Oct 31, 2026
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Se i giovani s'abbeverano solo a Facebook

Keith Haring

Nell'immaginario comune Facebook è uno strumento di divertimento e, a volte, di disinformazione, dileggio, volgarità eccetera. Eppure il Rapporto CensisUcsi sulla comunicazione, tra le tante sorprese che riserva, ne ha una anche sul più grande social network del mondo. "È il primo strumento usato oggi dai ragazzi italiani per informarsi (lo usa il 71,1%)". [...] Perché Facebook piace così tanto?
Gigio Roncilio, Avvenire ...

Il Manifesto all'asta

  • Giovedì, 26 Marzo 2015 11:39 ,
  • Pubblicato in Flash news

Il Manifesto
26 03 2015

Care lettrici, cari lettori,
il momento storico per la cooperativa è finalmente arrivato: sfogliando il giornale di oggi troverete l'annuncio del bando di vendita della nostra testata.

I Liquidatori, nominati dal Ministero per lo Sviluppo economico, hanno finalmente reso pubbliche le modalità e la somma richiesta per acquistare il manifesto.

La pubblicazione del bando è il passaggio fondamentale per completare, speriamo positivamente, l'ultima parte di un cammino iniziato ormai tre anni fa con la chiusura della vecchia cooperativa e la nascita della nostra nuova impresa. ...

L'89esimo minuto di pagina99

  • Venerdì, 19 Dicembre 2014 12:40 ,
  • Pubblicato in Flash news

Pagina 99
19 12 2014

Scorrono le immagini di questo 2014 a pagina99: la carta salmone, i titoli rossi, le sere del mercoledì quando si completa il numero da mandare in edicola, i selfie dei lettori che raccontano il loro sabato mattina con giornale, caffè, cappuccino e cornetti. Insieme a tutto questo c’è il nostro entusiasmo nel lavorare a un progetto giornalistico innovativo. Una scommessa forse estrema di chi non vuole accettare il declino del Paese e che prova a raccontare con parole nuove quest’epoca. Abbiamo scelto un particolare filtro per interpretare l’attualità e le notizie privilegiando una lettura economica. I temi a noi cari sono il lavoro, l’innovazione e gli aspetti culturali della società, perché è lì che da sempre si avvertono i segnali di novità che vanno colti e alimentati.

Ci siamo occupati di politica, ma evitando il chiacchiericcio che la contraddistingue, al punto che chi ci conosce poco ha avuto l’impressione che l’avessimo un po’ snobbata. Tutt’altro. Ci siamo occupati sempre di politica. Ma a modo nostro. Forse lo abbiamo fatto senza preoccuparci di conquistare un consistente numero di amici e di nemici com’è prassi. Nel raccontare le nostre storie ci siamo concentrati sulle rendite di posizione, le lobby e in generale su tutti quei fattori che frenano lo sviluppo, la creatività, la redistribuzione e cristallizzano una società sempre meno democratica e aperta.

È trascorso circa un anno e oggi questo progetto è a rischio. Siamo all’89esimo della nostra partita di calcio e siamo sotto. Non resta che qualche secondo da giocare e poi sperare nel recupero. La maggior parte delle volte è impossibile rimontare, ma qualche volta ce la si fa. Poche settimane e capiremo che succede. Intanto l’appuntamento è per il prossimo numero che uscirà il 3 gennaio, dopo la sosta festiva. Oggi la condizione di pagina99 è questa. Un marchio che si è imposto in un pugno di mesi, i lettori che sentono di appartenere a questo giornale, e che svolgono un doppio ruolo, sono un po’ tutor e un po’ fan di questo progetto.

