IL SOLE 24 ORE

BOMBA AD ATENE, UN MORTO

ilsole24ore.com
29 03 2010

Una bomba è esplosa ieri sera in un quartiere residenziale di Atene uccidendo un uomo e provocando il ferimento di una donna e della figlioletta di 10 anni. L'attentato è avvenuto alle 22.50 locali (le 21.50 italiane) davanti alla Scuola per la formazione dei funzionari pubblici nel distretto di Patassia, situato nella zona ovest della capitale greca.

A causa dell'elevata potenza dell'ordigno, l'uomo rimasto ucciso, secondo la polizia, è morto sul colpo. La bambina ferita è stata trasportata in ospedale assieme alla madre e le sue condizioni sarebbero gravi. L'esplosione ha danneggiato anche diverse auto e alcuni edifici. Non vi sono state rivendicazioni e non è chiaro quale potesse essere l'obbiettivo degli ignoti attentatori. Vista la dinamica piuttosto insolita, la polizia e l'anti-terrorismo non escludono nemmeno che la bomba sia esplosa accidentalmente mentre la vittima la stava trasportando.

In genere queste azioni sono infatti precedute da una telefonata anonima che, stando a quanto reso noto dalle autorità, in questa circostanza tuttavia non c'è stata. In Grecia sono attivi vari gruppi anarchici e dell'estrema sinistra che sono tornati ad essere particolarmente agguerriti
dal dicembre 2008, quando ad Atene un agente uccise un ragazzo di 15 anni durante una manifestazione anti-governativa.

Oltre a una serie ricorrente di proteste, da allora si sono succeduti anche diversi attentati contro edifici pubblici o di interesse economico e diplomatico. La scorsa settimana tre bombe sono esplose davanti alla sede di Atene di un movimento di estrema destra, davanti a un ufficio per l'immigrazione e di fronte all'abitazione di un leader della comunità pachistana.

I tre attacchi, senza morti e feriti, sono stati rivendicati dai 'Nuclei di fuocò, un gruppo che sostiene di battersi contro le discriminazioni razziali. Lo stesso movimento aveva rivendicato la responsabilità per l'esplosione del 9 gennaio scorso davanti al parlamento di Atene. L'ultimo attentato che in Grecia aveva provocato danni alle persone risale allo scorso ottobre quando alcuni sconosciuti aprirono il fuoco contro un commissariato di Atene ferendo sei agenti di polizia.
 

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2010/03/bomba-atene-morto.shtml?uuid=94049486-3afe-11df-b7be-dce468c120ac&DocRulesView=Libero

IN ARRIVO IL DECRETO FLUSSI PER 150MILA IMMIGRATI

ilsole24ore.com
15 03 2010

C'è chi lo invoca in nome dell'imminente raccolto che aspetta braccia straniere e chi lo scongiura per far ripartire le imprese. Le preghiere sono state esaudite: il decreto flussi 2010 sta per essere emanato. Mancano gli ultimi passaggi burocratici tra il ministero dell'Interno e quello del Lavoro, ma l'iter di stesura del testo è ormai in dirittura d'arrivo. «Il decreto ricalcherà grossomodo quello del 2008» anticipano dal Viminale. Il che significa che le quote d'ingresso dovrebbero riguardare 105mila lavoratori domestici (ossia colf e badanti) e 45mila lavoratori provenienti da paesi "riservatari" che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere specifici accordi di cooperazione con l'Italia in materia migratoria (per impieghi domestici o di altri settori produttivi). Un decreto flussi da 150mila posti, oltre ai circa 80mila stagionali tanto attesi dalla Cia e dalla Coldiretti.

Ad aprire le porte al nuovo decreto flussi è stato il milleproroghe che, con l'articolo 10-ter, ha stabilito che «in caso di mancata pubblicazione del decreto flussi annuale, il presidente del consiglio può provvedere in via transitoria, con proprio decreto, nel limite delle quote fissate dall'ultimo decreto emanato». Il nuovo testo deve quindi obbligatoriamente ricalcare l'ultimo decreto (quello del 2008), visto che manca la programmazione triennale, scaduta nel 2009 e non ancora rinnovata.

Per le nuove quote d'ingresso si sono battuti anche gli oltre 6mila imprenditori riuniti in Assolombarda, che la scorsa settimana hanno anche chiesto al ministro dell'Interno Roberto Maroni di semplificare le norme e le procedure amministrative che l'ingresso e la permanenza dei lavoratori stranieri in Italia.
Mentre l'ultimo decreto ha di fatto utilizzato la graduatoria delle richieste inevase relative al 2007, il nuovo provvedimento potrebbe prevedere un nuovo clic day.

