×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 407

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 404

Ci sono 34 donne e 7 bambini tra le vittime di quello che è il più grave attacco alla minoranza cristiana nel Paese. Due kamikaze si sono fatti esplodere mentre la folla dei fedeli usciva da una chiesa antica del distretto Kohati Gate e era in fila per ottenere un pasto gratuito di riso.  ...
È il 2 agosto che non ti aspetti. Il 33° anniversario della strage alla stazione di Bologna del 1980 - 85 morti, 200 feriti "nel corpo e nell'anima" - celebrato ieri da migliaia di persone non è più solo una "riunione del dolore", come la chiama il presidente dell'Associazione familiari delle vittime Paolo Bolognesi. ...
Ma l'orrore erano i corpi sparsi intorno per decine di metri. Precipitando dal cavalcavia dell'autostrada, molti passeggeri sono stati sbalzati fuori dalla cabina e sono andati a schiantarsi sulla strada sottostante. ...

La famiglia con sei bambini sterminata in Siria

  • Lunedì, 22 Luglio 2013 07:15 ,
  • Pubblicato in Flash news
Giornalettismo
21 07 2013

La storia segnalata dalle Ong

Orrore in Siria. Un’intera famiglia sunnita di 13 persone con donne e sei bambini e’ stata sterminata in casa e i cadaveri sono stati dati alle fiamme. L’eccidio e’ stato scoperto nel villaggio costiero di Bayda dai ribelli, che ne hanno attribuito la responsabilita’ a miliziani fedeli al regime di Bashar Al Assad. Regime che oggi ha lanciato un’offensiva militare per riprendersi la citta’ di Aleppo, la seconda della Siria, che un anno fa fu attaccata e conquistata dalle forze ribelli. Le quali, sempre piu’ divise al loro interno, da giorni si scontrano anche nel nord, per il controllo del territorio strappato al regime, fra milizie curde e jihadisti, in combattimenti culminati con la cattura ieri di un capo militare locale di Al Qaida da parte dei curdi, costretti pero’ oggi a rilasciarlo in cambio della liberazione di “centinaia di civili curdi” da parte dei miliziani fondamentalisti.

L’ECCIDIO DI BAYDA – Sull’eccidio di Bayda, l’ong Osservatorio siriano per i diritti umani (Osdh) riferisce la testimonianza degli abitanti del villaggio: “Un parente e’ venuto oggi a far visita ai suoi familiari e ha trovato i cadaveri degli uomini fucilati riversi all’esterno. All’interno di una stanza ha trovato le donne e dei bambini, i cui corpi erano stati bruciati”. L’Osservatorio ricorda come in maggio Bayda aveva gia’ subito lo sterminio di 50 abitanti e il vicino villaggio di Baydas di 60. I corpi, molti dei quali di bambini, in quell’occasione furono trovati bruciati e anche mutilati. Massacri che hanno il sapore della pulizia etnico-religiosa: Bayda e Baydas costituiscono infatti una piccola enclave sunnita all’interno della provincia sud-occidentale di Tartus – dove la Russia ha la sua base navale nel Mediterraneo -, la cui popolazione nella stragrande maggioranza appartiene alla minoranza sciita alawita, dalla quale provengono il clan del rais Assad e il suo establishment.

ALEPPO E LA SIRIA – E mentre un’altra strage si e’ consumata ad Ariha, nella provincia di Idlib, dove altre 13 persone sono morte sotto le bombe del regime, piu’ a nord, nella citta’ di Aleppo, ex capitale economica siriana e con un centro storico dichiarato patrimonio dell’Umanita’ dall’Unesco, violenti combattimenti scoppiati all’alba nei pressi dell’aeroporto internazionale e nei quartieri circostanti segnalano un’offensiva delle forze armate governative per riconquistare la citta’. Che cadde quasi per intero nelle mani dei ribelli un anno fa. La battaglia segna il culmine di un’impasse militare durata circa un mese, fatta di scaramucce, che hanno creato gravi danni al patrimoni artistico. E mentre si polarizza lo scontro fra le due principali fazioni ribelli – i fondamentalisti e i laici dell’Esercito libero siriano (Els) – si sta aprendo un terzo fronte, nelle regioni curde del nord-est, dove sporadici combattimenti si susseguono da alcuni giorni.

I COMBATTENTI CURDI – Ieri sera i combattenti curdi hanno catturato un capo militare locale di Al Qaida, Rami Abdel Rahman, nome di battaglia Abu Mussab, “emiro” locale dello Stato islamico in Iraq e nel Levante” (Siil). Per tutta risposta i jihadisti hanno attaccato in forze e preso in ostaggio “centinaia di civili curdi” obbligando i curdi, dopo una notte di battaglia intensa al Tal-Abyad, in provincia di Raqqah, i curdi a rilasciare il loro leader. Una guerra civile nella guerra civile si delinea ormai da tempo in Siria, ma cio’ non ha impedito oggi al ministro degli Esteri dell’Egitto della transizione guidata dai militari, Nabil Fahmy, di dichiarare il suo sostegno alla “rivoluzione” siriana.(ANSA)

Atlas
14 03 2013

Rischia di perdere un’intera generazione la Siria, a causa del conflitto, perché i bambini di oggi non conoscono nulla, a parte la guerra e la violenza. E’ scritto nell’ultimo rapporto dell’Unicef di qualche giorno fa e lo conferma l’ultimo dossier di Save the Children, pubblicato martedì. Ha attecchito anche in Siria, infatti, l’odiosa pratica dei bambini soldato: fanno le guardie, i facchini, gli informatori e “lavorano” per entrambe le parti del conflitto, lealisti e oppositori.

Quando imbracciano un’arma e combattono sono motivo di orgoglio per le famiglie. Ma molti vengono reclutati anche come scudi umani. Hanno smesso di andare a scuola: o perché sono ufficialmente rifugiati o perché gli edifici sono stati distrutti. Tre su quattro hanno perso una persona cara e la gran parte ha subito violenza, fisica o psicologica.

Che siano rimasti in patria o siano fuggiti, sono poveri: le famiglie faticano a procacciarsi il cibo, le condizioni igieniche sono carenti e la gran parte di loro è a rischio di contrarre malattie. Il rapporto li definisce “vittime dimenticate davanti alla morte e alla sofferenza”.

facebook