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Cronache di ordinario razzismo17 06 2015
“A seguito di uno sgombero illegale, costretti a spostarci nel parcheggio antistante, le istituzioni ci hanno negato qualsiasi forma di aiuto, compreso quello per il soddisfacimento dei bisogni primari; hanno rifiutato persino di fornirci i bagni chimici! Il sostegno è arrivato solo dal quartiere, da privati cittadini, da associazioni e centri sociali”. A scriverlo sono i rifugiati eritrei della Comunità della Pace, in una lettera indirizzata ai rappresentanti istituzionali del Comune di Roma. Un mese fa queste persone hanno perso tutto: le ruspe hanno distrutto le strutture in cui vivevano, sotterrando abiti, oggetti, documenti. Quello che è successo dopo, sono gli stessi rifugiati a raccontarlo nella lettera. In cui chiedono, rivolgendosi alle istituzioni, “un trattamento umano e una soluzione abitativa autonoma”, e “la soluzione dei problemi legati al rinnovo dei nostri permessi di soggiorno”, problemi che “creano gravi conseguenze sullo stato legale della nostra presenza in Italia impedendoci di fatto l’accesso a diritti fondamentali”. Quello che chiedono non è un trattamento di favore, ma GIUSTIZIA. “Trattateci nel rispetto delle leggi italiane ed internazionali e dei diritti umani”, affermano, richiamando lo Stato Italiano, e in particolare il Comune di Roma, alle proprie responsabilità.
Qui un approfondimento su quanto successo il 15 maggio scorso a Ponte Mammolo.
Dire12 06 2015Intervento della polizia fuori il centro di accoglienza Baobab, in via Cupa a Roma, tra piazzale delle Province e via Tiburtina. Sulla strada da ieri sera avevano trovato rifugio alcuni dei migranti, in gran parte etiopi ed eritrei, fuggiti dal piazzale della stazione Tiburtina, dopo che anche li' erano intervenute la forze dell'ordine. Oggi sono arrivate due camionette delle polizia, e il risultato e' stato lo stesso di ieri con molti che si sono dati alla fuga.
"È la prima volta che vedo la polizia da un mese che sono qua", racconta un operatore della Croce rossa in presidio. Dopo l'intervento, le forze dell'ordine hanno lasciato via Cupa e ora dalle vie laterali qualche migrante sta tornando verso l'ingresso del centro d'accoglienza, scelto evidentemente come punto di riferimento in attesa di una soluzione definitiva. Sul posto ora si trovano gli operatori della Croce rossa italiana, mentre la Protezione civile ha distribuito alcune casse d'acqua.