Le istanze che arriveranno per via telematica, però, andranno ad aumentare la mole di lavoro degli sportelli unici delle prefetture, ancora alle prese con la procedura di emersione per i lavoratori domestici avviata a settembre del 2009. Al momento, solo una badante su quattro è stata chiamata per firmare insieme al proprio datore di lavoro il contratto. «Da febbraio abbiamo velocizzato il vaglio delle pratiche grazie all'arrivo di 32 dipendenti interinali assunti dal ministero – spiega Antonio Luigi Quarto, dirigente della prefettura di Milano –: oggi riusciamo a convocare 300 lavoratori al giorno. In molti casi però la documentazione risulta incompleta e siamo costretti a fissare un secondo appuntamento, il che rallenta la macchina». A creare i maggiori problemi sono stati i certificati medici di chi ha richiesto l'assunzione di una badante e i certificati relativi all'alloggio del lavoratore.

«Nonostante questi piccoli intoppi – assicura Quarto – contiamo di concludere il lavoro sulla sanatoria entro fine luglio. Ma per far questo c'è bisogno che tutto funzioni anche negli altri uffici interessati, ossia l'Inps, la Dpl e la questura». A Milano lo sportello unico è ancora alle prese con il decreto flussi 2008, che gli operatori stanno portando avanti parallelamente alla procedura di emersione per i lavoratori domestici. «Abbiamo quasi concluso il vaglio delle istanze relative agli immigrati provenienti dai paesi riservatari, siamo alla metà dell'opera», afferma Quarto.

Anche a Roma la previsione è di archiviare la sanatoria entro luglio. «Abbiamo programmato il lavoro organizzando quasi 400 convocazioni al giorno», racconta il dirigente dello sportello Ferdinando Santoriello. Per ridurre al minimo le seconde convocazioni dovute agli errori nei documenti la prefettura di Roma ha pubblicato sul sito i facsimile della procura (per chi non può andare all'appuntamento di persona) e del certificato medico. Sempre attraverso il sito, nella capitale si sta sperimentando il servizio di appuntamento via sms. Chi non è ancora stato convocato può inserire online il proprio numero di cellulare l'indirizzo e-mail per essere convocato in tempo reale.
 
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2010/03/immigrazione-decreto-flussi.shtml?uuid=59c9d80e-3008-11df-9b84-9f36f6ec4706&DocRulesView=Libero

MAMA AFRICA NEL RICORDO DI ROBERTO SAVIANO

il sole 24 ore
10 marzo
 
di Nicoletta Cottone

Mama Africa torna in Italia con la sua musica attraverso il ricordo delle voci a sostegno dell'emancipazione delle donne in Africa e dei protagonisti della musica africana e italiana che hanno risposto all'invito del Movimento africani in Italia. Che ha organizzato nella capitale il Miriam Makeba tribute, un convegno il 10 marzo sul tema dell'emancipazione delle donne in Africa e nel mondo (auditorium Unicef) e un concerto il 13 marzo (Auditorium della Conciliazione). Un omaggio alla cantante sudafricana nota per il suo impegno contro l'apartheid, scomparsa nella notte fra il 9 e il 10 novembre 2008 per un attacco cardiaco a Castel Volturno dove si era appena esibita in un concerto di solidarietà contro la camorra in ricordo dei 6 africani massacrati dal clan dei Casalesi, ma anche a sostegno del coraggio di Roberto Saviano, lo scrittore che vive sotto scorta dopo le numerose minacce della camorra, all'indomani della pubblicazione di Gomorra.

L'evento si apre proprio con una videointervista a Roberto Saviano dedicata a Mama Africa, prima conosciuta solo per la sua musica, che è entrata profondamente nella sua esistenza. «Nessun artista – racconta Saviano - si era così esposto prendendo le mie parti in quel luogo dove da un evento antimafia facilmente le persone prendono le distanze per paura o per fastidio». Nel video Saviano racconta l'emozione particolare quando la Makeba volle un suo libro tradotto in inglese, l'incubo di quando l'artista ebbe l'infarto che non le lasciò scampo al termine del concerto.

Parla della canzone "Pata Pata", entrata nei timpani della gente di tutto il mondo, che ha costretto la cantante a 30 anni di esilio, anche se non parla della lotta fra bianchi e neri, ma della voglia di danzare e di essere felici, rendendo il messaggio di pace universale e perciò temuto dai governi.

A Saviano è capitato di scrivere sul Times di Johannesburg che si sentiva responsabile della morte di Miriam Makeba lontana dalla sua terra. La famiglia della cantante ha risposto al giornale che «Miriam è morta in Africa». «Perché Castel Volturno è la prima città africana d'Europa. Il clima dopo la strage dei ragazzi aveva reso - racconta Saviano - Castel Volturno la città di tutti, che è l'altra metà della città di nessuno».

