Ingenere
07 05 2014
Negli ultimi dieci anni i licenziamenti degli amministratori delegati ammontano a meno di tre su dieci tra gli uomini e a due su cinque tra le donne. Questi sono i dati che riporta il Financial Times, riprendendo uno studio fatto nel 2013 sulle 2500 maggiori società pubbliche per valore di mercato. Per-Ola Karlsson, co-autore dello studio realizzato da Strategy&, individua due cause principali del licenziamento a grande maggioranza femminile.
Da un lato c’è il fattore “beneficio del dubbio”: molte compagnie sono state spesso spinte ad assegnare ruoli di spicco alle donne, andando incontro a rischi effettivi e consistenti pur di avere una donna come amministratrice delegata. Dall’altro c’è il fatto che lo spazio delle riunioni rimane fortemente dominato dagli uomini. Molte donne che occupano posti di alto livello riferiscono che si tratta di ambienti difficili in cui lavorare, dove non sempre i colleghi sono solidali e ben disposti.
Da questo studio risulta che le donne cui è stato assegnato il ruolo di amministratrici delegate sono il 3%, dunque sono diminuite rispetto al 4,2% dell’anno precedente. Tuttavia Strategy& prevede che nel 2040 circa un terzo degli amministratori delegati sarà di sesso femminile grazie alle spinte sociali verso il cambiamento e alla presenza delle donne nei corsi di studio e nei settori della finanza predominantemente maschili.