D.i.r.e.
07 03 2013

L’associazione nazionale D.i.Re – Donne in Rete contro la Violenza celebra l’8 marzo: sono tante le iniziative dei  centri antiviolenza che avranno le  “Porte aperte” per far conoscere le proprie attività, altri saranno impegnati in attività di sensibilizzazione sul fenomeno della violenza. Un’importante iniziativa che si svolgerà a livello nazionale dal 7 al 17 marzo, è “Non voglio la mimosa, voglio dire basta!” realizzata da Groupon  con una raccolta fondi a sostegno dei centri antiviolenza. Sul portale www.groupon.it si potranno devolvere 3 euro a D.i.Re .

I Centri dopo vent’anni di impegno sul problema della violenza contro le  donne hanno ottenuto una maggiore attenzione da parte delle istituzioni ed il riconoscimento dell’efficacia del loro lavoro.

Venerdì 8 marzo, al Quirinale, si svolgerà la celebrazione della “Giornata Internazionale della Donna” e Titti Carrano è stata invitata in qualità di presidente dell’associazione nazionale D.i.Re.

Ma l’attuale situazione politica e l’incertezza della durata del futuro esecutivo potrebbe incidere negativamente sulle vittime di violenze e di  maltrattamenti. L’associazione nazionale D.i.Re  chiede ai futuri  Governo e Parlamento, la realizzazione di  una serie di iniziative per affrontare il fenomeno della violenza contro le donne e i femminicidi. Queste le richieste:

1.    immediata legge di ratifica della Convenzione del Consiglio d’ Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Istanbul 2011) con l’ adozione delle misure prescritte e con interventi concreti e duraturi anche nel programma finanziario di Governo.

2.    rinnovo del Piano nazionale contro la violenza alle donne del novembre 2010, con garanzia di stanziamenti economici adeguati e costanti ai Centri antiviolenza/Case rifugio su tutto il territorio nazionale anche da parte degli enti locali e riconoscimento del livello essenziale di assistenza sociale (LIVEAS) per la violenza contro le donne.

3.    coinvolgimento di D.i.Re come referente nazionale e locale nelle azioni di prevenzione, di formazione e di contrasto sul tema della violenza maschile contro le donne.

4.    rilevazione dei dati sistematica, integrata e omogenea sulla violenza contro le donne su tutto il territorio nazionale e in sinergia tra i diversi attori pubblici e i privati specializzati.

5.    promozione di campagne di sensibilizzazione nazionali e locali per contrastare la violenza maschile contro le donne, rivolte a tutta la popolazione e in particolare agli uomini, vigilando su ogni forma di comunicazione offensiva della dignità delle donne.

Solo un lavoro di rete tra diversi soggetti istituzionali e i centri antiviolenza con  azioni integrate a sostegno delle donne, potrà dare le  risposte adeguate per arginare i numeri della violenza; i dati rilevati nei centri antiviolenza italiani sono un campione significativo che denuncia un fenomeno in crescita mentre i tagli al welfare  penalizzano le donne e i centri antiviolenza.

Nel 2012 sono state oltre 14mila le donne che hanno chiesto aiuto per interrompere situazioni di violenza. Donne che sono  state accolte e sostenute nei progetti dei  centri antiviolenza aderenti a D.i.Re.  

