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Tratta Prostituzione migrantiRachele Gonnelli, Il Manifesto
11 febbraio 2017

"Le donne migranti vittima di tratta hanno bisogno di tempo per ricostruire un diverso cammino della loro vita e non possono essere rimpatriate in Libia o in Nigeria in tutta fretta, perché verrebbero ritrafficate. Hanno bisogno di progetti per un ritorno in dignità". Suor Eugenia Bonetti spiega così perché non vede di buon occhio gli ultimi provvedimenti del governo Gentiloni sull’immigrazione.

"Giustizia per Théo", vittima delle violenze della polizia

  • Mercoledì, 08 Febbraio 2017 11:11 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
Giustizia per ThéoAnna Maria Merlo, Il Manifesto
8 febbraio 2017

Il mondo politico, assorbito dalle presidenziali e dalle rivelazioni del Penelopegate, relegando in secondo piano i problemi delle banlieues, ha tardato a reagire al terribile episodio di violenze della polizia avvenuto giovedì scorso a Aulany-sous-Bois, a nord di Parigi.
Cyberbullismo e bullismoAlex Corlazzoli, Il Fatto Quotidiano
7 febbraio 2017

Trascorrono più di cinque ore al giorno in rete, non hanno alcun timore ad insultare i compagni dietro a smartphone e pc ma hanno una gran paura di ricevere richieste sessuali da adulti o di essere molestati nelle App di gioco.

Russia, picchiare moglie e figli non sarà più un reato

  • Sabato, 28 Gennaio 2017 15:04 ,
  • Pubblicato in REPUBBLICA

Violenzadonne in RussiaRosalba Castelletti, La Repubblica
27 gennaio 2017

La chiamano la "legge sugli schiaffi", per le donne è invece un "incoraggiamento ai tiranni in casa". Dopo la scontata approvazione di stamattina in terza lettura, la legge che depenalizza le violenze domestiche in Russia passerà al Senato e poi sul tavolo del presidente russo Vladimir Putin e diventerà presto effettiva.

Giulio Regeni, vogliamo la "verità di scomodo"

  • Mercoledì, 25 Gennaio 2017 10:09 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
Verità per Giulio RegeniRiccardo Noury, Il Manifesto
25 gennaio 2017

C'è poi la verità che da 365 giorni in tantissimi, e non solo in Italia e in Egitto, chiedono: la "verità di scomodo". Quella che contenga i nomi di chi ha ordinato la tortura e l'uccisione di Giulio, di chi ne è stato materialmente esecutore, di chi ha coperto, di chi ha depistato. Fino a quando quella verità non verrà fuori, i rapporti tra Egitto e Italia dovrebbero restare "anormali".

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