E proprio oggi quella vicenda assume un significato maggiore perché, dice Saviano, l'Italia ha vissuto diverse rivolte degli africani contro le organizzazioni criminali. E gli africani hanno dimostrato contro la mafia «un coraggio che gli italiani non hanno più». Insomma «L'Africa fa parte della cittadinanza italiana».

I fondi raccolti grazie alla manifestazione finanzieranno un progetto di lotta alla desertificazione per il rimboschimento del Burkina Faso e per sostenere le iniziative di integrazione in Italia promosse dal Movimento degli africani, che rappresenta oltre 20 Paesi del continente nero.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2010/03/roberto-saviano-miriam-makeba-concerto-ricordo-movimento-africani-italia.shtml?uuid=f18d8b90-2b9e-11df-9e06-f0245f3b8bda&DocRulesView=Libero

il sole 24 ore
10 MARZO 2010
 


di Marco Masciaga
Dopo un iter legislativo durato 14 anni, la camera alta del parlamento indiano ieri ha votato a favore di una legge che riserverà alle donne un terzo dei seggi nelle assemblee federali e statali della più grande democrazia del mondo. Per essere approvato il provvedimento dovrà ora ottenere il via libera della camera bassa, di almeno metà dei 28 stati che formano l'unione e del presidente della Repubblica. Traguardi che a questo punto sembrano a portata di mano, sia per l'ampio arco politico che ha votato a favore del Women's Reservation Bill che per la presenza a Rashtrapati Bhavan, l'imponente palazzo presidenziale nel cuore di New Delhi, di una donna.?Nonostante la maggioranza sia riuscita a conquistare l'appoggio del principale partito di opposizione, il primo passo concreto verso l'approvazione della legge è stato meno semplice del previsto. Nei piani della leader del Congress Party, Sonia Gandhi, vero motore dietro la nascita delle quote femminili, il voto di ieri sarebbe dovuto avvenire l'8 marzo. Un piano fallito per le proteste di alcuni parlamentari che hanno ripetutamente interrotto la seduta di lunedì e che ieri sono stati prima sospesi e poi allontanati con la forza, consentendo solo in serata a 186 deputati di votare a favore della legge e uno solo contro.?Tra gli schieramenti che si sono astenuti spiccano il Trinamool Congress, che con 19 deputati è il secondo partito della coalizione di governo, e due partiti castali che fino a ieri avevano fornito appoggio esterno all'esecutivo. Tecnicamente nessuno di questi schieramenti si è detto contrario in principio alle quote, chiedendo piuttosto l'istituzione di sub-quote per facilitare l'ingresso in parlamento di donne appartenenti agli strati più bassi della società (e alle loro costituency elettorali).?Valutare l'impatto sull'azione di governo di queste momentanee defezioni non è facile. Da una parte potrebbero indebolire una maggioranza che sarà presto chiamata a fare approvare la legge di bilancio e una serie di controverse riforme economiche. Dall'altra, visto l'alto tasso di opportunismo della politica indiana, potrebbero tranquillamente rivelarsi fenomeni estemporanei privi di reali ricadute.?Certo è che la legge approvata ieri, definita da Sonia Gandhi «un regalo alle donne indiane», potrebbe lasciare il segno su una società fortemente maschilista dove gli aborti selettivi fanno sì che ogni mille maschi nascano solo 933 bambine. Non solo perché oggi la presenza parlamentare femminile non supera il 10% a livello federale ed è molto più bassa nei singoli stati. Ma anche perché - nonostante figure di spicco come la Gandhi (il politico più potente del paese), Pratibha Patil (presidente della Repubblica) Meira Kumar (presidente della Camera) e Mayawati (chief minister dell'Uttar Pradesh, lo stato più popoloso dell'unione) - la maggioranza delle donne indiane continuano «a subire discriminazioni, violenze e difficoltà di accesso a scuola e sanità», come ha ricordato ieri il primo ministro Manmohan Singh.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2010/03/quote-rosa-new-dehli.shtml?uuid=a0962546-2c14-11df-8463-4fa5038b85da&DocRulesView=Libero

SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE E CONTRASTO ALL'EVASIONE

il sole 24 ore
10 marzo
 


di Antonio Criscione

L'atto di indirizzo del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, per la politica fiscale del 2010-2012 (anticipato sul Sole 24 Ore del 16 febbraio) si tradurrà nelle prossime settimane in obiettivi concreti attraverso le convenzioni con le agenzie fiscali. Convenzioni che dovrebbero arrivare alla firma da qui a un mese e che nei prossimi giorni saranno presentate alle associazioni sindacali. Negli obiettivi tracciati dall'atto, oltre a quelli in qualche modo "consueti" della lotta all'evasione e al gioco illecito, del rafforzamento del federalismo fiscale, della razionalizzazione dell'azione amministrativa, figura anche quello affidato all'amministrazione di assicurare «le più opportune analisi di impatto circa gli interventi a favore di individui e famiglie e il riequilibrio della tassazione di impresa a sostegno della competizione globale, proseguendo nell'incentivazione dei processi di aggregazione e innovazione».??L'atto di indirizzo è volto direttamente a orientare l'azione delle agenzie fiscali e assumerà un volto concreto appunto nelle convenzioni. Tanto che gli obiettivi più generali, come il sostegno alle famiglie, alla capacità di acquisto e alla produttività del lavoro, più che come misure concrete figurano nel documento come obiettivi di analisi e monitoraggio. Un contributo importante in questa fase, perché il ministro Tremonti ha più volte annunciato di volere mettere in moto una riforma fiscale basata su analisi di fattibilità concrete. Sul fronte del federalismo fiscale l'amministrazione sarà chiamata a monitorare andamento e risultati di imposte, tasse e tributi locali, con particolare riguardo alla fiscalità immobiliare.??Il contrasto all'evasione vede una particolare attenzione alla dimensione internazionale. Si sottolinea l'obiettivo di intensificare l'attività di controllo nei confronti degli italiani stabilmente residenti all'estero, «con particolare riguardo ai soggetti societari che hanno la propria sede o quella di società controllate/collegate in paesi a fiscalità privilegiata o che intrattengono rapporti commerciali con soggetti ivi aventi sedi». L'amministrazione viene poi chiamata a monitorare tutti i passaggi in cui si articolano i controlli per verificarne l'efficienza.??Sottolineata l'importanza del contrasto anche al fenomeno del gioco illegale. E per realizzare questo obiettivo quest'anno potrebbe essere la svolta per trasformare l'amministrazione dei Monopoli in agenzia fiscale, potenziandone appunto la capacità di controllo.??La facilitazione dell'adempimento fiscale da parte dei contribuenti è una delle coordinate del documento. E si ricorda che a Telefisco (si veda «Il Sole 24 Ore» del 28 gennaio scorso) il direttore dell'agenzia delle Entrate, Attilio Befera, aveva spiegato che questo sarebbe stato «l'anno dei servizi ai contribuenti». Ma questo obiettivo riguarda tutte le agenzie. E così sembra più vicina alle Dogane la realizzazione dello sportello unico, una semplificazione che metterebbe a collaborare un vasto numero di amministrazioni per condividere dati e sollevare da obblighi i contribuenti.??L'atto di indirizzo, firmato a febbraio, ha sollevato ieri commenti favorevoli e critiche. Per il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, «il modo più efficace per garantire la capacità di acquisto dei redditi delle famiglie è quello di aumentare l'importo dell'assegno per i figli a carico e incrementare in modo significativo le detrazioni per lavoratori dipendenti e pensionati». Paolo Varesi, segretario confederale dell'Ugl ha affermato: «Condivisibili ma soprattutto urgenti gli obiettivi indicati dal ministro Tremonti per la politica fiscale 2010-2012» e ha chiesto un confronto con le parti sociali. Per Stefano Fassina, responsabile Economia e lavoro della segreteria Pd, «a tre settimane dal voto, arriva puntuale lo spot elettorale del ministro Tremonti. Fino a ieri, sulle tasse non si poteva fare nulla. Oggi, si può fare di tutto e di più».
10 MARZO 2010


http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2010/03/sostegno-famiglie-contrasto-evasione.shtml?uuid=b22f02c4-2c13-11df-8463-4fa5038b85da&DocRulesView=Libero

L'ECONOMIA RIPARTE DALLE DONNE

il sole 24 ore.com
9 3 2010

Le donne italiane lavorano mediamente 80 minuti più degli uomini ogni giorno a casa e in ufficio, ma, se si considera solo l'occupazione fuori dalle mura domestiche, il rapporto si inverte perché gli uomini lavorano più del doppio delle donne. E ricoprono ruoli dirigenziali ai vertici lasciando alle donne solo piccoli spazi: le donne dirigenti in Italia sono appena il 13% e quelle presenti nei Cda il 6%. Non solo, sono penalizzate anche negli stipendi: nei paesi Ocse guadagnano circa un quinto in meno degli uomini. Eppure le donne rappresentano il più importante motore dello sviluppo economico come sostengono Avivah Wittenberg-Cox e Alison Maitland nel loro libro «Rivoluzione Womenomics».

