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l'Unità
25 09 2015

#FreeNimr arriva a Ginevra, e trova nuovi consensi e argomenti rafforzativi.

Ali al-Nimr è un giovane saudita, condannato a morte da un tribunale di Riad quando aveva 17 anni, oggi ne ha 21. E se non interverranno fatti nuovi fra pochi giorni verrà decapitato e il cuo corpo crocifisso, esposto in pubblico. Una barbarie di Stato.

La campagna lanciata da l'Unità trova ascolto e sostenitori autorevoli ai vertici delle agenzie delle Nazioni Unite che si occupano dei diritti umani e dei minori. ...

la Repubblica
24 09 2015

Un dramma, una distesa di corpi senza vita su una strada, con un bilancio che peggiora ora dopo ora: 717 pellegrini sono rimasti uccisi e più di 800 feriti per la calca che si è formata a Mina, città santa a 5 chilometri dalla Mecca, nel primo giorno di Eid al-Adha, la Festa del Sacrificio.

Due milioni di fedeli sono da giorni in Arabia Saudita per l'Hajj, il pellegrinaggio rituale alla Mecca e considerato il più vasto raduno al mondo. Si tratta del più grave incidente degli ultimi anni, dopo quello del 2006, quando morirono in 364 durante il rito del lancio di pietre, e il secondo della storia, dopo il caso del 1990 con 1.426 morti.

La ressa. Non sono ancora chiare le cause che hanno provocato la calca nell'area, dove sono state realizzate importanti infrastrutture per rendere più facile il movimento del fedeli. La tragedia è avvenuta sulla "strada 204", che si trova tra due campi allestiti dai pellegrini.

Il ministro saudita della Salute, Khaled al-Faleh, ha detto che la tragedia è avvenuta perché i pellegrini tendono a ignorare le istruzioni fornite dai responsabili dell'organizzazione della Festa del Sacrificio. "Molti pellegrini si mettono in movimento senza rispettare gli orari fissati da chi gestisce i riti", ha aggiunto. L'Arabia Saudita ha mobilitato oltre 100.000 agenti di polizia in occasione del pellegrinaggio. Lungo il percorso dei fedeli, il personale militare, assistito dai volontari, si occupa anche della distribuzione di acqua e cibo.

L'Iran ha puntato il dito contro errori della sicurezza saudita: molte vittime sono infatti iraniane. Il responsabile dell'organizzazione iraniana dell'Haji, Said Ohadi, ha riferito che per "ragioni sconosciute" è stata chiusa una strada vicino al luogo della cerimonia, dove poi è avvenuta la calca mortale.

In 25 anni 2.800 morti. La tragedia segue di poco meno di due settimane la morte di un centinaio di fedeli per il crollo di una gru sulla moschea principale, sottoposta da mesi a imponenti lavori di ristrutturazione. L'Hajj, il pellegrinaggio rituale alla Mecca, si è tragicamente trasformato in un bagno di sangue più volte negli anni con migliaia di fedeli rimasti uccisi, per lo più a causa della ressa.

In 25 anni hanno perso la vita 2.800 persone. Nel febbraio 2004, 270 rimasero uccisi sul ponte Jamarat. Nel 2008 morirono 180 persone, mentre furono 340 nel '97 e 270 nel '94. L'incidente più grave - come detto - risale al gennaio 1990 con un bilancio di 1.426 morti, per una ressa in uno dei tunnel che portano ai luoghi sacri della Mecca.

L'Hajj. La festa del Sacrificio è una delle più importanti celebrazioni religiose per musulmani di tutto il mondo. Indossando l'abito tradizionale, due pezzi di stoffa bianca senza cuciture, i pellegrini effettuano il tragitto che collega la Mecca a Mina, attraversando quindi la pianura di Arafat e seguendo il percorso a ritroso. Il pellegrinaggio alla città santa è un dovere per ogni buon musulmano che ne abbia le possibilità, da compiere almeno una volta nella vita.

Cosa succede in Yemen

Un presidente in fuga. Uno "Stato fallito", l'ennesimo in Medio Oriente, teatro di una guerra prima combattuta per conto terzi e successivamente in prima persona. E questo nel cuore del sistema geopolitico delle monarchie del Golfo, dove è ancora custodita la metà delle risorse petrolifere del mondo. È la "polveriera" yemenita. Una polveriera che sta esplodendo con effetti devastanti sull'intera regione. Una guerra che rinsalda vecchie alleanze e ne crea di nuove. Iran contro Arabia Saudita. Sciiti contro Sunniti. Isis contro al-Qaeda
Umberto De Giovannangeli, Left ...

Je suis Badawi

La fustigazione è solo rinviata, per "motivi di salute". Ma la sentenza emessa contro Raif Badawi, arrestato e condannato per presunte offese alla religione, per oltraggio, crimini informatici e persino per aver disobbedito a suo padre, non è stata annullata. È ferma li, sospesa, sempre in agguato. Ieri sera è giunta una notizia confortante. Re Abdullah ha inviato il caso all'esame della Corte Suprema per una eventuale revisione della sentenza.
Michele Giorgio, Il Manifesto ...

Il diritto di guidare

Per arrivare ad accusare di "terrorismo" due ragazze che rivendicano il diritto di guidare l'automobile, bisogna essere (appunto) terrorizzati. [...] Se una società si regge sulla soggezione totale della femmina al maschio, allora ogni donna che guida è un attentato all'ordine costituito, perché disponendo della propria mobilità diventa una persona autonoma, che può decidere dove andare ed è in grado - addirittura - di andarci da sola.
Michele Serra, La Repubblica ...

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