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Militanti saudite tornano alla guida per protesta contro il governo

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Globalist
05 12 2013

Nasima al Sada ha deciso di lanciare su Twitter una nuova campagna che prevede la stessa modalità di azione e che si svolgerà il prossimo 28 dicembre.

Le donne saudite tornano a protestare rimettendosi al volante. Scenderanno in piazza per contestare il divieto di guida imposto dal governo del loro paese.

Si erano già mobilitate lo scorso 26 ottobre, quando un centinaio di donne hanno messo le mani al volante e trasgredito rispetto all'imposizione che preclude alla componente femminile della popolazione locale di spostarsi autonomamente con un veicolo. In quell'occasione in molte avevano filmato il loro atto di protesta e diffuso i risultati sul web provocando numerosi commenti e ottenendo visibilità anche in occidente. Sedici donne furono fermate.

Quella mobilitazione, tuttavia, non è riuscita a far ricredere il governo in merito al divieto. Per questa ragione Nassima al-Saada, una delle principali fautrici della guida illegale di ottobre, ha deciso di lanciare su Twitter una nuova campagna che prevede la stessa modalità di azione e che si svolgerà il prossimo 28 dicembre.

"Abbiamo lanciato un appello alle donne a mettersi al volante il 28 dicembre in tutte le località dell'Arabia Saudita", ha dichiarato Nassima al-Saada. "L'obiettivo di questo appello è quello di insistere sul nostro diritto a guidare, un diritto che continueremo a rivendicare finché non diventerà realtà", ha spiegato la militante.

L'Arabia saudita l'unico paese al mondo a vietare la guida alle donne. In questo paese, che applica in modo ultra-conservatore la legge islamica, le donne hanno bisogno del permesso di un uomo per viaggiare, lavorare e anche per sposarsi.

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