Femminicidio, una strage che allunga la sua ombra

  • Domenica, 16 Luglio 2017 06:43 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
Femminicidio ViolenzadonneBia Sarasini, Il Manifesto
15 luglio 2017

Quando Maria Tino lo aveva lasciato, il marito le aveva inferto 25 coltellate, a cui lei era sopravvissuta. Meno di un anno dopo, il 13 luglio, il nuovo compagno la uccide con tre colpi di pistola. Maria aveva 49 anni, l’omicida 61. Giovane, 25 anni, Riccardo Madau.
L’uomo ieri si è gettato da un cavalcavia a Cagliari, pensando di avere ammazzato a pugni in faccia Manuela Picci, 26 anni, ora in coma all’ospedale.
StalkingVirginia Della Sala, Il Fatto Quotidiano
1 luglio 2017

Il copione è sempre lo stesso: fatta la legge, trovato il buco, messa la toppa.
È l’articolo 162 ter del ddl penale (relatrice la deputata dem Donatella Ferranti) approvato a metà giugno che, di fatto, depenalizza molti casi di stalking.
Sintetizzando: grazie a questa nuova norma potrebbe bastare pagare una somma stabilita dal giudice (prima di andare quindi a processo) e il reato sarebbe estinto.

Diritti donne lavoroChiara Cruciati, Il Manifesto
18 giugno 2017

Il dato potrebbe stupire: il Medio Oriente è la regione al mondo con la più alta percentuale di lavoratrici domestiche. Quasi tutte migranti. Tra Golfo e Levante l’Organizzazione Mondiale del Lavoro ne conta 1,6 milioni, quasi il doppio (2,5 milioni) secondo l’International Trade Union Confederation.

Orfani di femminicidio, la legge subito

Bambini femminicidioRachele Gonnelli, Il Manifesto
21 aprile 2017

Bambini e minori che hanno assistito alle violenze domestiche anche per anni e spesso si trovano ad essere testimoni dell’atto finale, il padre o il compagno della madre che la uccide. Il dopo resta al momento un pozzo oscuro, una situazione kafkiana che si sovrappone al lutto e allo shock,
Tratta Prostituzione migrantiRachele Gonnelli, Il Manifesto
11 febbraio 2017

"Le donne migranti vittima di tratta hanno bisogno di tempo per ricostruire un diverso cammino della loro vita e non possono essere rimpatriate in Libia o in Nigeria in tutta fretta, perché verrebbero ritrafficate. Hanno bisogno di progetti per un ritorno in dignità". Suor Eugenia Bonetti spiega così perché non vede di buon occhio gli ultimi provvedimenti del governo Gentiloni sull’immigrazione.

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