Un'ondata di "Welcome Refugees" invade il calcio europeo

refugees-welcomeTeo Molin Fop, Sport alla rovescia   
13 Settembre 2015

"La famiglia del calcio ha una lunga tradizione di solidarietà e responsabilità sociale, perciò è impossibile chiudere i nostri occhi di fronte al dramma dei migranti e dei rifugiati che stanno provando ad entrare nel suolo europeo." Inizia così la lettera scritta da Jorge Nuno Pinto da Costa, presidente del club portoghese Porto Fc,
in cui invita tutti i club europei partecipanti all'Europa League e alla Champion's League a donare 1 euro per ogni biglietto venduto nelle partite di queste due competizioni.

Anche dal mondo del calcio europeo cominciano ad arrivare segnali positivi di accoglienza e di solidarietà nei confronti dei migranti che in queste ultime settimane stanno affrontando lunghissimi viaggi a piedi, superando i confini e le barriere di Macedonia, Serbia e Ungheria.

A fine agosto l'esposizione di striscioni con scritto “Welcome Refugees” da parte delle curve tedesche di St.Pauli, Werder Brema, Hertha Berlino, Borussia Dortmund, Bayern Monaco, Amburgo e Greuther Fürth ha di fatto anticipato la decisione del governo tedesco di aprire i propri confini per accogliere le persone in arrivo dall'Ungheria.
 
In Germania è tutto il mondo calcistico ad essersi mobilitato in questa gara di solidarietà, non solo il mondo delle curve. Infatti, la Federazione tedesca di calcio (DFB) ha lanciato la campagna “1-0 für ein Willkommen” (1-0 per il benvenuto), che ha raccolto 600.000 euro da redistribuire alle società calcistiche: andranno a sostenere progetti di accoglienza che intrecciano il calcio e l'assistenza alle problematiche burocratiche dei richiedenti asilo. Il Bayern Monaco, oltre a donare un milione di euro, ha deciso di aprire un campo di allenamento per rifugiati, dove affiancare agli allenamenti corsi di lingua tedesca.

La società del Borussia Dortmund ha fatto assistere gratuitamente la propria partita di Europa League del 27 agosto scorso contro i norvegesi Odds Ballklubb a 202 rifugiati siriani. Lo scorso 8 settembre si è disputata l'amichevole ad Amburgo tra St.Pauli-Borussia Dortmund, a cui hanno assistito più di 1000 rifugiati e le due squadre sono entrate in campo tenendo in mano lo striscione “Refugees Welcome”. Rimanendo ad Amburgo, la società del St.Pauli ha preso ufficialmente posizione contro la marcia neonazista convocata in città nella giornata del 12 settembre. Il Wolfsburg ha poi annunciato che ha invitato 1200 migranti ad assistere al match di Champions contro il Cska Mosca.

Se la Germania è stato il primo paese a mobilitarsi, questo weekend il “Welcome Refugees” si è diffuso anche in altri paesi europei. Ieri, ad esempio, in Barcellona-Atletico Madrid i giocatori delle due squadre sono entrati in campo con la maglietta “Ayuda los refugiados” e il piccolo club di serie b spagnola, Llagosteria-Costa Brava, donerà l'intero incasso del proprio match casalingo.

In Olanda il Gronigen Fc ospiterà 800 rifugiati nel prossimo match di Coppa Olandese contro il Twente. In Israele, la tifoseria del Hapoel Tel Aviv ha esposto uno striscione di solidarietà ai migranti in risposta allo striscione “Refugess not welcome” della tifoseria del Maccabi Tel Aviv. Infine, dal lontano Brasile arriva la notizia che i giocatori del Fluminense, importante e amato club di Rio de Janeiro, hanno indossato una maglietta in appoggio ai profughi siriani.

In questa positiva sfida è stato il Regno Unito a dare la risposta più forte in questo weekend. Infatti Aston Villa, Newcastle United, Norwich City, Charlton Athletic, Swindon Town, AFC Wimbledon and Plymouth Argyle, Bath City, Dulwich Hamlet, FC United Manchester e Clapton hanno aderito all'iniziativa lanciata su facebook “#Welcome Refugees, english football league day of solidarity”. I tifosi di queste squadre hanno esposto sabato 12 settembre numerosi striscioni di benvenuto ai rifugiati. L'Arsenal ha poi donato 1 euro per ogni biglietto venduto nella partita casalinga con lo Stoke City. L'iniziativa più bella è arrivata però dalle tifoserie dei due club londinesi Dulwich Hamlet e Clapton e dello United of Manchester, che hanno organizzato una raccolta di scarpe, vestiti e coperte per i migranti bloccati a Calais, la località francese da cui partono i mezzi per passare la Manica.

E l'Italia? Lentamente qualcosa si muove. A livello di grandi club, la Roma ha lanciato la campagna di raccolta fondi “Football Cares”, che verranno suddivisi tra Save the Children, United Nations Refugee Agency, International Rescue Committee e Croce Rossa. I giocatori giallorossi Totti, Dzeko e Salah hanno girato un video a sostegno dell'iniziativa e la Roma è scesa in campo a Frosinone con la scritta “Football Cares”. A questa campagna hanno risposto positivamente anche la Fiorentina, il Torino, il Cagliari, l'Inter, l'Hellas Verona, il Bologna. All'appello mancano però le curve italiane, tranne quella perugina con lo striscione esposto dal gruppo Ingrifati durante Perugia-Como.

Le esperienze antirazziste di calcio popolare, che hanno già iniziato i rispettivi campionati, invece si sono mobilitate: dagli spalti dell'Assata Shakur di Ancona e della Polisportiva San Precario sono partiti messaggi e pratiche di accoglienza che speriamo si propaghino presto in tutto il paese.

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