Da gennaio la paura dello straniero è cresciuta di nove punti, dal 33 al 42% Eppure in maggioranza condanniamo le Regioni, i Comuni e gli Stati europei che rifiutano o respingono i profughi.
Ilvo Diamanti, La Repubblica ...

Viareggio contesta Salvini

  • Lunedì, 18 Maggio 2015 11:47 ,
  • Pubblicato in Flash news

Communianet
18 05 2015

Arroganza, demagogia, xenofobia, luoghi comuni, banalità, insulti e provocazioni questo il mix che caratterizza i comizi di Matteo Salvini. Abbandonata ogni velleità federalista, del resto in tutta Europa, i partiti indipendentisti non vogliono avere rapporti con la lega e scelta l'alleanza strategica con la razzista Marine Le Pen, il leader del carroccio continua nella sua impresa di trasformare il suo partito in una forza nazionale e nazionalista. I suoi viaggi su e giù per l'Italia però rappresentano delle vere e proprie provocazioni a cui gli antirazzisti rispondono contestandolo.

Il 16 maggio il tour di Salvini in Toscana prevedeva alcune tappe: Massa. Viareggio e Pisa. A Massa i manifestanti si sono presentati con i gommoni e uno striscione con su scritto: “sui gommoni ci mettiamo i padroni.” La polizia ha caricato pesantemente spaccando delle teste e alcune persone sono dovute ricorrere a cure mediche il clima di repressione è stato, inoltre, caratterizzato anche da dei fermi di polizia. A Viareggio Salvini si è presentato nel centro del mercato ed è stato subito accolto da grida e fischi. Ha quindi deciso di abbandonare il mercato sfrecciando a gran velocità, con la sua auto, per le strade della città dove trovava alta gente a contestarlo. Il suo autista scendeva dall'auto e lanciava una bottiglia contro un manifestante. Intanto in piazza Margherita, dove era previsto il comizio per le 18.00 il numero dei contestatori aumentava di fatto divenendo padroni della piazza.

A lato Nord centri sociali e partiti della sinistra; a lato Sud ARCI, associazioni di immigrati e i movimenti LGBTQ. Solo alle 19.30 la polizia riusciva a fatica a far salire sul palco prima il candidato alle elezioni regionali Borghi che insultava i contestatori e poi Matteo Salvini, che con oltre un'ora e mezzo di ritardo, parlava solo per dieci minuti riscuotendo una marea di fischi. Il dato che salta subito all'occhio è come il numero dei contestatori fosse almeno il doppio dei manifestanti.

La terza tappa di Salvini avrebbe dovuto essere Pisa dove un corteo antirazzista di 400 persone lo stava aspettando ma a quel punto ha preferito andare a tenere il suo comizio in una deserta Calambrone.

La Toscana ha dato un chiaro segnale di resistenza alle politiche razziste e xenofobe propagate dalla Lega Nord. Questo non significa come afferma falsamente Salvini che sia appiattita sulle politiche del PD di Matteo Renzi ed Enrico Rossi. Proprio Enrico Rossi, nuovamente candidato alla regione Toscana per il PD, è stato contestato alcuni giorni fa all'ospedale unico della Versilia a Lido di Camaiore. Il tentativo strumentale è quello di polarizzare l'offerta politica tra i due Matteo. Si tratta, però, di due opzioni entrambi funzionali al capitale. Per questo è giusto che le contestazioni siano figlie di processi di autorganizzazione. Lo striscione che apriva il corteo a Pisa diceva proprio “Né con Salvini né con Renzi!”

Il Sudafrica sperava di aver spento l'incendio, e invece in strada sono tornati i machete e la furia, le urla e i saccheggi, il sangue e le proteste. Sei morti e un'ottantina di arresti in due settimane, cinquemila stranieri costretti a fuggire lasciandosi dietro una vita per nascondersi in stadi presidiati dalla polizia, o in campi allestiti alla meglio. Kenya, Malawi e Zimbabwe hanno invitato i loro concittadini ad abbandonare subito il paese, e la multinazionale Sasol ha rimpatriato 340 lavoratori sudafricani dallo stabilimento in Mozambico per paura di ritorsioni.
Paolo G. Brera, La Repubblica ...

