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Cambio di sesso: il genere e la nostra identità

Il Fatto Quotidiano
28 07 2014

di Roberta Rossi 

E’ di recente uscito il libro Identità di genere. Consulenza tecnica per la riattribuzione del sesso, edito dalla Franco Angeli e a cura di Petruccelli, Simonelli, Grassotti , Tripodi che raccoglie i contributi clinici e di ricerca su questo tema lungamente dibattuto. Fino allo scorso anno riferendoci alle condizioni di una persona che pur essendo nato/a biologicamente con un sesso maschile/ femminile, sente la profonda appartenenza all’identità di genere opposta, ne parlavamo in termini di disturbo dell’identità di genere, sottolineando in tal modo proprio la discrepanza tra corpo e psiche rispetto a questo aspetto della propria identità.

Il corpo diventa un abito stretto che non consente di vivere in linea con il senso di se stessi come maschi o come femmine. Parliamo quindi di persona transessuale, definendo in tal modo il percorso di transizione, inteso come passaggio, che l’individuo compie da una esperienza fisica e mentale incongruente ad una che consente di allineare questi due aspetti nella persona stessa. Molto folklore ha reso purtroppo, in alcune situazioni, difficile comprendere e capire a fondo la sofferenza vissuta dal transessuale, mostrando il fianco a discriminazioni o patologizzando in maniera estrema questa condizione.

Lo scorso anno con la pubblicazione della quinta edizione del Dsm, abbiamo assistito ad una revisione dei criteri per la diagnosi dei Disturbi dell’Identità di Genere denominata ora “Disforia di Genere“. Il passaggio significativo da “disturbo” a “disforia” ha tentato di diminuire lo stigma a carico di questa condizione, soprattutto quello di malattia psichiatrica che per anni lo stesso Dsm ha sottolineato, spostando l’attenzione proprio sulla sofferenza percepita dal soggetto, ovvero sulla condizione emotiva che accompagna tale discrepanza. Il libro consente in modo chiaro di seguire tutto il percorso relativo agli aspetti culturali, psicologici, clinici e di intervento che riguardano la disforia di genere. Viene, inoltre, descritta la procedura per la riattribuzione chirurgica del sesso (Rcs), che è soggetta alla valutazione del giudice del tribunale di appartenenza che spesso si avvale dei consulenti tecnici nell’intento di acquisire tutte le informazioni necessarie per l’autorizzazione all’intervento chirurgico.

In Italia la Rcs è possibile nelle strutture pubbliche e quindi a carico del Ssn, in seguito alla legge 164 del 14/4/82, considerata una pietra miliare nell’affermazione dei diritti delle persone transessuali, anche se sempre modificabile in meglio.

E proprio rispetto alla transizione da un corpo ad un altro che segnalo un altro libro recente scritto con le testimonianze dei trans per i trans, sulla falsa riga del vecchio testo scritto dalle donne per le donne di Noi e il nostro corpo: Trans bodies, trans selves, questo il titolo. Il testo è ancora solo in inglese, ma speriamo nella sua traduzione a breve. Il valore di questi libri sta nel poter capire meglio esperienze di vita molto diffuse ma spesso sconosciute e che in tal modo sono più a rischio di discriminazione e pregiudizio.

La Repubblica
16 07 2014

URBINO - "Immaginate cosa può voler dire, per uno studente o una studentessa che sta cambiando sesso, dover giustificare prima di ogni esame un aspetto esteriore che non è correlato al dato anagrafico". La professoressa Laura Chiarentini è la delegata rettorale alle Pari opportunità dell'Università di Urbino. Anche grazie a lei l'ateneo ha approvato il doppio libretto universitario per gli studenti in attesa di cambiare sesso. Persone che da oggi hanno diritto ad avere un'identità "Alias", per le attività quotidiane, senza la burocrazia che invade la propria sfera privata.

Tutelare la privacy. L'esigenza è soprattutto quella di tutelare la privacy. Non ci sarà più bisogno di giustificare prima di un esame la differenza tra l'aspetto esteriore e i dati riportati nel documento, come la foto identificativa diversa o il genere. Un problema che non sorge solo davanti al prof: il libretto universitario può servire anche per mangiare in mensa, andare in biblioteca, riscuotere una borsa di studio.

L'identità "Alias". In questo modo gli studenti possono condurre più serenamente la vita universitaria senza dover giustificare in pubblico le proprie scelte. L'identità "Alias" potrà essere utilizzata per diverse attività quotidiane, mentre tutta la documentazione amministrativa resterà immutata fino alla definitiva sentenza del tribunale. Alcune procedure, però, non potranno essere espletate lo stesso: l'Erasmus, il trasferimento di sese, la proclamazione di Laurea, il titolo di dottorato.

"In Italia legge arretrata". "Non voglio parlare di quanti casi abbiamo avuto - puntualizza Chiarentini - fossero uno, dieci o nessuno per noi non ci sarebbe nessuna differenza. La priorità dell'Ateneo, sensibile su questi temi, è contribuire al rispetto della privacy per gli studenti. La legge italiana per la riattribuzione di genere è del 1982: assolutamente superata. Ad esempio non permette a un soggetto di cambiare lo stato anagrafico finché non è stato completato l'iter del cambio di sesso. Sollevare queste persone dalla burocrazia era doveroso da parte nostra".

I precedenti. Padova nel 2013, Napoli addirittura nel 2010. Anche altri atenei hanno concesso il doppio libretto agli studenti transgender: dalla città partenopea a Torino fino a Bologna e al Veneto. E adesso, l'ateneo della città ducale.

La repressione, per ragioni sociali, religiose, di convenienza, dell'identità non eterosessuale può provocare molta sofferenza. Il 10 giugno scorso la Corte Costituzionale ha sanzionato il diritto di una coppia di rimanere giuridicamente sposata anche se il marito, dieci anni dopo il matrimonio, aveva cambiato sesso. Egli s'era sposato pur sentendosi esclusivamente donna, con un corpo maschile normale. ...
Chi cambia sesso non può essere costretto automaticamente al divorzio, ma non è neppure possibile far dipendere il mantenimento del matrimonio dalla volontà dei coniugi, perché la legge italiana non prevede le nozze omosessuali. Tocca al Parlamento, adesso, introdurre quanto prima una forma di regolamentazione di queste nuove unioni. Lo stabilisce la sentenza con cui la Corte costituzionale ieri sera ha accolto il ricorso di Alessandra Bernaroli, donna transessuale emiliana di 43 anni, contro lo scioglimento del suo matrimonio, stretto nel 2005 quando era ancora un uomo. ...
I bimbi mi fanno un sacco dì domande, "hai il seno?" mi dicono oppure "ma te sei un uomo o una donna?", così, diretti, senza peli sulla lingua. ...