che possa pretendere la castrazione di Stato come presupposto per la rettificazione di genere.
L’associazione Libellula, che presiedo, ha partecipato al giudizio di costituzionalità, insieme all’Osservatorio Nazionale per l’Identità di Genere ed al MIT di Bologna, fornendo alla Corte una serie di informazioni psicologiche e sociologiche, che potessero guidarne le scelte: abbiamo fornito argomenti e materiale sullo “stigma strutturale o istituzionale”, come atteggiamento collettivo dell’intera società nei confronti di persone che si pongono in posizioni di differenza rispetto al sentire comune.
Abbiamo invitato le Istituzioni italiane ad attivarsi per rimuovere questo atteggiamento e restituire dignità a chi, per circostanze assolutamente naturali, percepisce di appartenere ad un genere diverso da quello assegnato alla nascita: la risposta della Consulta ci rallegra, ma non costituisce la soluzione di tutti i problemi.
Ci sono cambiamenti ancora necessari nella gestione dei problemi che le persone transessuali vivono quotidianamente a causa dell’impreparazione e dell’inerzia delle Istituzioni e della società italiane, nel campo sanitario, nel campo della cultura, nel settore carcerario, nella scuola e nel mondo del lavoro. Per non parlare dei sempre più numerosi delitti a sfondo trans-fobico, che, come associazione, registriamo settimanalmente sul territorio del Lazio.
Anche il Parlamento europeo, nell’aprile di quest’anno, ha invitato gli Stati membri ad affrontare e risolvere le questioni, anche di ordine pratico, che finiscono per continuare ad impedire alle persone trans di vivere dignitosamente la propria esistenza.
In questo clima di maggiore attenzione a queste problematiche, è compito di tutti attivarsi per favorire un pieno riconoscimento di quella dignità e di quei diritti.
*** A Roma il Transgender Day of Remembrance sarà ricordato con 2 appuntamenti:
Giovedì 19 novembre
Consiglio Municipale Roma I Centro e Conferenza Stampa
Via della Greca, 5
Venerdì 20 Novembre ore 19.00
Candlelight Stazione Termini
Via Giolitti
Leila Pereira, Zeroviolenza