Il 73% dei prodotti di largo consumo in Italia sono scelti da donne e le imprese a leadership femminile hanno tassi di insolvenza minori e performance di borsa maggiori. Che fare, dunque, per valorizzare di più le donne nella nostra società? Di questo si è discusso ieri nella sede di Milano del Sole 24 Ore durante la presentazione, organizzata con Luxottica, dell'edizione italiana di «Rivoluzione Womenomics – perché le donne sono il motore dell'economia» edito dal Sole 24 Ore Libri. All'evento, presentato dal direttore del Sole 24 Ore Gianni Riotta, ha partecipato anche il neo-amministratore delegato del gruppo Donatella Treu. «Il XX secolo è finito – ha affermato Wittenberg-Cox all'incontro – e il XXI secolo si è aperto con una serie di rivoluzioni legate a web, mutamenti climatici e ruolo delle donne e di questo bisogna prendere atto». L'idea, però, è che «sia la famiglia a impedire alle donne di esprimersi al meglio nel lavoro e che quindi sia necessario riequilibrare i ruoli al suo interno, creando comitati delle pari opportunità in casa più che in azienda» ha spiegato Andrea Ichino, professore di economia politica all'Università di Bologna che, assieme a Renato Mannheimer, presidente dell'Ispo, ha presentato un progetto di ricerca per valutare i comportamenti delle coppie italiane in casa e nel lavoro fuori. «Spesso le donne – ha detto Mannheimer – fanno due o tre lavori e subiscono disparità salariali e di carriera. Il libro parla di rivoluzione, speriamo che cominci».

Sostenere le donne in azienda «è una questione di business – ha affermato Claudia Parzani, partner di Linklaters e associato a Valore D –: le statistiche dicono che le aziende che hanno un buon mix tra uomini e donne sono più efficienti e hanno migliori risultati di gestione e finanziari. Proprio per valorizzare le donne è nata Valore D, un'associazione di aziende, tra cui Luxottica, che rappresentano eccellenze nelle opportunità date ai ruoli femminili».
Anche perché, come ha aggiunto Daniela Del Boca, professore di economia dell'Università di Torino e autrice della prefazione di Rivoluzione Womenomics, «integrare e valorizzare le donne non è una questione di quote, ma migliora l'efficienza aziendale e questo è il messaggio che dà il libro». Cambiare, però, è difficile. «Esiste un problema di modelli e stereotipi», ha aggiunto Marina Brogi, professore di economia e mercati finanziari alla Sapienza di Roma e membro della Fondazione Bellisario. Bisogna cambiare partendo dai vertici: con una legge sulle quote rosa nei Cda per esempio».
All'evento erano presenti anche Mariavittoria Rava della fondazione Francesca Rava-Nph Italia, la sua testimonial Martina Colombari, e la cantante Malika Ayane.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Economia%20e%20Lavoro/2010/donne-economia/eventi/economia-donne-convegno.shtml?uuid=01248b24-2b4c-11df-9e06-f0245f3b8bda&DocRulesView=Libero

