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Elezioni in Tunisia: e le donne? Sempre al secondo posto

  • Martedì, 04 Novembre 2014 08:08 ,
  • Pubblicato in ZeroViolenza
Elezioni 2014 in TunisiaChiara Sebastiani, Zeroviolenza
4 novembre 2014

Elezioni legislative del 2014 in Tunisia: il partito Nidaa Tounès, fondato due anni fa dall’ottantottenne Béji Caid Essebsi – già ministro ai tempi di Bourguiba e Ben Ali e poi capo del governo provvisorio post-rivoluzione – con l'obiettivo di radunare le forze antislamiste.

L'oasi di Tunisi

Elezioni in TunisiaNoi diciamo laico, ma per i musulmani è come dire ateo. E non è il caso. Più che nel risultato elettorale il vero evento risiede tuttavia nel processo avvenuto nelle urne, dove si è espressa la volontà popolare nel rispetto di una Costituzione da poco altrettanto liberamente concordata tra forze islamiste e anti islamiste.
Bernando Valli, la Repubblica ...

Tunisia, il ritorno della tortura

Il Fatto Quotidiano
27 10 2014

di Riccardo Noury 

“Sono entrati in tanti, a volto coperto. Lo hanno preso a bastonate, lo hanno costretto a spogliarsi, poi lo hanno ammanettato e trascinato fuori in strada, tutto nudo” – racconta la moglie. “Mi hanno detto che erano della Brigata 17 e che potevano fare tutto quello che volevano”.

I vicini che hanno visto Snoussi venir portato via in quel modo sono stati “invitati” dagli agenti a farsi gli affari loro.

Da Mellassine, un sobborgo di Tunisi, Snoussi è stato portato alla stazione di polizia di Sijoumi. Nessuno sa con certezza cosa sia accaduto nei sei giorni di detenzione senza contatti con l’avvocato previsti dalla legge. L’unica cosa certa è che poco più di una settimana dopo l’arresto, è morto.

Secondo Radhia Nasraoui, ex prigioniera di coscienza, ora presidente dell’Organizzazione contro la tortura in Tunisia e avvocata della famiglia Snoussi, il 1° ottobre il detenuto era stato ricoverato all’ospedale Charles Nicolle dopo che la direzione del carcere di Mornaguia si era rifiutata di prenderlo, a causa del modo in cui era conciato.

Snoussi è stato dichiarato morto alle 5.45 del 3 ottobre.

All’Istituto di medicina legale di Tunisi, l’avvocata Nasraoui e i familiari hanno potuto finalmente vedere il corpo di Snoussi. C’erano segni evidenti di percosse sulle braccia, sulle gambe, sulla schiena, sulla nuca.

L’8 ottobre, il ministero dell’Interno ha diffuso una dichiarazione secondo la quale la morte di Snoussi non era stata causata da atti di violenza bensì da un’infezione ai polmoni, dato che l’uomo soffriva di una sindrome da risposta infiammatoria sistemica.

Il 15 ottobre Amnesty International e l’Organizzazione contro la tortura in Tunisia hanno manifestato di fronte al ministero dell’Interno a Tunisi. Con loro, oltre a quelli di Snoussi, c’erano anche i familiari di Ali Khemais Louati, morto il 23 settembre nella prigione di Borj El Amri dove stava scontando una condanna a tre anni. A luglio, invano, l’Organizzazione contro la tortura in Tunisia aveva segnalato alle autorità che Louati era in pessime condizioni di salute e non stava ricevendo le cure mediche necessarie.

Due giorni prima della manifestazione, Arbi Torkhani aveva perso la vista dall’occhio sinistro dopo che era stato aggredito alle spalle da due agenti di polizia, fratelli di un vicino di casa con cui Torkhani aveva avuto una discussione.

Nonostante le dichiarazioni e gli impegni delle autorità, per quanto riguarda la tortura, la Tunisia è rimasta ferma all’era di Ben Ali. Chissà se col nuovo parlamento e dopo le elezioni presidenziali di novembre le cose cambieranno.

Nelle urne il test sulla transizione della Tunisia

Elezioni 2014 in Tunisia per eleggere il Parlamento"La transizione è stata portata avanti, più o meno bene - spiega l'ex commerciante - ma ogni rivoluzione porta con sé turbolenze. La cosa importante è che la gente sia d'accordo per avere elezioni credibili che portino al governo uomini decisi a cambiare il Paese".
Roberto Bongiorni, Il Sole 24 Ore ...

La sfida antitetica tra laici e islamisti

  • Venerdì, 24 Ottobre 2014 08:31 ,
  • Pubblicato in Flash news
Il Manifesto
24 10 2014

Tunisia: lo scenario elettorale del 2011 si ripete. Il 26 ottobre alle urne si presentano 1.327 liste con 15.652 candidati per eleggere i 217 deputati al nuovo parlamento. Al primo turno delle elezioni presidenziali del 23 novembre i candidati saranno 27.

La possibilità di riunificare in un'unica coalizione tutte le forze laiche per evitare una nuova vittoria degli islamisti di Ennahda è fallita. ...

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