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Thailandia: decine di milioni di account facebook bloccati dai militari

Atlas
29 05 2014

Più di 30 milioni di account di Facebook sono stati bloccati ieri in Thailandia, quasi una settimana dopo che i militari hanno effettuato un golpe, esautorando il governo e applicando la censura sui media.

Gli utenti hanno iniziato ad avere problemi di connessione con i propri computer e telefoni cellulari a partire dalle 15:00 ora locale, riporta il quotidiano Bangkok Post.

Finora, la giunta militare ha bloccato 219 portali di internet, sostenendo che questi rappresentano una minaccia per la “sicurezza nazionale”.

L’esercito ha annunciato che chiederà alle società di social network, come Facebook e Twitter, e di applicazioni di messaggistica mobile e chat, come Line, la loro collaborazione per eliminare gli account degli utenti che diffondono “contenuti illegali”, secondo il portale di notizie Prachathai.

Il segretario permanente del ministero dell’Informazione, Tecnologia e Comunicazione, Surachai Srisakam, ha dichiarato questa settimana in conferenza stampa che sta lavorando ad un piano più efficiente di vigilanza del web.

Ha inoltre ricordato che le persone che diffonderanno “informazioni illegali” saranno arrestate dalle autorità militari e sconteranno pene detentive.

Sempre ieri, la giunta militare ha annunciato di aver rilasciato 124 delle 200 persone che, dallo scorso venerdì, sono comparse davanti giustizia militare. Il portavoce dell’esercito ha detto che tra le condizioni per la loro messa in libertà c’è il divieto di esprimere idee politiche in pubblico, continua Prachathai.

In totale, 253 politici, intellettuali, accademici, attivisti e giornalisti sono stati citati in giudizio dopo il colpo di stato della giunta, anche se Prachathai stima che siano almeno 303.

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