgasmo in quel modo, mentre le donne avrebbero bisogno di ulteriore stimolazione.

Calcolo d’economia sessuale su costi e benefici: le donne non proverebbero piacere con il sesso anale e l’uomo lo vive come una perenne concessione. Così egli si sente in obbligo ed è per questo che concede altre attenzioni e stimolazioni alla partner. Non fosse così, secondo il giornalista, la donna non potrebbe avere un orgasmo.

Non si suppone neanche per un momento che effettivamente esistano donne che amano il sesso anale, ricevuto, offerto, perché i dildi oggigiorno possono tanto, signora mia. C’è lo stereotipo dell’uomo che non deve chiedere mai e quello della donna che la deve dare sempre controvoglia. Nella mentalità di alcun* le donne sono ancora indisponibili ad avventure sessuali di qualunque tipo e gli uomini sarebbero quelli che pensano al piacere della partner solo se lei si fa penetrare l’ano. Perché la donna è un angelo che concede l’ano per far piacere all’uomo, il quale, commosso da tanto sacrificio, si immola sull’altare della vagina per darle un orgasmo.

La mia conclusione? Che non c’è nulla di peggio che una ricerca che pretende di dimostrare scientificamente dove risiedono i confini morali della sessualità degli esseri umani. Lo vedo come un rischio perché le conclusioni sono sempre normative e tutto quel che si ricava, come risultato, è un recinto altissimo che separa normalità e anormalità sessuali. Se siamo ancora al punto tale da sorprenderci, nel 2015, del fatto che una donna possa preferire perfino la penetrazione anale, chissà quando saremo pronti a parlare in pubblico di Bdsm.

Non parlo delle sciocchezze propinate nelle 50 sfumature di sciocchezze. Parlo di altre forme di sessualità, altre forme di amore, quello non monogamo, per esempio, il poliamore, o il sesso con più persone. Quando si potrà parlare di tutto questo senza pensare che si tratta di perversioni? Fate voi.

Eretika

Abbatto i muri
24 08 2015

Dopo un’ora circa di discussione online mi sono resa conto che certe volte è proprio inutile tentare di spiegarsi, perché di là non c’è l’ascolto e non c’è neppure un po’ di fantasia. L’argomento? La sessualità. Principalmente quella delle adolescenti e poi delle ragazze dai vent’anni in su. A me che non è mai piaciuto fare maternali per sentirmi dire “fatti i cazzi tuoi” una certa parte del discorso, in questi casi, suona sempre strana.

Le ragazze vanno educate alla sessualità “normale”, secondo la morale che va bene a tutt*. Una signora piuttosto inviperita avrebbe voluto bruciare libri come Lolita o le cinquanta sfumature di minchiate che le adolescenti, in realtà, usano per ridere di quel che è scritto senza un tocco di talento. Cos’è la sessualità normale? Chiedo io. Quella che pratichi tu, mi dice una. Intendendo tu che sei adulta e piena di saggezza. Oibò, ed esito prima di dire cose che possono suonare come bombe nucleari, la mia “normalità” non è di certo la tua. Io non faccio sesso secondo norme prestabilite. Mi piacciono cose che non so se piacciono anche a te.

Le mie zone erogene possono non essere le tue e l’educazione alla sessualità “normale”, o meglio, “morale”, a me sembra una cazzata stratosferica. Alle ragazze serve insegnare che devono saper usare un preservativo, senza bucarlo o farlo scivolare dentro la vagina prima della fine di un rapporto. Serve che sappiano quante e quali malattie sessualmente trasmissibili rischiano di prendere se non sono prudenti e poi bisogna dire tutto, ma proprio tutto, sulla contraccezione, inclusa quella d’emergenza, la pillola del giorno dopo, perché la gravidanza dovrà arrivare, se la vuoi, solo quando lo desideri davvero e non quando a lui scappa un coito interrotto fatto male.