In altre occasioni abbiamo più volte espresso il parere che il guaio dei giornali è di aver rotto il rapporto empatico con i loro lettori. Noi sentiamo che invece questa empatia con il nostro pubblico c’è. Eppure siamo a un passo dalla chiusura, nonostante le copie ormai stabilizzate da mesi e un gruppo qualificato d’inserzionisti pubblicitari che ci ha scelto e che ci riconosce una capacità di raccontare le cose in modo diverso. E un sito che ha registrato un aumento del 20% di utenti unici nell'ultimo trimestre. Qual è il problema? Ci serve un milione e mezzo di euro. Attenzione, non stiamo parlando di debiti accumulati da coprire con nuova finanza. Il nuovo finanziamento è necessario per sviluppare il nostro giornale e permettergli di raggiungere un equilibrio economico e finanziario. I soci che ci hanno sostenuto con generosità fino a oggi hanno deciso di non rilanciare da soli e noi non abbiamo, né abbiamo mai puntato ad avere, quei contributi che fanno stare in piedi mezza editoria, di qualità e non.

La cifra che serve è forse troppo piccola perché interessi a quell’1% che potrebbe concederla senza problemi (ma che non ha forse alcun interesse a farlo) e troppo grande per chiederla ai nostri lettori, i quali, giustamente, già fanno il loro dovere comprandoci su carta o in digitale. Ma vogliamo che si sappia, un giornale può morire così, avendo lettori, sostenitori, avendo costruito un marchio che è associato alla qualità e all’eccellenza (pur fra i mille errori fatti certamente), perché non gli si dà il tempo di crescere, di migliorare, di farsi conoscere.

Molti ci hanno considerato dei pazzi per aver lanciato un giornale di carta oggi. È vero. Ma la gran parte del fatturato delle imprese editoriali deriva ancora dalla carta (vendita, abbonamenti e pubblicità). Non esistono scorciatoie possibili. Si tratta di trovare un nuovo modello di business, in equilibrio fra carta e digitale. E non basta fare i facili profeti dicendo che la carta non va più. Carta o digitale che sia, i progetti richiedono il tempo necessario perché decollino o falliscano. Chi va meglio nei media oggi è chi ha trovato un proprio punto di equilibrio fra i due supporti. Difficile certo intercettarlo senza impiegare ere geologiche.

Qui abbiamo lavorato sodo e lo faremo ancora fino a quando sarà possibile. Ringrazio una squadra straordinaria che si sta impegnando in modo fantastico. In questo Paese migliaia di business sono nella nostra stessa condizione. Noi ci proveremo fino al 99esimo e anche oltre se dovesse occorrere. E comunque siamo onorati di aver avuto quest’occasione e onorati di avervi avuto come lettori. E questo durerà per sempre.

Per dire la vostra, mandare proposte, fare domande, usate come sempre i nostri social media Twitter, Facebook, G+, o scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Per dubbi sugli abbonamenti alla casella Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

@ebwater

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con i tagli a rischio ottantadue testate

  • Giovedì, 11 Dicembre 2014 11:31 ,
  • Pubblicato in Flash news
Cronache del Garantista
11 12 2014

Ottantadue testate potrebbero chiudere nelle prossime settimane se il governo non assicurerà i rimborsi per il 2013 e non stanzierà fondi per gli anni a venire.

E’ l’allarme lanciato in una conferenza stampa al Senato. Dovrebbe presto essere garantita una somma di poco superiore ai 55 milioni per il 2013.

«E’ una questione tutta politica» ha spiegato Vincenzo Vita di Articolo 21. Il presidente della Fnsi, Giovanni Rossi, ha avvertito «Questi tagli non farebbero altro che moltiplicare i costi in termini di ammortizzatori sociali».

«Invito il governo a dichiarare le proprie intenzioni» ha aggiunto Roberto Calari (Mediacoop).

Il segretario della Sinagi, Giuseppe Marchica, ha espresso timori per la liberalizzazione della distribuzione, e «la sparizione delle edicole professionali».

I senatori presenti, Uras (Sel), Verducci (Pd) e Comaroli (Lega) hanno garantito il loro impegno per l’approvazione degli emendamenti alla legge di stabilità.

Così si vende, così si attraggono gli inserzionisti, così si fa fatturato: l'informazione al tempo del conto economico questo prevede, è la via maestra tracciata dai Grandi Gruppi, ci si deve uniformare. Chi non lo fa, deve chiudere. E infatti l'Unità chiude. ...