La vita di inferno dentro i "mezra", lager per i migranti

  • Lunedì, 29 Maggio 2017 08:02 ,
  • Pubblicato in L'ESPRESSO
Migranti detenuti in LibiaGiovanni Tizian, L'Espresso
29 maggio 2017

I trafficanti li chiamano "mezra". Magazzini, in arabo. Spesso sono vere e proprie prigioni fuori da ogni regola, carceri private, gestite dai boss del traffico di esseri umani. Che in queste strutture sparse per la Libia non custodiscono merce qualunque, ma donne, bambini, uomini. Seviziati con la corrente elettrica, picchiati con tubi di gomma, senza cibo per giorni, le ragazze stuprate.
Spari sui migranti (foto da Jugend Rettet)25 maggio 2017

Martedì pomeriggio, durante le operazioni di soccorso della ONG "Jugend Rettet", la Guardia Costiera libica ha attaccato due imbarcazioni di migranti con armi e violenza. I passeggeri delle imbarcazioni sono stati riportati in Libia attraverso un'azione illegale.

Teniamo aperti, dentro di noi, gli occhi di Saffie

  • Mercoledì, 24 Maggio 2017 07:34 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
the-three-sphinxes-of-bikiniSarantis Thanopulos, Il Manifesto
24 maggio 2017

Una bambina di 8 anni guarda all'obiettivo della macchina fotografica che la immortala, in primo piano. Ha gli occhi grandi, sorride, lo sguardo e l'espressione del suo viso si distendono insieme alla bocca. Appena un po’ di compiacenza di sé, sa di essere carina.

Tortura, nella vostra legge "tutto il male del mondo"

  • Giovedì, 18 Maggio 2017 07:46 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
Keith Haring TorturaLuigi Manconi, Il Manifesto
18 maggio 2017

Non ho partecipato al voto sull'introduzione del delitto di tortura nel nostro ordinamento perché ritengo che quello approvato non sia un testo mediocre: è né più né meno che un brutto testo.

La scala delle gravità e il senso del rigetto

  • Martedì, 16 Maggio 2017 16:46 ,
  • Pubblicato in COMUNE INFO
Salvador Dalì, TempoMimmo Cortese, Comune-info
15 maggio 2017

Le dichiarazioni di Debora Serracchiani, dopo l’orribile stupro di una ragazza triestina di 17 anni, fanno rabbrividire. Questo delitto diventa "socialmente e moralmente ancor più inaccettabile" perché è stato commesso da un profugo iracheno, dice la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia.

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