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Registro delle unioni civili, Roma dà la sveglia al Parlamento

  • Martedì, 03 Febbraio 2015 09:14 ,
  • Pubblicato in Flash news

MicroMega
03 02 2015

di Maria Mantello

Il registro delle unioni civili è stato istituito anche nella Capitale. Il Sindaco Ignazio Marino rivendica con orgoglio questa conquista per una Roma «in prima linea sul fronte dei diritti», dove i cittadini finalmente hanno ottenuto «un risultato atteso da tempo, nel riconoscimento dei legami affettivi, stabili e duraturi [...] la Capitale d'Italia dà il segnale che, in questa città, l'amore è uguale per tutti. È un passo importante che non solo rappresenta un atto di civiltà e di rispetto delle persone, ma ci allinea al resto del mondo occidentale, ai principali paesi europei con cui condividiamo la nostra storia politica e culturale».

Ma è un segnale anche per il Parlamento, come ha precisato il Sindaco: «sono tante le amministrazioni italiane che oggi attendono una legge nazionale che finalmente sancisca i diritti uguali per tutti di fronte all'amore».

L’ennesima squilla che però non sembra scuotere un Parlamento in colpevole e vergognoso ritardo quando si tratta di diritti civili. Un Parlamento che, pur di non disturbare il Vaticano, in accordi trasversali ha ogni volta affossato le leggi sulle unioni di fatto (pacs, dico, ecc.) lasciando aperte le porte alla discriminazione e alla prepotenza di chi vorrebbe imporre la tirannia dei propri luoghi comuni.

I diritti si affermano nella quotidianità

Roma ha compiuto dunque, come già tantissimi altri Comuni italiani, un passo importante di civiltà e laicità, dimostrando come i diritti umani possono affermarsi e diventare davvero universali a partire dalle piccole grandi cose della nostra vita quotidiana. È qui che i diritti vanno fatti germogliare e crescere, perché è nella quotidianità che si gioca la partita della nostra appartenenza alla cittadinanza.

Come scriveva Eleanor Roosevelt i diritti devono esserci «vicino casa, in posti così piccoli e vicini che non possono essere visti in nessuna mappa. Eppure questi luoghi sono il mondo dell’individuo: il quartiere in cui vive, la scuola o l’università che frequenta, la fabbrica o l’ufficio in cui lavora. Questi sono i posti in cui ogni uomo, donna o bambino cerca la parità senza discriminazioni nella giustizia, nelle opportunità e nella dignità. Se questi diritti non hanno significato là, significano poco ovunque e se non sono applicati vicino casa non lo saranno nemmeno nel resto del mondo».

È quindi varcando la porta di casa, che ognuno deve sentire il valore della propria dignità in quel pubblico riconoscimento individuale e sociale anche per la famiglia che ha voluto e costruito col suo compagno/a: omosessuale o eterosessuale che sia.

Per questo riconoscimento pubblico anche un semplicissimo registro di unioni civili può molto. E per questo lo temono le sentinelle del bigottismo con le teste più o meno mitrate che seminano zizzania gridando che si attenta al matrimonio, alla famiglia. E non paghe, addirittura cianciano di deriva poligamica, fingendo di ignorare che in Italia è vietata.
Tutta questa “bella compagnia” di predicatori, se avesse un poco d’ironia, potrebbe sorridere sul suo aver talmente predicato bene sul valore del matrimonio, tanto da convincere anche molte coppie omosessuali a sposarsi!

Famiglia/famiglie e sentinelle dell’odio

La realtà del pluralismo delle famiglie è un dato di fatto da tempo. E lo Stato ne aveva dovuto prendere atto già, se non altro per concreti problemi di registrazione anagrafica emanando ne1989 il D.P.R. 223, che all’art. 4 stabilisce: «agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune».

Allora, il registro delle unioni civili non è altro che atto dovuto per ufficializzare e garantire la pariteticità delle diverse forme di essere famiglia già riconosciute nella registrazione anagrafica.

Del resto, ogni persona di buon senso, si rende conto che individui, famiglie, società sono costruzioni umane. E come tali sono un prodotto storico, il risultato di complesse interrelazioni, che si connotano, strutturano, cambiano e divengono nel tempo.

Solo in questa consapevolezza tutta laica, si può costruire la civile convivenza, altrimenti c’è il rischio che i tagliatori di diritti degli altri possano trasformarsi anche in tagliatori di teste.

(2 febbraio 2015)

Scritte omofobe a Roma: la vostra cultura è contro natura

  • Venerdì, 30 Gennaio 2015 10:57 ,
  • Pubblicato in Flash news

Globalist
30 01 2015

Striscioni con queste scritte sono stati esposti di fronte a diverse scuole della Capitale all'indomani dell'approvazione del registro delle unioni civili in Campidoglio.