UN'ECONOMIA A MISURA DI NUOVE CONSUMATRICI

il sole 24 ore
3 marzo

di Laura La Posta

  «Nessun architetto donna avrebbe mai insistito per posizionare il pensile scolapiatti lontano dal lavello, né sorriso davanti alle mie insistenze, come ha fatto il professionista single che mi ha assistita; ma, insomma, l'acquirente sono io e ho optato per la scelta più funzionale. Però mi dispiace: parlavamo due lingue diverse e la traduzione delle aspettative reciproche ha fatto perdere tempo a entrambi. Con una donna, non sarebbe mai successo». ?In questa confidenza solo apparentemente banale dell'attrice Martina Colombari c'è tutto il senso della Rivoluzione womenomics, la nuova economia basata sul potere d'acquisto delle donne, che sta spopolando in diversi saggi pubblicati negli Usa e che ha la sua pietra miliare nel libro omonimo di Avivah Wittenberg-Cox e Alison Maitland, da domani in libreria anche in Italia (edito dal Gruppo 24 Ore).?Ecco, analizzata con il filtro del libro, la traduzione della frase di Martina Colombari, volontaria e testimonial della Fondazione Rava, relatrice alla presentazione del volume, lunedì 8 marzo a Milano. «Io, detentrice del know-how e della disponibilità economica, chiedevo funzionalità e sono stata irrisa da un consulente che ne sapeva meno di me. Comunque, decido io. Ma ho perso tempo e penso che una donna, che conosce di più le esigenze di un'altra donna, mi avrebbe fatto sentire più compresa».?E se i "problemi di genere", il diffuso sessismo di cui l'Onu accusa l'Italia, la carenza di donne ai vertici e persino la crisi economica fossero causate dalla sindrome lost in translation? Vale a dire, parafrasando il film del 2004, la scarsa capacità delle organizzazioni rappresentate prevalentemente da uomini di comunicare con il mercato, che ormai in maggioranza è costituito da donne? È questa una delle tesi più convincenti del saggio di Wittenberg-Cox, presidente dell'European professional women's network, e di Maitland.?È evidente, sostengono le autrici, lo scollamento tra l'offerta di prodotti e servizi e la domanda dei maggiori decisori d'acquisto (negli Usa per l'83% dei beni di consumo, nel Regno Unito per l'80% e si stima in Italia per il 70%, fonte Cunningham e Roberts). Ma, in fondo, che cosa chiedono queste consumatrici, definite da Chan Kim e Mauborgne «un oceano blu di opportunità in gran parte inesplorate, sia come fonti di talento sia come nuovo spazio di mercato»? Attenzione al design (sia nello sviluppo del prodotto sia nel marketing), semplicità d'uso (senza indulgere in tecnologismi fini a se stessi), cura dei dettagli. «Proprio come i prodotti Apple, che hanno tutte le caratteristiche dei marchi female-friendly» e non a caso sono premiati dal mercato, scrivono le autrici di Rivoluzione womenomics.?Sembra facile. Invece, secondo Silverstein e Sayre di Bcg (Women want more, 2009, in arrivo da Etas) buona parte dei prodotti e servizi sul mercato sono time-consuming, o poco curati nel design, o con prezzi o tariffe non comparabili, o disegnati per profili di rischio più adatti agli uomini (nel caso di prodotti finanziari). Oppure non esistono del tutto, come negozi e ristoranti con postazioni gioco per bimbi, polizze per finanziare gli studi, servizi di cura privati a costi ragionevoli e alta qualità.?Il risultato? Le donne spendono meno di quanto potrebbero. Nel dubbio, si paralizzano. Lo dimostra una ricerca citata nel volume, secondo cui l'elettronica di consumo inglese avrebbe perso nel 2007 ben 665 milioni di euro di mancati introiti per l'incapacità di connettersi con le clienti.?Le donne ormai producono il 40% del Pil dei paesi sviluppati. E lo sanno. Quindi basta parlare di pari opportunità: it's the economy, stupid! Questo, sembrano dire le autrici. Nessuna quota rosa, nessuna discriminazione positiva. Serve invece un cambio di cultura radicale, a partire dalle imprese. Per le quali non deve valere il motto “Think pink”, come evidenziato anche da Johnson e Learned: non serve dipingere di rosa un prodotto per proporlo al pubblico femminile. ?Bisogna invece adottare il bilinguismo di genere, bandendo pregiudizi e stereotipi nella fase di progettazione, vendita, organizzazione del lavoro. Le imprese devono rendere i loro beni e i loro valori più rispondenti alle esigenze tanto degli uomini quanto delle donne: «In una parola, devono essere più umane», scrivono le autrici. Umanità chiesta anche da Kay e Shipman nel volume appena pubblicato da Cairo editore. ?Di certo «è più facile capire le clienti se si ha qualche donna in più ai piani alti». E qui s'innesta il discorso sul deficit di leadership femminile nella e nelle società, a causa del «soffitto di cristallo» che impedisce l'accesso ai vertici o del «labirinto di cristallo», come viene definito sull'Harvard business review, o dei «tetti d'amianto» come li chiamano Wittenberg-Cox e Maitland, per far capire quanto questa polverina di anti-meritocrazia stia avvelenando l'economia.?In fondo, è la stessa conclusione alla quale è arrivata Martina Colombari: una donna mi avrebbe capita di più. Ed è il motivo per cui Luxottica sta procedendo nel piano per arrivare al 30% di donne nelle posizioni chiave, con l'obiettivo di servire meglio il 60% di clienti. Più donne ai vertici per convincere le donne a spendere di più: dalla crisi si può uscire anche così. Tutti insieme, ma parlando una lingua comune. Non girando il remake di Lost in translation.
Rivoluzione womenomics ?Avivah Wittenberg-Cox, Alison Maitland?Il Sole 24 Ore Libri, 344 pagine, 19 €??L'incontro ?La presentazione dell'edizione italiana del volume si svolgerà lunedì 8 marzo (ore 18), nella sede del Sole 24 Ore (via Monte Rosa 91, Milano). Sarà presente anche l'autrice Avivah Wittenberg-Cox.
3 MARZO 2010

 

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2010/03/Rivoluzione-womenomics_2.shtml

FLUSSI MIGRATORI/UNO SCIOPERO CONTRO LE PAURE

il sole 24ore
28 2 2010

Nella Francia della fine anni 50, in piena guerra d'Algeria e all'inizio dei flussi migratori di origine maghrebina, un celebre comico francese scomparso oltre trent'anni fa, Fernand Raynaud, aveva intuito le difficili relazioni intercomunitarie tra francesi e immigrati.