La mia normalità è piena di sorprese. Io fotto come parlo o come scrivo, certe volte, ovvero con passione. Mi piacciono forme di erotismo che non so se piaceranno anche a te, e stimo la persona che mi insegna alcune cose, perché mi lascia superare la soglia dei miei limiti, un po’ di più, e io colgo una stupenda eccitazione che mi sorprende sempre. Alle ragazze si può dire che non dovranno fare nulla che a loro non piaccia. Ti piace come lui ti tocca? Allora ok, ma se non ti piace spiegagli o caccialo, a seconda dei casi. A me è capitato di cacciare via, in mutande, qualcuno che non ha soddisfatto i miei desideri. Non è mai una brutta cosa essere soggetti attivi, presenti e autodeterminati, responsabili della propria sessualità.

Io voglio. Io desidero. Io merito di godere. Io e te e lei e lui e chissà chi. Noi non ci lasciamo scappare l’opportunità di esibire una sensualità perfettamente motivata. Le persone che sensualmente parlano, si muovono, non parlerebbero mai di “normalità” e del sesso sedato dalla morale di un branco di matrone che non amano pronunciare neppure la parola pene, o cazzo che dir si voglia.

Il sesso lo conosci piano piano. Ti tocchi, riveli a te stess@ quel che ami e ti eccita di più. Poi ti lasci toccare e chiudi gli occhi, respiri lentamente e cerchi di capire se ti dà piacere o disagio, se ti imbarazza o incuriosisce. Sei tu il centro della tua sessualità. Ascoltati, non temere di fare figure di merda e non fare nulla solo perché te l’ha chiesto lui. Se non ti piace digli che si faccia una sega. Non fare cose solo per tenerti un uomo che se ne frega di quel che piace a te. Che non ti parla, non chiede, non ama le pieghe del tuo corpo come le ami tu. E la differenza non sta mai tra il sesso con amore e quello senza amore. L’intimità può esserci per un attimo o per mesi, anni, chi lo sa.

Qualunque sia la forma di relazione che hai con la persona con cui fai sesso è bene che tu metta in chiaro che deve piacerti. Deve imparare a toccarti, baciarti, leccarti, proprio come vuoi tu.
E ancora le signore chiedono com’è il sesso che mi piace e io lo chiamo “sporco” perché così lo considererebbero altre donne. È sesso che segue desideri e fantasie legittime di entrambi. Non è un gioco di ruolo, non è una cosa trash ma è quello che mi piace ed è così che amo farlo. Mi dicono che l’orgasmo è sopravvalutato e che si dovrebbe insegnare alle ragazze che il primo uomo che può farti venire non sempre equivale all’amore della tua vita.

E grazie al cazzo, signore mie. Pensate che non lo sappiano già? Le ragazze sono più sveglie della vostra generazione. Sanno già tutto e vengono redarguite tutti i giorni da chilometri di chiacchiere in tivù in cui si dice che c’è la perdita dei valori, le ragazze non sono più le stesse, il sesso è diventato cosa meccanica, e mi chiedo se è legittimo sentire queste parole da preti che non scopano, a meno che non trovino persone disponibili con cui pentirsi, espiare e poi redimersi dopo le classiche cento frustate. Mi chiedo se va bene sentire che ne parli un tizio con un ciuffo ridicolo che parla a raffica e secondo me se becca una donna la rincoglionisce di parole e quella dopo un po’, ovvero quando si accorge che lui ama sentire solo la sua stessa voce, se ne va e non si fa vedere più. Poi c’è la show girl degli anni ottanta in menopausa, con la pelle tirata dal chirurgo estetico e il sopracciglio che a momenti le arriva all’attaccatura dei capelli.

