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Huffingtonpost
11 09 2013

Ha chiamato insistentemente la ex compagna, dalla quale aveva avuto un figlio, affinché scendesse in strada per incontrarlo. Non si è arreso nemmeno di fronte al fatto che, sempre per atti persecutori, non si sarebbe potuto avvicinare alla casa di lei. Al rifiuto della donna, l'ex di 27 anni - che è stato poi arrestato -, dopo aver minacciato di lanciare una bomba all'interno dell'appartamento di Civitavecchia, si è allontanato. Subito dopo si è udita una forte deflagrazione la cui onda d'urto ha provocato numerosi danni all'appartamento e gli occupanti, intontiti dal forte rumore, hanno telefonato al 113.

Giunti sul posto gli agenti hanno accertato i danni causati dall'esplosione e hanno prestato i primi soccorsi ai residenti che sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari in seguito ai traumi acustici riportati nell'esplosione. I poliziotti hanno appurato anche che il giovane aveva annunciato alla ex con un sms un nuovo atto dinamitardo e hanno cominciato a battere la zona per cercarlo.

Quando ha visto gli agenti, lo stalker ha cercato di scappare scavalcando alcune recinzioni condominiali dei palazzi limitrofi ma è stato bloccato. Dalla perquisizione domiciliare, i poliziotti hanno trovato altre cinque bombe carta già confezionate e pronte per il lancio nonché un coltello d'assalto della Marina Militare, materiale che è stato sequestrato.

A Napoli un uomo picchia la ex mentre allatta. Ha picchiato la sua ex, persino mentre allattava. Per questo i carabinieri a Napoli hanno notificato un decreto di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa emesso dal gip a un 24enne di via Leopardi. Da circa tre mesi, infatti, perseguitava la sua ex compagna di 21 anni con aggressioni fisiche e verbali. Il 24 luglio scorso era entrato nel reparto ginecologia dell'ospedale San Paolo, nel quale la ragazza aveva partorito tre giorni prima il loro figlio, e l'aveva schiaffeggiata e colpita con oggetti mentre aveva il neonato al seno. Alla madre della vittima, che gli aveva chiesto di fermarsi, aveva dato un calcio all'addome. Notificata anche una ordinanza di decadenza della patria potestà per 6 mesi del tribunale per i Minori.

L'indicazione, dunque, si amplia e diventa perentoria: un'accusa di stalking (reato introdotto nel nostro codice penale dalla legge 38/2009) non solo fa sì che scatti l'obbligo di stare alla larga da tutti i luoghi "canonici" come l'abitazione della vittima e la sua sede lavorativa, ...
La querela irrevocabile è necessaria a combattere il reato ma non sufficiente a contrastare la persecuzione di chi bracca la vittima come una preda. Occorrono programmi di protezione e un forte coordinamento tra gli uffici in grado di indagare tempestivamente contro la tragica escalation dì violenza ...

Violenza sulle donne, raccontate le vostre storie

Il Corriere della Sera
05 09 2013

Le colleghe del Corriere si sono accorte che, di violenza sulle donne, scrivono quasi esclusivamente le donne. Non va bene, hanno detto. Se il punto delle vittime è fondamentale, quello degli aggressori non è inutile.

Uomini spesso insospettabili, gli stessi che vediamo giocare con l’autoradio ai semafori, e sorridere se si sentono osservati. Uomini fragili, che proteggono abilmente le proprie insicurezze: la scarsa cognizione del dolore, il timore di dover ricominciare, il terrore di trovarsi soli. Uomini che hanno imparato a nascondere e a nascondersi: finché non esplodono, e arrivano le tragedie.

La 27esima ora», il blog femminile, tiene i conti. Solo in agosto: Lucia, 31 anni, accoltellata dall’ex a Madonna di Campiglio (Trento); Antonella, 48 anni, uccisa con una fucilata alla gola dal marito ad Avola (Siracusa); Maria Grazia, 38 anni, uccisa a bottigliate dal compagno ubriaco a Borgo San Dalmazzo (Cuneo); Giuseppina, 62 anni, accoltellata dal marito mentre dormiva a Guspini (Cagliari); Marilia, 28 anni, strangolata in ufficio a Gambara (Brescia), inscenando un improbabile, goffo suicidio con l’acido e col gas.