Le donne che nel 2012,  si sono rivolte per la prima volta ad un centro antiviolenza sono state 8968, un numero elevato che conferma la diffusione del fenomeno della violenza sulle donne e la necessità della presenza sul territorio di luoghi preposti a sostegno delle donne. Delle donne che si sono rivolte ai centri antiviolenza la maggioranza erano italiane (68,69% ) sfatando lo stereotipo che la violenza sia più diffusa tra le donne straniere.
Le violenze in ambito familiare sono le più diffuse (88,66%); i maltrattamenti agiti dal partner costituiscono il 60,42% di tutti gli aggressori, mentre gli ex partner risultano essere il 19,36%, un dato che evidenzia come al momento della separazione c’è necessità di strategie di prevenzione di  atti di violenza. 
Il 73,13% delle donne ha subìto violenza di carattere psicologico, nel 59,9% delle situazioni rilevate, le donne hanno riportato episodi di violenza fisica, nel 33,54% si è trattato di violenza economica. Il 15,64% delle donne ha subìto almeno un tipo di violenza sessuale, stupro e rapporti sessuali imposti, e  il 13,27% delle donne sono state vittime di stalking. Infine resta alto il dato sui femminicidi per cui in Italia viene uccisa una donna ogni due o  tre giorni.
Considerando  i dati che mettono in evidenza la pericolosità in cui si trovano le donne, l’offerta dei centri antiviolenza  è inadeguata, solo 32 centri offrono ospitalità in strutture protette o non protette. Resta critica la situazione dei finanziamenti, dei 52 centri considerati nell’indagine, il 74,6% ha tra le fonti di finanziamento diversi enti pubblici, nel 21,2% il finanziamento è irrisorio (< 10mila euro), il 69% dei centri riceve finanziamenti da privati al di sotto del 10mila euro e 7 centri sopravvivono solo attraverso questo contributo.

Roma 7 marzo 2013
    
Per informazioni
Nadia Somma cell. 339.77.189.33
Referente ufficio stampa D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza

MFLA Radio Onda Rossa. Speciale 24 ore No Stop

Saudite, il prezzo del petrolio

  • Giovedì, 07 Marzo 2013 09:42 ,
  • Pubblicato in L'Intervento
Giuliana Sgrena, Il Manifesto
7 marzo 2013

Non c'è dubbio, le donne più maltrattate di questo mondo sono le saudite. Violenze atroci che non vengono documentate per mancanza di informazione, il regno saudita è uno dei paesi più ermeticamente chiusi ai giornalisti stranieri, e per interesse, il paese è un alleato dell'occidente oltre che il principale fornitore di petrolio. ...
Una riunione importante, alla quale l'Italia si presenta con una delegazione capeggiata dal ministro Fornero e diverse Ong del settore, che si sono spese per organizzare eventi e riflessioni sul tema della violenza contro le donne e la relazione genere-sviluppo. ...
Aidos
05 03 2013

AIDOS, Associazione italiana donne per lo sviluppo, rilancia in occasione dell' 8 marzo i suoi progetti internazionali con il sostegno di tre grandi partner che da anni sostengono i progetti AIDOS per le donne, la Feltrinelli, Promod e Coop Adriatica

Cambia il mondo con un libro!

Venerdì otto marzo, compra i tuoi libri nei punti vendita la Feltrinelli o sul sito dell’editrice.

Per ogni libro acquistato darai l’opportunità di leggere anche ad una bambina indiana. AIDOS con un’organizzazione locale ha aperto in uno slum di Calcutta una biblioteca per permettere alle bambine di studiare in un luogo sicuro.

La Feltrinelli devolverà in favore del progetto 10.000 euro e 20 centesimi per ogni libro acquistato.

Per te una buona lettura, per loro un’occasione di vita...

Dal 2006, nella giornata internazionale della donna, Coop Adriatica fa davvero qualcosa di più e devolve a favore dell’Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo, i fondi che prima investiva per regalare le mimose alle clienti e alle dipendenti.

Il sostegno andrà al Centro per la salute delle donne e la prevenzione delle mutilazioni dei genitali femminili di Ouagadougou.

Invece dei fiori, regaliamo opportunità.

Promod per l’8 marzo sceglie Aidos e le clienti scelgono il progetto!

Per il guardaroba primaverile, aspettate l’8 marzo!

La catena di abbigliamento Promod sceglie di donare ad AIDOS parte del ricavato delle vendite realizzate l’8 marzo in tutti i suoi negozi e on line sul suo sito.

Recandovi in uno dei punti vendita Promod e comunicando la parola “femme” riceverete una sorpresa e con un vostro acquisto sosterrete AIDOS.

Ma sarete voi clienti a decidere quale progetto sostenere andando, dal 1 all’8 marzo, sulla pagina Facebook di Promod Italia per esprimere la vostra opinione e votare.

Per promuovere i diritti, la dignità e la libertà di scelta delle donne.

AIDOS - Associazione italiana donne per lo sviluppo

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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