Bisogna essere vere, ragazze mie, provare sentimenti veri, dice la donna con la faccia di plastica, ed è così che si nota come la credibilità di questi soggetti equivalga a zero. E non ritengo sia legittima la presenza di nessuno a fare queste trasmissioni, dove mancano all’appello giusto le ragazze di cui tanto si parla. A me sembra tutto così ridicolo e mi spiace per il livello di stronzate che le ragazze devono subire tutti i giorni, ma io non spiego nulla che non vogliono sentire. Sono qui, con la pelle morbida, con l’età che mi concede di non fare tutto in fretta, con l’espressione di chi ne ha vissute tante, di esperienze, e quel che so è che non contano le ricette delle altre persone. Quello che vuoi lo scopri cercando te. Togliendo di mezzo sovrastrutture e pregiudizi. Sapete quanta roba ho buttato via giusto io che ho sviluppato la mia sessualità in una terra che è un tutt’uno con la mentalità sessuofoba e arcaica che la caratterizza?

Il sesso è vergogna, toccarsi è peccato, godere è una bestemmia, l’orgasmo urlato costa cento padre nostro e mille ave maria. E di scomunica in scomunica sono diventata l’Eretica che ora conoscete. Per nulla saggia, con grande consapevolezza di quel che voglio e so e con il timore di non raccontare chiaramente che io non sono un esempio per nessuno. Io sono io. Soltanto questo. E amo. E vivo. E trombo.
Un saluto cortese alle moraliste e un abbraccio alle ragazze che scoprono adesso la propria sessualità

Eretica

Il manuale per festeggiare la Giornata mondiale dell'orgasmo

  • Giovedì, 30 Luglio 2015 13:12 ,
  • Pubblicato in Flash news

West
30 07 2015

Domani, 31 luglio, è la Giornata mondiale dell’orgasmo. Unico avvenimento a essere celebrato ben due volte l’anno: una in estate e l’altra in concomitanza con il solstizio d’inverno (il 21 dicembre).

Tuttavia sono in tanti a fingere tra le lenzuola, soprattutto tra le femmine: secondo una ricerca americana, una su 10 lo fa sempre, mentre il 73% almeno una volta nella vita. La stessa fonte, inoltre, suggerisce che l’85% delle donne è convinto che il partner non sia in grado di riconoscere quando simulano.

In aiuto di tutti coloro che hanno qualche difficoltà a raggiungere il piacere, arriva il “Manuale Sexy” (Edizioni Dentiblù). Scritto da Mirka Andolfo con il contributo di una vera sessuologa, si colloca a metà strada tra vero e proprio vademecum e un fumetto, affronta le tematiche legate al sesso in modo ironico e divertente.

Il libro, inoltre, alle domande più frequenti su: mancata erezione, eiaculazione precoce, “famolo strano”, vibratori, dimensioni maschili, omosessualità e coming-out, toy-boy e cyber sex.

Roberta Lunghini

 

Deviazioni strategiche nella interpretazione della femminilità

  • Mercoledì, 22 Luglio 2015 09:38 ,
  • Pubblicato in L'Articolo
Carole LombardFranco Lolli, Il Manifesto
19 luglio 2015

L'opinione che la perversione coincida con la presenza di comportamenti cosiddetti "aberranti" è il frutto di un pregiudizio diffuso e di un radicato malinteso culturale che ha ingiustificatamente individuato nel perverso un soggetto compulsivamente dedito a pratiche sessuali devianti e moralmente riprovevoli: non che tutto ciò sia escluso. ...

la Repubblica
21 05 2015

Passano gran parte della loro giornata connessi online. Scattano selfie, a volte provocanti. Qualcuno ha già scommesso sui siti specializzati, nonostante la giovane età.

È il quadro tratteggiato dal Ceis sui comportamenti degli studenti romani corredato da dati raccolti sul territorio attraverso questionari anonimi compilati da 3000 studenti tra i 7 anni e i 20 anni che vivono e studiano a Torre Angela, Tor Bella Monaca, SanBasilio, Tiburtino Corviale e Magliana.

E così si scopre che il 30 per cento degli intervistati si è scattato un selfie con comportamenti sessuali espliciti, il 22 per cento, - soprattutto tra chi frequenta la terza media - ha già scommesso online ed è a rischio di ludopatia.

Comportamenti di cui si è parlato ieri al convegno "Selfie: l'immagine imprigionata e violata dei giovani adolescenti" per la
seconda edizione del progetto "Parielmpari". ...

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