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La pubblicità sessista dei pannolini

  • Lunedì, 15 Giugno 2015 10:27 ,
  • Pubblicato in Flash news

The Post Internazionale
15 06 2015

La nota marca Huggies ha lanciato un video pubblicitario che ripropone stereotipi di genere ancora radicati nella società

L'azienda produttrice di pannolini Huggies, di proprietà della corporazione statunitense Kimberly-Clark, ha recentemente lanciato un video pubblicitario per sponsorizzare una nuova linea di pannolini, caratterizzata dalla presenza di due tipologie dello stesso prodotto: uno studiato appositamente per i bambini, l'altro per le bambine.
La pubblicità, proprio per sottolineare la differenziazione di genere effettuata dall'azienda, ripropone una serie di stereotipi sessisti, dimostrando come i pregiudizi legati al genere di appartenenza siano ancora radicati nella nostra società.

"Lei penserà a farsi bella, lui a fare goal. Lei cercherà tenerezza, lui avventure. Lei si farà correre dietro, lui invece ti cercherà. Così piccoli e già così diversi." È quanto viene affermato nello spot.
Frasi che, oltre a cancellare qualche decennio di lotte all'insegna della parità di genere, sembrano precludere alle bambine di appassionarsi al calcio, di ricercare avventure, di fare il primo passo, e ai bambini di curare il proprio aspetto, ricercare affetto e lasciarsi conquistare.
Così piccoli, e già così poco liberi di scegliere.

Qui sotto il video della pubblicità dei nuovi pannolini Huggies.

 

Delibera anti sessista del Comune. Boldrini: mortificante considerare normali certi spot. Non ci saranno più cartelloni pubblicitari che "usano" il corpo femminile. Per vendere occhiali, jeans o pomodori pelati.
La Capitale dichiara guerra alla pubblicità che offende le donne, paragonandole ad oggetti o spot che lascino intuire realtà di sottomissione e di supremazia di genere.
Maria Rosaria Spadaccino, Corriere della Sera ...

Redattore Sociale
13 03 2015

Vivere una giornata senza barriere, in cui tutti, dal fruttivendolo, al tassista fino al panettiere, comunicano anche in Lis. L’evento eccezionale è successo a Muharrem, un ragazzo sordo, protagonista suo malgrado di uno spot prodotto da Casta Diva pictures, per Samsung Turchia. Il ragazzo è stato seguito per tutta la giornata con delle telecamere nascoste che hanno ripreso il suo stupore nel vedere l’intera città parlare con lui attraverso la lingua dei segni. Ora lo spot, che sta commuovendo il web, è diventato un caso per l’alto numero di visualizzazioni: in poche settimane è stato visto infatti da 7.627.592 persone sulla pagina Facebook di Samsung Turchia.

Il video, intitolato Hearing Hands, ha lo scopo di annunciare un nuovo servizio di Samsung dedicato ai non udenti: un video call center. Dopo un mese di preparazione che ha compreso posizionamento di telecamere nascoste e corsi intensivi di linguaggio dei segni per tutti gli attori Muharrem, ha avuto la sua giornata senza barriere. Il ragazzo è stato selezionato grazie alla collaborazione con l’Associazione turca dei sordi, ed è stato tenuto all’oscuro di tutto.

Lo spot è stato girato a Istanbul nell’arco di una giornata. Si vede così Muharrem alle 8 del mattino: uscire dicasa con la sorella, complice del team di produzione, e incontrare un passante che lo saluta utilizzando il linguaggio dei segni. Poi anche il panettiere, un ragazzo dal fruttivendolo e una ragazza che “casualmente” lo urta per strada, si rivolgono a lui sempre utilizzando il linguaggio dei segni. Muharrem è incredulo. Infine il taxista, che lo accoglie sempre utilizzando la Lis lo conduce davanti a un totem interattivo; sullo schermo compare una ragazza che finalmente fa chiarezza a Muharrem: Samsung l’ha scelto come testimonial per lanciare Samsung Duyan Eller, un video call center per aiutare i non udenti.

Durex e il futuro del sesso

Il Fatto Quotidiano
13 03 2015

Quando la pubblicità riesce a veicolare un messaggio di pubblica utilità, che va oltre cioè la pura vendita, allora si riesce a scorgere la differenza fra buona e cattiva réclame, fra comunicazione di qualità e ‘monnezza’. Lo scopo delle marche è certamente vendere, ma lo scopo delle marche intelligenti, quelle che hanno a cuore anche la social responsibility, è condividere dei valori etici con i consumatori. Non lo dico io, lo dice prima di tutto Kotler, padre fondatore del marketing.

Tutto questo ‘pippone’ per invitarvi a guardare la nuova campagna Durex. Non vi raccontiamo niente per non rovinarvi la sopresa. L’idea parte da una ricerca effettuata in Inghilterra dalla Durham University in cui il 40% degli intervistati ha dichiarato di attardarsi a dare ancora un’occhiata allo smartphone o al tablet prima di un rapporto sessuale. Un terzo del campione ha addirittura ammesso di rispondere al cellulare durante il rapporto. Sono dati sconvolgenti, se ci pensate.

Ebbene, dai ‘laboratori tecnologici’ della Durex arriva oggi la soluzione presentata alla fine dello spot: un nuovo avanzatissimo dispositivo capace di ‘rendere il sesso con lo smartphone un’esperienza straordinaria’. E c’è ancora una buona notizia: non costa niente.

Bruno Ballardini

Come mamma mi vuole

Bambini al trucco, che posano o sfilano per ore e ore. Bambini perennemente a dieta, pazienti, professionali. Che parlano e si muovono secondo stereotipi dettati dagli adulti e dallo show biz. Sembra di essere precipitati nelle pagine di Chronic City (Il Saggiatore, 2010) il romanzo di Jonathan Lethem che ha come protagonista un ex enfant prodige di una sit com americana.
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