"La vostra cultura è contro natura" e "l'unica famiglia è quella naturale, 'no' alle richieste della lobby omosessuale". A rivendicare le scritte omofobe e fasciste la sezione romana di Lotta Studentesca. Le foto delle scritte, apparse davanti ai licei Socrate, Stendhal, Mamiani, Majorana, Pascal, Righi, Albertelli, sono state pubblicate sulla pagine Facebook di Lotta Studentesca. Appaiono all'indomani dell'approvazione del registro delle unioni civili in Campidoglio.

"Dopo le deliranti teorie di sostituire mamma e papà con il genitore 1 e il genitore 2, prosegue la sottomissione delle istituzioni nei confronti delle lobby gay e delle teorie di genere - scrivono in una nota i militanti di Lotta studentesca - Non importa che le scuole cadano a pezzi, non importa che in Italia non venga praticamente più fatta ricerca, quel che conta è che ci saranno sempre fondi per finanziare teorie artificiose, ideologiche e volte a snaturare la realtà naturale".

"Con questi striscioni vogliamo dunque esprimere tutto il nostro dissenso verso chi non incoraggia la natalità, ma investe in teorie per cui la sessualità sarebbe qualcosa da stabilire a tavolino - aggiungono - Non possiamo che guardare con favore a tutte quelle iniziative, politiche e culturali, volte a promuovere la famiglia naturale e la differenza dei sessi. Noi stessi, continueremo a batterci nelle scuole su questi temi, con la volontà di diventare quella minoranza creativa in grado di promuovere modelli diversi da queste costruzioni abnormi".

Il Fatto Quotidiano
29 01 2015

«La statua di Giulio Cesare sembrava che annuisse» mi sussurra Vladimir Luxuria al telefono, mentre conversiamo sull’approvazione del registro delle unioni civili a Roma, il 28 gennaio, all’indomani della Giornata della Memoria. «D’altronde anche lui era uno di noi…» e mi sembra di vederla sorridere, con quel suo solito modo di fare, un po’ malizioso e delicato al momento stesso. L’ex deputata di Rifondazione e storica attivista per i diritti civili delle persone LGBT ha voluto esserci, nell’aula consiliare, a portare il suo sostegno al provvedimento voluto dal sindaco, Ignazio Marino.

«Ero stata lì anche la sera prima» dice ancora «ma qualcuno deve aver scambiato l’aula per uno stadio. Ho visto militanti di estrema destra strumentalizzare la religione solo per giustificare la loro omofobia. Fomentati, per altro, dai consiglieri dell’opposizione. Una scena brutta, scomposta e offensiva. Per questa ragione ho sentito la necessità di essere presente anche nel giorno della votazione». Vladimir Luxuria non nasconde l’entusiasmo: «dopo tante sconfitte e delusioni, oggi è il giorno della vittoria». E – ci tiene a dirlo – non è un “trionfo gay”, non solo, ma anche il successo «della civiltà, dell’inclusione. È l’affermazione di una città “civile”, prima ancora del registro delle unioni civili».

In effetti sembrano passati secoli da quando Walter Veltroni, allora sindaco, fece naufragare un precedente analogo tentativo, portando il suo partito a non approvare la proposta di legge popolare e facendo convergere i suoi voti con quelli della destra di Storace, allora all’opposizione. E non nascondono la felicità e l’ottimismo neppure le associazioni LGBT, presenti anch’esse in Campidoglio.

«Oggi il Sindaco Ignazio Marino, insieme alle forze politiche della maggioranza capitolina e con il Movimento Cinque Stelle, mantengono l’impegno preso con la città tutta, in modo solenne e pubblico, proprio in occasione dello scorso pride. È un momento storico per la Capitale, che per anni è stata incapace di legiferare in questa direzione», dichiara Andrea Maccarrone, presidente del Circolo Mario Mieli e rappresentante del Coordinamento Roma Pride, i cui attivisti e le cui attiviste hanno sostenuto, con la loro presenza, dentro e fuori l’aula, la scelta di Marino. «È segnale molto importante non solo per Roma, ma per l’Italia tutta. È un evento che il governo non può più ignorare» dice ancora Maccarrone, nel comunicato stampa diramato dalla sua associazione.

Dello stesso avviso anche l’ex vincitrice dell’Isola dei famosi, che aggiunge: «In parlamento c’è una maggioranza possibile su questo tema, fatta da Pd, Sel e l’ala laica di Scelta Civica. Insieme al movimento di Grillo, naturalmente. Se Renzi vuole approvare davvero le unioni civili alla tedesca deve rivolgersi alla stessa maggioranza che ieri c’è stata in aula consiliare. Se vuole, lo può fare». Una legge, ricorda Luxuria, che se approvata così com’è stata realizzata, analoga al matrimonio e con la stepchild adoption, può essere un buon punto di partenza per arrivare alle nozze egualitarie: «Non dobbiamo dimenticare qual è il nostro obiettivo finale. Se dipendesse da me, tuttavia, non me la sentirei di respingere una buona legge sulle civil partnership. Una legge, ovviamente, senza sconti e annacquamenti di sorta».

