Violenza sessuale e castrazione

  • Giovedì, 02 Maggio 2019 09:07 ,
  • Pubblicato in AIPsi


Associazioni Italiana di Psicoanalisi
2 maggio 2019

La violenza sessuale è uno dei crimini più odiosi, perpetrato sempre dai forti sui deboli, che provoca nelle vittime un trauma spesso indelebile.
Periodicamente, c’è qualcuno che invoca contro tale delitto il "rimedio" punitivo/preventivo della castrazione chimica del violentatore.


Francesca Sforza, La Stampa

6 aprile 2019

"Avrei dovuto denunciare e non l’ho fatto per paura delle conseguenze, che purtroppo ci sono state. Il problema è che se chi molesta poi viene ‘tutelato’ dall’editore perché dovrebbe pentirsi di quello che ha fatto? Io ho una memoria depositata da un notaio sull’accaduto". È questo uno dei commenti lasciati a margine del questionario diffuso dalla FNSI che ha coinvolto oltre mille giornaliste.


Francesca Paci, La Stampa

29 gennaio 2019

Era l'inizio del 2002 e le macerie delle Torri Gemelle si mescolavano già da tre mesi a quelle dei primi raid su Kabul, Qandahar e Jalalabad, quando l'opinione pubblica occidentale cominciò ad accalorarsi per la sorte delle donne afghane, fino a quel punto difese solo dalle pasionarie di RAWA (Associazione rivoluzionaria delle donne dell'Afghanistan) in patria e all'estero da pochi valorosi

Quando i corpi di chi viene uccisa fanno "letteratura"

  • Giovedì, 08 Febbraio 2018 11:00 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO

Alessandra Pigliaru, Il Manifesto
8 febbraio 2018

Quando il corpo di una ragazza di 19 anni diventa campo di guerra e di complicità maschili, è importante sottolinearne la miseria della rappresentazione che se ne vorrebbe fare. Così è capitato spesso ai corpi delle donne offese, maltrattate, molestate e infine nel peggiore dei casi uccise.

I bambini non siano vittime "secondarie"

Bambini violenzaPao­lo Di Ste­fa­no, Corriere della Sera
27 novembre 2017

Come tutte le guerre, anche quelle familiari producono i lo­ro effetti "collaterali", tra virgolette perché quando si parla di vittime è difficile utilizzare certi aggettivi. Le "vittime secondarie" dei femminicidi sono spesso i figli, che a volte vengono travolti dalla follia omicida del genitore, ma che anche quando sopravvivono alla strage rimangono vittime:

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