Egli rappresentò la questione in uno sketch, divulgato dalla nascente televisione nazionale: in un villaggio nel cuore della Francia un contadino va in panetteria a comperare le baguette e inizia a conversare con il panettiere, dicendo che non riconosce più il suo villaggio perché ci sono troppo stranieri; una settimana dopo, come di consueto, il contadino va per comperare le sue baguette ma trova la panetteria chiusa. L'unico panettiere del villaggio se n'è andato, e il contadino viene a sapere che il panettiere era in realtà straniero, e che aveva preferito andarsene con l'intera famiglia a causa del clima di ostilità verso gli stranieri. Ora gli abitanti del villaggio si ritrovano a dover percorrere oltre dieci chilometri per comperare le loro baguette.

La morale della storia è che anche lo straniero può essere indispensabile alla comunità, ma talvolta le paure nei suoi confronti sono tali che possono distruggere ogni equilibrio.

Lo sciopero degli immigrati di domani ha qualcosa d'inconsueto, perché gioca sul registro della paura e dell'indispensabilità. Penso che, anche se lo sciopero è una delle forme meno utili di contestazione, sia importante capire perché l'immigrazione intenda usare questo sciopero come una forma di disobbedienza civile.

La nozione d'immigrazione è probabilmente una delle più fragili e delle più complesse da trattare, al di là di ogni specificità culturale o linguistica, semplicemente perché contiene la nozione di frontiera; e la figura dell'immigrato riassume nella propria posizione la differenza tra nazionale e non nazionale. Ho più volte affermato e scritto che l'immigrato rappresenta la figura dello straniero nella Bibbia, e che le società europee trovano enorme difficoltà a comporsi con l'immigrazione, il cui tessuto antropologico e le cui caratteristiche sono molto cambiate fra il secolo scorso e gli ultimi anni.

Fra il XIX e la prima metà del XX secolo la gran parte dell'immigrazione era intraeuropea (comprendendovi gli Stati Uniti). Oggi invece, oltre il 56% dei flussi migratori nei 27 paesi dell'Unione Europea origina da paesi non europei. E nell'attuale contesto di preoccupante recessione economica, di disoccupazione in crescita esponenziale e di denatalità, la paura tende ad essere il comune denominatore nel trattare le questioni migratorie.

Anche l'alterazione demografica in atto in Occidente tende a provocare resistenza nei confronti dell'immigrazione e crea un clima di forte disagio per gli immigrati. Di fronte a essa le opinioni pubbliche si dividono: da un lato la visione conservatrice di chi pensa che la combinazione fra un'importante immigrazione e una debole natalità altererebbe definitivamente l'identità originaria del paese; dal lato opposto un'interpretazione più liberale, per cui l'immigrazione avrebbe un ruolo importante da svolgere proprio per riequilibrare i rapporti generazionali, e per cui lo sviluppo di politiche d'inclusione e d'integrazione aiuterebbe il dialogo delle culture e diluirebbe le differenze culturali.

Nella situazione attuale abbiamo opinioni pubbliche divise e dottrine che si rimandano a vicenda ipotesi e giudizi; ma si dovrebbe andare oltre e guardare a un paese come gli Stati Uniti, che ha fatto della diversità culturale la genesi dello stato-nazione.

Anche includendo popolazioni non europee - arabi, africani, asiatici - l'America non si è arabizzata, non si è africanizzata, non si è asiatizzata; non è a metà strada fra Oriente e Occidente, è semplicemente l'America, un Occidente che ha saputo, anche con grande difficoltà, riformulare il suo ethos fondativo. Il reale sincretismo culturale che possiamo riconoscere nel jazz, nelle arti, nella letteratura, nei laboratori universitari è frutto della capacità di comporre ciò che un tempo era immigrazione e che con faticose politiche d'inclusione si è trasformato in un'autentica cultura americana.

Forse la cultura europea di domani potrà plasmarsi sulla musica di Mozart, ma anche sul rap e sulla letteratura delle nuove minoranze nazionali. Il dibattito per ora resta aperto, duro e difficile. Ma avrei preferito, al posto di uno sciopero, ascoltare o leggere il racconto del disagio; perché gli scioperi passano, ma la letteratura rimane e segna i nostri difficili tempi.

di Khaled Fouad Allam

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/28-febbraio-2010/flussi-migratori-sciopero-contro-paure.shtml?uuid=a40b3ab6-2469-11df-8906-310c0aabc48b&DocRulesView=Libero

