×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 415

A day after dozens of Saudi women challenged the government by driving, the nation watched Sunday to see whether their defiance would be met with arrests or an easing of the country's broad restrictions on women. ...
Non le hanno fermate. E, per chi le segue da anni, c'erano pochi dubbi che ci riuscissero: decine di saudite sono scese instrada al volante delle loro auto ieri, ...
Le donne saudite non si arrendono di fronte alle pesanti punizioni minacciate da governo e vertici religiosi. "Domani (oggi) ci metteremo al volante e attueremo la campagna che abbiamo annunciato. Non ci faremo intimorire" ...

Il Fatto Quotidiano
25 10 2013

Un gruppo di attiviste ha fissato un'intera giornata di lotta contro il divieto di guidare imposto dallo Stato alle cittadine e contro gli stereotipi secondo cui usare l'auto comporterebbe danni a ovaie e utero. "E' necessario dare la possibilità di sostenere l'esame avendo come unico criterio di successo la capacità e non il genere". I contrari: "Questa concessione porterà a comunismo e droga".

"Dio non ha detto che non posso guidare". Arriva dall’Arabia Saudita una nuova ondata di protesta al femminile, che porterà in piazza, anzi in macchina, le voci e le rivendicazioni delle donne arabe. Un gruppo di attiviste saudite ha fissato per il 26 ottobre prossimo la mobilitazione "October 26 driving" un'intera giornata di lotta contro il divieto di guidare imposto alle donne dallo Stato. Per quel giorno tutte le saudite, che hanno solo recentemente conquistato il diritto di girare in bicicletta, sono invitate a uscire in strada e a mettersi al volante.

Sul sito della campagna si chiede di sottoscrivere una petizione che ha già raggiunto oltre 11mila firme:
"Non essendoci alcuna valida ragione per cui lo Stato possa impedire alle donne adulte di guidare la macchina se in grado di farlo – si legge nell'appello - è necessario fornire alle cittadine la possibilità di sostenere l'esame di guida. In caso di mancato superamento, non verrà rilasciata la patente, perché non ci sia alcuna disparità con gli uomini. L'unico criterio di valutazione sarà la capacità di guidare e non il genere".

Nella pagina "How you can help" (come puoi aiutarci) del sito web, si chiede la collaborazione dei lettori per “insegnare a una donna a guidare; stampare il logo della campagna ed esporlo sul finestrino della macchina; pubblicare video e clip audio”. Molti dei filmati caricati su YouTube promuovono veri e propri corsi di guida online. Uno di questi vede come protagonista una donne della campagna “Teach me how to drive” (ossia “Insegnami a guidare”) che spiega come guidare la macchina.

Già nel 2011, venne lanciata una mobilitazione analoga, “Women2drivecampaign”, che imperversò su Twitter con l’hashtag #Women2Drive e su Facebook, a cui seguirono numerose condanne. Risale a quel periodo l’arresto di Manal al-Sharif, un’attivista saudita per i diritti umani che osò sfidare la legge caricando su YouTube un video che la mostrava al volante.

La mobilitazione per il diritto alla guida, che su Flickr consente di pubblicare foto a sostegno della giornata del 26 ottobre, si è intensificata dopo le dichiarazioni di Sheikh Saleh al-Lehaydan, consulente legale e psicologo dell’associazione psicologi del Golfo, che ha parlato di alcuni dati scientifici secondo i quali “la guida delle donne danneggia le ovaie, il bacino e compromette la fertilità.

Di conseguenza, le donne al volante danno alla luce figli affetti da disfunzioni cliniche di diverso grado “. Un hashtag di Twitter,#قيادة_المرأة_تؤثر_على_المبايض_والحوض, che significa “la guida delle donne si ripercuote sulle ovaie e sul bacino”, ha innescato una serie di reazioni tra cui la diffusione via Twitter di un’immagine che mostra come la concessione alle donne del diritto di guidare porterà al comunismo, alla droga e al liberalismo.

In Italia l’Unione delle donne italiane (Udi) in occasione della mobilitazione del 26 ottobre farà pervenire all’ambasciata dell’Arabia Saudita un messaggio di sostegno alle rivendicazioni delle saudite nei confronti della casa regnante e scriverà una lettera alla ministra degli Esteri, Emma Bonino, “augurandoci – afferma Carla Pecis dell’Udi di Catania – che si riesca a costruire nel loro Paese una coesione, oggi inesistente, intorno ai temi del rispetto dei diritti umani e civili”.

Manuela Campitelli

La protesta delle donne che non possono avere la patente

  • Venerdì, 27 Settembre 2013 13:19 ,
  • Pubblicato in Flash news

Giornalettismo
27 09 2013

In Arabia Saudita le donne sono pronte a sfidare ancora una volta il divieto di guidare un’auto. Per il 26 ottobre un gruppo di attiviste ha infatti organizzato una nuova manifestazione di protesta contro il mancato rilascio delle patenti di guida.

Stando a quanto riporta la Cnn una petizione di sostegno all’iniziativa, cominciata sabato, avrebbe raccolto già 11mila adesioni sul web. Il documento delle attiviste denuncia la costrizione ad accettare norme ritenute fortemente discriminatorie.
«Lo stato – si legge – non è un padre o una madre e i cittadini non sono bambini».

LE VECCHIE MANIFESTAZIONI – In Arabia non c’è una legge che esplicitamente impedisce alle donne di mettersi al voltante, ma, di fatto, il governo a livello locale non rilascia loro patenti di guida. La protesta, ricorda la Reuters, arriva dopo due precedenti tentativi. Dopo le manifestazioni di dissenso tenutesi finora alcune donne furono arrestate e costrette a firmare un documento in cui si impegnavano a non guidare.

Nel maggio 2011 l’attivista saudita Manal al-Sharif fu arrestata dopo aver caricato su YouTube un video che la immortalava alla guida di un’auto. Trascorse poi più di una settimana in carcere divenendo in poco tempo un vero e proprio simbolo per numerose donne nel suo paese e in tutto il Medio Oriente.

Pochi giorni dopo l’arresto, il 17 giugno, decine di donne saudite, in suo sostegno, parteciparono alla campagna Women2Drive mettendosi al volante e sfidando ancora il divieto a guidare per le strade delle loro città.

La prima manifestazione risale però al 1991, quando un gruppo di 47 donne protestò guidando per le vie della capitale Riyadh. Dopo essere state arrestate, molte partecipanti furono punite addirittura con la sospensione dal luogo di lavoro.

«Se non hai avuto la possibilità di partecipare nel 1991 o nel 2011, ecco la tua nuova opportunità, il 26 ottobre 2013», fanno sapere gli organizzatori di oggi.

L’APPUNTAMENTO – Una delle prime donne a firmare la petizione è stata Mai al-Swayan, una ricercatrice di economia. Alla Cnn ha raccontato di essere intenzionata a guidare ed effettuare al volante i suoi consueti spostamenti giornalieri.

«Mi limiterò a usare la mia macchina per andare verso la mia destinazione abituale… per portare i bambini al centro commerciale, fare visita ai miei familiari, oppure la spesa».

October 26 Driving, questo il nome dell’ultima iniziativa, vedrà le partecipanti sfilare a bordo di vetture alle quali verrà affisso per l’occasione un particolare marchio distintivo.

Dario Ferri

facebook