Orgogliosamente razzisti

  • Martedì, 17 Febbraio 2015 13:48 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO

Il Manifesto
17 02 2015

Sal­vi­ners sono i fan di Mat­teo Sal­vini. Sono coloro che com­men­tano ogni suo post su Face­book o twit­ter. Il merito di averli creati è di Mat­teo Sal­vini molto attivo sui social, dove cerca di avere una inte­ra­zione con i suoi even­tuali elet­tori, in maniera diretta, come ai leghi­sti è sem­pre pia­ciuto fare. Eppure nono­stante i social non credo siano il ter­mo­me­tro della società, la pagina FB di Sal­vini è alquanto inquie­tante non solo per i con­te­nuti espressi ma soprat­tutto per il tenore dei com­menti che nes­suno rimuove per­ché evi­den­te­mente al Sal­vini stesso fa comodo far sfo­gare gli istinti bestiali dei suoi elet­tori o futuri tali.

Par­tiamo da un pre­sup­po­sto: ogni giorno c’è almeno un post con­tro i rom e i clan­de­stini. E sot­to­li­neo almeno. Il resto è mera cro­naca poli­tica o aned­doti della gior­nata del lea­der, utili a costruirne il pro­filo “umano”. Pren­dia­mone uno recen­tis­simo, que­sto dedi­cato alla Kyenge, che nono­stante non rico­pra più inca­ri­chi di governo, viene spesso usata dal Sal­vini come para­digma della “stra­niera che vuol coman­dare da noi”: https://www.facebook.com/salviniofficial/posts/10152761702188155

A parte i vari foto­mon­taggi che ritrag­gono la Kyenge come una scim­mia, del resto pochi giorni fa il Senato ha deciso di non pro­ce­dere con­tro Cal­de­roli per aver dato dello scim­panzé alla Kyenge stessa, il resto è un con­ti­nuo di foto di Adolf Hitler (get­to­nas­simo dai Sal­vi­ners), Benito Mus­so­lini, a volte Brei­vik (cazzo Brei­vik dai, il nazi­sta stra­gi­sta nor­ve­gese) quando non inci­tano alle “docce” a gas, all’affondare i bar­coni dei migranti con i can­noni, a bru­ciare i campi rom e ogni tipo di bestia­lità pos­si­bile e imma­gi­na­bile: un vero e pro­prio circo dell’odio, bru­tale e sgram­ma­ti­cato. Del resto Sal­vini e la stessa Lega Nord, sono stati tra i par­titi che hanno reso il raz­zi­smo una opzione poli­tica. Ed è suc­cesso gra­zie anche al silen­zio sia dei media che degli altri “par­titi demo­cra­tici” che spesso hanno sfi­dato la LN sullo stesso ter­reno razzista-populista (pen­sate alle pole­mi­che nel PD per i rom o gli stra­nieri che votano alle pri­ma­rie e alle cam­pa­gne dei sindaci-sceriffo del cen­tro­si­ni­stra, come Zano­nato a Padova).

Ma il para­digma è pro­prio in que­sto post dove Sal­vini si riven­dica di essere “disu­mano”. Attra­verso que­sto viene sdo­ga­nato ogni com­mento, ogni con­te­nuto e rende fat­ti­bile ogni sen­ti­mento xeno­fobo e raz­zi­sta. Ha pro­mosso una sorta di “racism pride” attra­verso quel popu­li­smo che ti fa affer­mare can­di­da­mente con­cetti come “se difen­dere la pro­pria terra è raz­zi­smo allora sono raz­zi­sta”. Il pro­blema è che il neo raz­zi­smo popu­li­sta leghi­sta, che usa l’islamofobia come clava con­tro i migranti, sta facendo da traino a tutta la destra ex ber­lu­sco­niana, che caduto il Re prova a rici­clarsi come “nuovo”: ad esem­pio Gior­gia Meloni. Ed è pro­prio con i Fra­telli d’Italia che chiu­diamo il pic­colo festi­val degli orrori: Tom­maso Foti, roma­gnolo, che par­lando di Isis, Ghed­dafi e Libia chiu­deva così un suo tweet “Ce la aves­sero lasciata come colo­nia, oggi magari…”. Ormai vale tutto, anche riven­di­carsi le colo­niz­za­zioni del Duce.

Il 28 feb­braio a Roma, in piazza, per comin­ciare a fer­mare la marea nera che avanza.

Tre giorni prima dell'assassinio di un giovane eritreo a Dresda sulla porta del suo appartamento è stata dipinta una svastica. La sera in cui è stato accoltellato, lunedì scorso, nella ridente cittadina sul fiume Elba si era tenuta la più grande manifestazione finora organizzata dal movimento xenofobo ormai noto in tutto il mondo con la sigla Pegida
Timothy Garton Ash, la Repubblica ...

facebook