Frontiere news
17 01 2014

Il maggiore evento sportivo del 2014 sarà sicuramente il Campionato Mondiale di Calcio FIFA, che si terrà in Brasile la prossima estate. I riflettori e le telecamere di tutto il mondo saranno puntati sul Paese sud americano per quasi due mesi; l’evento (a cui seguiranno anche le Olimpiadi 2016, a Rio de Janeiro) – che coinvolgerà dieci città, milioni di brasiliani e miliardi di spettatori - testimonia le ambizioni di questo paese, capofila delle economie emergenti.

Ma non è tutto oro quello che luccica: data l’imminenza dei campionati di calcio, il governo dello stato di Rio de Janeiro ha deciso di abbattere, subito e con la forza, il quartiere/favela di Mangueira, complice la sua posizione centrale e la necessità di creare un parcheggio auto che servirà il Maracanà.

In tutto questo, la popolazione (molto povera e costituita principalmente persone di lontana origine africana o discendenti di indios) non ha ricevuto nessun preavviso e zero giorni per potersi organizzare, costringendo i residenti a fuggire e lasciando quel poco che hanno nelle loro case: la popolazione – che non è stata, “naturalmente”, neanche chiamata in causa – ha visto arrivare ruspe e bulldozer sotto casa, distruggendo subito una dozzina di baracche; i residenti hanno protestato ma hanno ricevuto in risposta solo l’invio di centinaia di poliziotti che, secondo molte testimonianze (anche video e fotografiche), non hanno esitato a rispondere con inaudita violenza alle proteste degli abitanti.

E sono state proprio queste violenze che hanno fatto scattare lo sdegno del mondo: nei video e nelle foto si vedono le forze di polizia che puntano le loro armi contro i manifestanti, soprattutto contro quelli che protestavano in maniera pacifica chiedendo semplicemente spiegazioni, e, durante una serie di manifestazioni contro lo sfratto, i militari non hanno esitato a lanciare lacrimogeni ed addirittura granate direttamente nelle case.

Il municipio della città brasiliana aveva promesso che il quartiere non sarebbe stato toccato dai lavori per la Coppa del Mondo, ma evidentemente i piani sono cambiati in corsa e Mangueira è diventato un quartiere chiave; la stessa cosa è successa in altri quartieri, come ad esempio a Moro Sao Joao, dove i residenti avevano protestato per l’interruzione della corrente a tempo indeterminato, ricevendo in cambio la stessa risposta, ossia l’invio di forze di polizia fortemente armate.

Ci sono varie organizzazioni che si stanno occupando di questa nuova emergenza, come ad esempio l'Organização Anarquista Terra e Liberdade OATL, che non è stata solo la prima a denunciare la violenza dei poliziotti, ma ha evidenziato il fatto che il governo, mesi fa, dichiarò che non c’erano abbastanza fondi per la costruzione di scuole ed ospedali nel quartiere (dove si vedono ancora mamme che partoriscono in strada senza neanche il minimo di assistenza sanitaria), mentre si sono trovati subito miliardi di Real per la costruzione di nuove ed avveniristiche infrastrutture.

Il movimento NO WORLD CUP riunisce tutte le voci contro l’organizzazione dei Mondiali di Calcio in Brasile: non sarebbe infatti solo Rio ad essere interessata da violenze e soprusi contro la popolazione, ma in altre parti del pese le scene sarebbero le stesse.

Anche nella città settentrionale di Manaus, in Amazzonia, sarebbero stati sfrattati decine di abitazioni indigene per la costruzione del nuovo stadio “Vivaldao – Arena Amazzonia”.

Emiliano Rossano

Piaceva a tutti (Lorenzo Longhi, L'Unità)

  • Venerdì, 10 Gennaio 2014 00:00 ,
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Il coming out dell'ex centrocampista della nazionale tedesca e della Lazio Thomas Hitzlsperger, che dopo il ritiro ha rivelato la propria omosessualità in un'intervista a Die Zeit, magari non spezzerà il perdurante tabù omofobo del calcio, intanto però rappresenta un altro piccolo passo avanti. ...
Nina non ha paura di sbagliare un calcio di rigore, perché mister Jo glielo ripete di continuo e all'occorrenza glielo canta, come nella canzone di De Gregori: "Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia". ...

