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Aldrovandi, la mamma: "Troverò il coraggio di parlare con altri poliziotti"

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la Repubblica
24 09 2015

"Mai avrei pensato che mi sarei trovata, nel giorno dell'anniversario della morte di mio figlio, a parlare con dei poliziotti: però questa adesso penso sia l'unica strada, l'unico modo sia quello.... ". Patrizia Moretti, la mamma di Federico Aldrovandi, morto 10 anni fa durante un fermo di Polizia, si riferisce al dibattito promosso dalla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato della Repubblica che venerdì sera, a Ferrara, aprirà la due giorni di eventi in occasione del decennale della scomparsa del figlio. "Le persone che hanno ucciso mio figlio sono ancora in servizio - ricorda la Moretti - però c'è qualcuno che le cose forse le vuole cambiare. Credo che la possibilità di cambiamento sia solo dall'interno delle istituzioni- aggiunge - per cui è particolarmente importate l'incontro di venerdì sera". Per la morte di Federico sono stati condannati in via definitiva, per eccesso colposo in omicidio colposo, gli agenti di polizia Enzo Pontani, Luca Pollastri, Paolo Forlani e Monica Segatto. Tre di loro torneranno a vestire la divisa nel gennaio del 2014, assegnati a servizi amministrativi.

Dieci anni dopo la scomparsa di Federico, il dolore è sempre più grande. "Non c'è soluzione a questo", annuisce quasi con un soffio Patrizia Moretti, sempre in prima linea nel chiedere verità e giustizia per la morte di Federico, morte per la quale sono stati condannati quattro agenti di polizia. "Non pensavo però ci volesse del coraggio per rapportarsi con le istituzioni... Pensavo fosse una cosa semplice, che non lo è. Per come si sono comportate con noi- aggiunge quasi a scusarsi - malissimo".

"Questo coraggio serve perchè l'istituzione in sè è qualcosa di astratto- spiega - in realtà ti devi rapportare con delle persone e ne trovi di corrette, oneste e bravissime, altre no...". Ora sa che questo cambiamento deve avvenire dall'interno: difficile trovare le parole per fare un bilancio di questi anni. "La strada è ancora lunga - si limita a dire Patrizia Moretti - E' domani l'occasione per rendere pubbliche queste riflessioni, non credo ora di poter aggiungere tanto, perchè a me costa davvero tanto approfondire, ogni volta parlare di Federico. Tengo le forze per quella fase che è necessaria, ne parlerò venerdì e sabato". Poi si rianima pensando alla musica che caratterizzerà l'evento del ricordo. "Il giorno dopo c'è il concerto - racconta - al quale partecipano molti gruppi che hanno veramente insistito, chiesto loro di esserci, di partecipare. Li ringrazio tantissimo: purtroppo abbiamo dovuto dire no a tanti gruppi, a tanti musicisti che ci chiedevano di partecipare, perchè il tempo non era proprio sufficiente. Sarà un evento molto bello, ci sarà anche un'assemblea con delle letture: un bel ricordo con le cose che piacevano a Federico". E poi quasi in un soffio: "Lo ha visto il manifesto? Lo guardi sull'evento: Federico vive nel ricordo delle persone".

Tonelli (Sap): "La storia ci darà un'altra verità". A dieci anni dalla morte di Federico, per la quale sono stati condannati in via definitiva quattro agenti, le polemiche non si placano. "Sono certo che la storia ci regalerà tra qualche decennio un'altra verità, quando ci sarà qualcuno, temerario come noi, che avrà il coraggio di difendere ovvi principi di verità, sempre mantenendo il massimo ossequioso rispetto nei confronti di chi ha patito il dolore": così il segretario generale del Sap, Gianni Tonelli. Il sindacato, dal canto suo, ha sempre affermato che gli agenti seguirono diligentemente il protocollo, non escludendo la possibilità di una revisione del processo.

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