Quei 1.600 orfani del femminicidio

  • Giovedì, 22 Settembre 2016 08:22 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
Bambini orfani femminicidioRachele Gonnelli, Il Manifesto
22 settembre 2016

Tremano, si isolano, hanno incubi, disturbi dell'attenzione a scuola, aggressività improvvise, balbuzie, psoriasi. "Si sentono sciagurati, hanno continuo flashback, si colpevolizzano".
Agnese – "il mio cognome non interessa sono solo una delle tante" – è una zia affidataria di due orfani di un femminicidio

"Questa legge non tutela i minori, hanno tradito Carolina"

  • Mercoledì, 21 Settembre 2016 10:14 ,
  • Pubblicato in LA STAMPA
Cyberbullismo e bullismoElisabetta Fagnola, La Stampa
20 settembre 2016

Paolo Picchio si sente tradito. "E hanno tradito Carolina, mia figlia. Siamo anche andati dal Papa per sostenere il testo della legge approvata all'unanimità al Senato, e invece niente, non ci aspettavamo uno stravolgimento di questo genere".

La cecità che uccide

  • Sabato, 17 Settembre 2016 06:52 ,
  • Pubblicato in IL MANIFESTO
Internert e bullismoSarantis Thanopulos, Il Manifesto
16 settembre 2016

Con la morte della giovane spinta al suicidio da quell'entità impersonale, e per definizione irresponsabile, chiamata "rete", tutti i nodi vengono al pettine, ma è ragionevole dubitare che, passato il clamore mediatico, saranno affrontati veramente. La "rete" è un mostro che si nutre dei suoi crimini, diventa più potente.

La mia Carolina uccisa da 2.600 like

Frida Kahlo, Il piccolo cervoPaolo Picchio, Il Corriere della Sera
16 settembre 2016

Sono il papà di Carolina, quella ragazzina meravigliosa che manca a me e al mondo da una notte di gennaio del 2013. Mia figlia aveva 14 anni, si è uccisa perché dei giovanotti poco più grandi di lei, dopo averla molestata sessualmente e aver filmato ogni scena, hanno messo tutto su Internet.

"Regeni marchiato e seviziato per giorni dai suoi aguzzini"

  • Giovedì, 08 Settembre 2016 08:08 ,
  • Pubblicato in REPUBBLICA
Verità per Giulio RegeniCarlo Bonini e Giuliano Foschini, Repubblica
8 settembre 2016

Il corpo di Giulio Regeni è stato usato come una lavagna dell'orrore. Quattro, forse cinque lettere, tracciate da una lama in cinque punti diversi documentano incontrovertibilmente quello che a tutti era apparso da subito evidente. Nessun incidente.

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