adnkronos19 5 2011Genova - (Adnkronos) - Il cardinale è intervenuto sul recente arresto di don Riccardo Seppia nel corso dell'omelia pronunciata alla messa per la Giornata di santificazione sacerdotale: ''Dolore per ogni forma di peccato che, se risulterà realmente commesso, ferisce il volto della chiesa''Genova, 19 mag. (Adnkronos) - "Un dolore improvviso ed inatteso". Così il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, ha ricordato il recente arresto del parroco genovese don Riccardo Seppia per presunta violenza sessuale su un chierichetto minorenne.Il cardinale è intervenuto sulla vicenda, senza nominare esplicitamente don Seppia, questa mattina al Santuario della Madonna della Guardia nel corso dell'omelia pronunciata alla messa per la Giornata di santificazione sacerdotale."Noi, sacerdoti diocesani religiosi di Genova - ha detto il cardinale - siamo qui per la consueta Giornata di santificazione sacerdotale, per rinnovare la gioia della nostra consacrazione a Cristo e alla Chiesa, per invocare la sua benedizione sul nostro ministero. Ma non senza avere prima dato voce al nostro dolore per ogni forma di peccato e di male che, se risulterà realmente commesso dal nostro confratello, sfigura la bellezza dell'anima, scandalizza le anime, ferisce il volto della chiesa. Il nostro dolore è tanto più sconvolgente in quanto improvviso e inatteso, perché nulla lo faceva presagire ai nostri occhi. Ci sentiamo - ha aggiunto l'arcivescovo - percossi ma non abbattuti. Vogliamo affidare alla Madonna quanti hanno subito scandalo in qualunque modo e dire a loro la nostra vicinanza umile e sincera".Il cardinale ha così proseguito: "Noi crediamo, pastori e fedeli, che la prova e il senso di sgomento ci porteranno a salutari riflessioni su quel cammino di conversione dal quale nessuno è mai esente, ma che interpella senza sorta ogni discepolo di Cristo, ogni vero ministro di Dio. Come figli docili chiediamo dunque alla Vergine Maria di avere ognuno il coraggio della verità di guardarci nel profondo del cuore per cantare le opere del Signore perché l'amore del Signore è sempre fedele ed eterno".