ilsole24ore.com
21 2 2010

Per anni hanno svolto la loro professione soltanto in specifici servizi giudiziari riservati alle donne. Ma a breve le "avvocatesse" dell'Arabia Saudita potrebbero essere autorizzate ad esercitare la loro attività anche in tribunale. L'indiscrezione, che è clamorosa per un paese conservatore come l'Arabia saudita che applica la sharia con una netta separazione tra uomini e donne, è stata riferita ieri alla stampa dal ministro della giustizia Mohammed al Issa e nella sostanza va ad eliminare, seppur parzialmente, dei paletti rigidi che per decenni hanno caratterizzato il sistema del paese. Il ministro ha infatti dichiarato che il dipartimento di riferimento avrebbe allo studio una normativa che consentirebbe alle legali – che attualmente possono esercitare la loro attività esclusivamente in alcuni servizi giudiziari riservati alle donne – di occuparsi di particolari cause legate al diritto di famiglia. Nello specifico alla categoria delle avvocatesse potrebbe essere riservata la rappresentanza delle donne in tribunale nell'ambito delle cause legate ai divorzi, oppure a quelle relative all'affidamento dei figli o ancora in materia di pensione. Un ambito, dunque, che resta limitato, ma che garantirà per la prima volta il debutto delle donne nei Tribunali dell'Arabia Saudita, paese dove tutti i giudidi sono rigorosamente uomini. Oltre a questa normativa, in Arabia Saudita è in corso una riforma della giustizia con la creazione di tribunali specializzati, anche in affari familiari, in cui potranno esercitare anche le donne avvocato.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2010/02/donne-avvocato-arabia-saudita-esercitano-tribunale.shtml?uuid=eb287dcc-1efc-11df-973b-d71534057fb5&DocRulesView=Libero

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21 2 2010

L'immigrazione non è come a'nuttata. Non passa. Una verità confermata dagli ultimi dati Eurostat dell'11 febbraio scorso sulle rimesse monetarie che i lavoratori stranieri hanno inviato dall'Europa verso i paesi di origine. Nel 2008, nonostante la crisi economica deflagrata nella seconda metà dell'anno, sono infatti cresciute, anche se di poco, rispetto al 2007 passando da 31,3 a 31,8 miliardi di euro.

Cifre importanti in valore assoluto, ma che assumono ancor maggiore significato se si considera che nel giro di appena quattro anni sono quasi raddoppiate rispetto ai 19,4 miliardi del 2004. Che la loro componente extra-europea è di gran lunga quella maggioritaria e con la più forte crescita (nel 2008 rispetto al 2004 le rimesse infracomunitarie sono passate da 7,9 a 9,3 miliardi, mentre quelle dei lavoratori non comunitari sono salite, nello stesso periodo, da 11,5 a 22,5 miliardi). Che nella classifica per paesi 2008, le rimesse dall'Italia occupano, come già nel 2007, il secondo posto dietro la Spagna e distanziano di molte lunghezze quelle effettuate da paesi d'immigrazione storica come la Francia e la Germania. Soprattutto per quanto riguarda i flussi monetari diretti al di là dei confini della Ue. Che dire? Almeno due cose.

La prima riguarda il nostro paese. Il sovrappiù di difficoltà che l'Italia evidenzia nel governo dell'immigrazione deriva, oltre che dalle sue storiche e ben note inadeguatezze gestionali e amministrative, dall'impressionante rapidità e dai ritmi assai accelerati con cui questo fenomeno ha preso da noi prima piede e poi forma. Un processo che altrove ha avuto i tempi della storia da noi è invece avvenuto in meno di venti anni. Con il risultato di farci scalare d'un balzo, anche se impreparati, le prime posizioni della hit parade mondiale delle nazioni d'immigrazione.

La seconda riguarda, invece, il modo d'essere e di funzionare dell'immigrazione. Cominciamo col dire che le rimesse non vengono effettuate dagli ultimi arrivati, ma dallo stock di quelli già da tempo presenti. Se il ciclo negativo dell'economia rallenta l'arrivo dei primi, il vero perno restano i secondi. Tenuto conto anche del fatto che, essendo le rimesse una frazione relativamente piccola dei redditi degli immigrati, la loro gestione presenta caratteristiche di flessibilità in grado di fronteggiare anche i momenti meno positivi del ciclo economico.

Ma soprattutto, altro fattore che dà continuità alle rimesse, nonostante abbiano preso piede in Europa come in altre parti del mondo politiche di forte restrizione agli ingressi, l'immigrazione già presente si è andata nel tempo stabilizzando, allungando di molto gli anni medi di permanenza all'estero. Con l'aggiunta che il timore di un possibile "tutti a casa", rafforzato proprio dalla crisi, ha spinto molti a inviare verso la madrepatria quanto più denaro possibile.

Ultimo e più inquietante tassello di questo quadro è rappresentato dall'imponente area del lavoro nero e irregolare, soprattutto nei servizi, che cresce proprio nei momenti più acuti di crisi. E per il quale non c'è nulla di meglio e di più appetibile della disponibilità quasi assoluta di coloro, come gli immigrati, che pur di guadagnare rinunciano, più facilmente dei nazionali, alle coperture previdenziali e assicurative e a qualche ora di pausa in più.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/20-febbraio-2010/pil-calano-rimesse-aumentano.shtml?uuid=a1abb932-1dfa-11df-811a-845fb99a3eb4&DocRulesView=Libero

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