Certo, la strada è ancora lunga e pare che l’agenda parlamentare sia fitta di impegni e scadenze che sembrano allungare i tempi per un’ulteriore conquista di eguaglianza. Ma “la Vladi” si dichiara ottimista. E poi, ripensando alla bellezza della giornata di ieri, gelida e dal cielo azzurrissimo, sorride di nuovo, a distanza, sempre con quel fare un po’ irriverente: «L’altra sera, tra i vari cartelli degli integralisti, ce ne era uno che mi ha colpito: “maschio e femmina Dio li creò”. All’inizio pensavo si riferissero a me, poi ho capito che non riguardavano maschile e femminile in un’unica persona…» sorrido anch’io, stavolta.

Poi, a telefono spento, mi lascio avvolgere dalla sera e da una strana sensazione di tepore, nonostante questo gelido inverno. Sarà la prospettiva di vivere, proprio da ieri – all’indomani del giorno che ricorda di cosa è capace la follia umana quando crea cittadinanze privilegiate e umanità da discriminare – in un luogo che si avvicina un po’ di più all’idea che hanno le persone di buona volontà riguardo a democrazia, giustizia e futuro.

Dario Accolla

Oggi, 28 gennaio 2015, Roma ha finalmente deliberato sull'amore!

  • Mercoledì, 28 Gennaio 2015 12:52 ,
  • Pubblicato in Flash news
Roma Pride
28 01 2015

Roma oggi ha finalmente approvato il Registro delle Unioni Civili. Una scelta di laicità e democrazia che avvicina le Istituzioni alla realtà sociale. Finalmente le coppie conviventi della Capitale, sia dello stesso che di diverso sesso, godranno di un riconoscimento giuridico minimo che punta a colmare almeno in parte il grande vuoto legislativo sul tema.

Con questa delibera Roma deLibera l'amore e manda un messaggio molto chiaro al Parlamento. Roma, capitale italiana e città simbolo,  mostra che le Istituzioni possono essere coraggiose e autorevoli mantenendo gli impegni presi con le cittadine e i cittadini e puntando a garantire l'effettiva uguaglianza e dignità di tutte e tutti.

Ci fa piacere ricordare come oggi il Sindaco Ignazio Marino, le forze politiche della maggioranza capitolina SEL, PD, Lista Civica, il Centro Democratico insieme al M5S, mantengono un impegno preso con la città di Roma in modo solenne e pubblico proprio in occasione dello scorso Roma Pride e segnano un momento storico per la Capitale che per anni era stata incapace di alcun passo avanti su questo fronte.

Tutte e tutti celebriamo questo traguardo e ci aspettiamo che il Governo e il Parlamento Italiano raccolgano nel migliore dei modi questo segnale di civiltà dando finalmente corpo agli articoli 2 e 3 della Costituzione italiana e approvando subito piena dignità e uguaglianza alle nostre famiglie, approvando in tempi rapidi il matrimonio ugualitario e i diritti per tutte le coppie di fatto. L'Italia è pronta da anni, e noi non possiamo e non vogliamo più aspettare di vedere riconosciuto ciò che è già nostro. I nostri diritti!

Coordinamento Roma Pride
Andrea Maccarrone – Portavoce
3297488791 – 3497355715

Ufficio Stampa
Andrea Berardicurti – Andrea Contieri
065413985 - 3487708437

Le persone e la dignità
03 12 2014

La Grecia ribadisce il no ai matrimoni gay, ma è pronta ad esplorare la possibilità di unioni civili dopo che l’anno scorso, una sentenza della Corte europea dei diritti umani, ha condannato il governo a pagare 5mila euro di danni a sei attivisti per i diritti omosessuali in quanto non è prevista alcuna forma di riconoscimento per le coppie dello stesso sesso.

“Questo è un paese che rispetta le tradizioni, rispetta la natura dell’uomo, il matrimonio fra persone dello stesso sesso non è possibile, almeno con questo governo – ha detto il ministro della Giustizia Haralambos Athanasiou alla tv privata Mega – non voglio discuterne e non voglio e neanche prenderlo in considerazione”.

Tuttavia, Athanasiou dice di voler istituire una commissione per rivedere le leggi greche sul matrimonio ed esplorare la possibilità di unioni civili, con relative questioni su pensioni, eredità e sicurezza sociale. Secondo il ministro, non si può ignorare la sentenza della Corte “ma dobbiamo vedere la questione anche da una prospettiva religiosa, politica e sociale”.

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