Ho scritto due volte, in agosto, di violenza sulle donne: un commento e una conversazione con Claudio, condannato per stalking , maltrattamenti, violazione di domicilio. Le reazioni mi hanno stupito.

Non quelle in rete e sui social network : le confidenze personali. Amiche e conoscenti – quattro, per la precisione – hanno voluto dirmi che ci erano passate. Scelgo due storie, cambiando nomi e città.

Teresa lavora nei media, a Roma: ha meno di quarant’anni, è una donna bruna, entusiasta e instancabile. Conosce un collega, s’innamorano, vanno a vivere insieme, hanno una figlia. Lui incontra difficoltà sul lavoro, diventa nervoso e aggressivo, si sfoga in casa. Scenate quotidiane, insulti, oggetti spaccati. Lei sopporta a lungo, poi dice: non ce la faccio più. Lui perde il controllo: minaccia ripetutamente il suicidio, accusa Teresa di avergli rovinato la vita. Nessuno, da fuori, sospetta nulla: neanch’io, eppure conosco Teresa.

Elena è una professionista di Genova: ha poco più di trent’anni, il lavoro la porta a viaggiare. Conosce un imprenditore, più anziano, reduce da un precedente matrimonio: si piacciono, si mettono insieme. La relazione – succede – si complica: lui è possessivo, vuole sapere e controllare. Lei lo lascia, e lui comincia a seguirla: s’apposta fuori di casa, chiama di notte, spedisce dozzine di messaggi aggressivi. Un giorno Elena se lo ritrova nell’ascensore. Cambia addirittura città, ma diventa ansiosa e insicura. Nessuno, da fuori, sospetta nulla: neanch’io, eppure conosco Elena.

Raccontate queste storie, reagite subito, non tollerate soprusi mascherati da amore: solo questo vorrei dire alle lettrici del Corriere. I nuovissimi mostri sembrano normali, sorridono alla suocere e scherzano con gli amici: è questa la vera mostruosità.

Beppe Severgnini

Stalking, minacciata dal marito si rifugia in commissariato

  • Martedì, 03 Settembre 2013 08:18 ,
  • Pubblicato in Flash news

La Repubblica
03 09 2013

Si è rifugiata in commissariato per sfuggire al marito violento. Da troppo tempo era perseguitata: minacce, pedianamenti, telefonate. Un incubo iniziato da quando la donna ha deciso di separarsi. "Più di una volta mi ha mandata all'ospedale", ha confessato ai poliziotti con il magone che le chiudeva la gola. "Non voleva accettare la fine della nostra storia; continuava ad essere geloso, paranoico e possessivo. Mi picchiava in mezzo alla strada, davanti ai miei figli o ai miei genitori. Denunce? Non le ho mai fatte perché avevo paura della sua vendetta".

Disperata, stamane la donna è corsa fuori casa e si è rifugiata negli uffici di polizia di Sestri Ponente.

In base al recente decreto contro il femminicidio, il marito - un rappresentante di commercio di 35 anni - è stato arrestato per atti persecutori.

Il fenomeno stalking è in continua ascesa in Liguria, dove nel 2012 sono state 349 le persone denunciate, solo a Genova hanno toccato quota 198, quasi 30 in più rispetto l'anno precedente.

La guerra alle persecuzioni non la si combatte solo con la repressione, ma anche e soprattutto con la prevenzione, educando le nuove generazioni alla cultura del rispetto. Ed è con questo spirito che l'associazione 'Cerchio delle relazioni' aprirà in sette scuole di Genova e dell'entroterra sportelli contro la violenza con psicologi preprati pronti a raccogliere gli sfoghi di giovani perseguitate.

"Già alle medie ci sono tante ragazzine che sono vittime di atti di persecuzione da parte dei loro compagni maschi", spiega Elisa Della Pergola, presidente dell'associazione. "Scherzi pesanti, palpeggiamenti, emarginazione, tutti fenomeni da non sottovalutare".

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