La guerra degli ultras: Roma invasa da scritte antisemite

  • Venerdì, 06 Dicembre 2013 11:41 ,
  • Pubblicato in Flash news

Globalist
06 12 2013

In passato la scritta "Anna Frank tifa Lazio", adesso a Monti con la maglia giallorossa della Roma. La vergogna non ha limiti.

Ennesimo atto di razzismo legato al mondo delle tifoserie calcistiche. Su alcuni cartelli stradali e muri di Roma, in particolare nel quartiere centrale di Monti, sono comparsi degli adesivi che ritraggono Anna Frank con indosso la maglia della Roma.

I commercianti e gli abitanti della zona hanno protestato, chiedendo la rimozione di questi adesivi, anche se molti sono presenti in altre zone della Capitale.

Ma questa è soltanto l'ultimo episodio relativo alla ragazzina ebrea morta nei campi di concentramento: in passato erano comparsi degli striscioni con la scritta "romanista ebreo, ecco la tua stella", mentre ai laziali venne scritto in un derby "Auschwitz la vostra patria, i forni le vostre case" oppure "Anna Frank tifa Lazio".

Le offese di Lotito alla collega di Lira Tv

  • Venerdì, 25 Ottobre 2013 13:59 ,
  • Pubblicato in Flash news

GiULiA
25 10 2013

"Sta dicendo un sacco di corbellerie", "Confonde il pallone con il calcio", "Siccome lei di calcio non capisce niente", "Ma de che parli". Queste sono alcune delle frasi che Claudio Lotito, presidente della Lazio e co-proprietario della Salernitana, ha rivolto alla giornalista di LiraTV Francesca De Simone che lo intervistava domenica 20 ottobre, al termine della partita di Lega Pro prima divisione con il Viareggio.

In 2 minuti e 12 secondi, tanto dura la sfuriata di Lotito visibile sul sito di Repubblica, il presidente non risponde alle domande della giornalista, ma sembra quasi che, in quanto donna e, quindi, secondo lui, ignorante in fatto di calcio, egli si senta in dovere di spiegarle come funziona questo sport. Roba da maschi, mica per giornaliste. Glielo dice senza mezzi termini: "Siccome lei di calcio non capisce niente".

Forse nell'immaginario di Lotito le donne che frequentano il calcio possono essere soltanto vallette (meglio se mute) o aspirare a diventare la moglie del bomber di turno.

Non è così, per fortuna. Negli ultimi trent'anni tante colleghe raccontano lo sport più popolare in Italia, dai campi della A a quelli delle serie minori, dagli schermi delle tv nazionali e locali, dalle pagine dei quotidiani sportivi e non.

Lotito cerca di imporre il suo punto di vista, parla a ruota libera, non ascolta le domande che De Simone continua a fargli senza, peraltro, lasciarsi impressionare dal presidente sempre più fuori controllo. Lei non demorde e, alla fine, lo insegue, ma lui, tornando sui suoi passi, parla e gesticola in modo sempre più esagitato.

Se al posto della collega De Simone ci fosse stato un uomo, Lotito si sarebbe comportato allo stesso modo?

Il presidente appartiene a quella categoria di patron che spesso si sentono in dovere di strapazzare il giornalista di turno. In particolare, le sfuriate di Lotito sono ben note: su Youtube c'è una vasta casistica (ad esempio le liti con Enrico Varriale nei programmi sportivi della Rai come questa oppure un'altra sfuriata andata sempre in onda su LiraTV). A rivederle dopo questa recente a Salerno, colpisce il fatto che Lotito, quando ingaggia lo scontro con i giornalisti, pur arrabbiandosi, non raggiunge l'aggressività manifestata con De Simone.

Sulla vicenda è intervenuto anche l'Ordine dei Giornalisti della Campania ed il presidente Ottavio Lucarelli ha dichiarato in una nota che "Nessun ruolo proprietario o dirigenziale può giustificare questi gravi atteggiamenti che l'Ordine ha sempre censurato con forza".

Mara Cinquepalmi

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