Oct 22, 2026

Subito un referendum per fermare le estrazioni petrolifere in mare

Pubblicato in Il Comunicato
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Stop trivelleCoordinamento Nazionale No Triv-A Sud
6 luglio 2015

Laddove numerose proposte di legge hanno fallito riuscirà il voto dei cittadini! Per questo abbiamo chiesto formalmente ai Governatori ed ai Presidenti dei Consigli di tutte le Regioni, di richiedere l'indizione di un referendum abrogativo che metta finalmente fine alla vergognosa "sanatoria" per nuove trivelle in mare, in prossimità delle coste italiane, voluta dal Governo Monti nel 2012.

Occorre far presto: è necessario che la richiesta referendaria venga depositata entro il prossimo 30 settembre, affinché si possa andare al voto nella primavera del 2016, altrimenti i procedimenti per progetti “petroliferi” riavviati dall’art. 35 del “Decreto Sviluppo” arriveranno rapidamente a conclusione, anche grazie all’accelerazione impressa dallo “Sblocca Italia”.

Con il “Decreto Prestigiacomo”, nel 2010, molte richieste presentate dai petrolieri, al fine di ottenere permessi o concessioni, vennero di fatto bloccate. Il decreto legislativo n. 128/2010, firmato dall’allora Ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo, infatti, aveva previsto distanze minime tra la costa e le aree d’attività pari a 5 miglia marine ovunque ed a 12 miglia in presenza di un’area marina o costiera protetta inibendo, così, parte delle ambizioni industriali per quei gruppi “Oil & Gas” interessati a progetti estrattivi prossimi alle coste nazionali.
    
Nel 2012, poi, il “Decreto Sviluppo” ha ampliato il divieto di esercizio delle attività “petrolifere” estendendolo, per tutta la fascia costiera italiana alle 12 miglia marine, ma stabilendo – tuttavia - che tale divieto non dovesse riguardare i procedimenti “bloccati” nel 2010 dal “Decreto Prestigiacomo”.

Il risultato paradossale che ne è seguito è che, in questo modo, se da un lato si è vietato l’esercizio delle attività entro le 12 miglia marine “per il futuro”, dall’altro si è consentita la possibilità di conclusione dell’iter per tutte le istanze già presentate. In altre parole, il “Decreto Sviluppo” introduceva una sorta di “sanatoria”.  

I progetti “sanati” dal “Decreto Sviluppo” e prossimi a trasformarsi in permessi di ricerca e coltivazione di gas e petrolio interessano soprattutto il Canale di Sicilia, il Mar Ionio e l’intero Mare Adriatico, dal Salento fino al Delta del Po; a titolo esemplificativo:

Nome

Società

Area (kmq)

Localizzazione

Interferenza

d 1 G.C-.AG

Eni - Edison

171,7

A sud di Pantelleria

Totale

d 2 G.C-.AG

Eni - Edison

142,6

Canale Sicilia

Parziale

d 6 F.C-.AG

Eni

76,69

Mar Jonio, Calabria a largo di Sibari

Totale

d 23 A.C-.AG

Agip

58,32

Mar Adriatico Veneto

Parziale

d 26 B.C-.AG

Eni

58,48

Mar Adriatico Abruzzo

Parziale

d 30 B.C-.MD

RockHopper Italia

109,2

Mar Adriatico Abruzzo (Ombrina Mare)

Totale

d 39 A.C-.EA

Eni

103,6

Mar Adriatico Emilia-Romagna

Parziale


Istanze di Permesso di Ricerca in Mare

Nome

Società

Localizzazione

Interferenza

d 29 G.R-.NP

Northern Petroleum Ltd - Petroceltic Italia

Canale di Sicilia a largo di Agrigento

Parziale

d 30 G.R-.NP

Northern Petroleum Ltd

Canale di Sicilia a largo di Agrigento

Parziale

d 33 G.R-.AG

Eni - Edison

Canale di Sicilia a largo di Agrigento

Parziale

d 59 F.R-.NP

Northern Petroleum Ltd

Mar Jonio, Calabria da Isola C.R. a Cirò Marina

Parziale

d 61 F.R-.NP

Northern Petroleum Ltd

Mar Adriatico, Puglia a largo di Monopoli

Parziale

d 67 F.R-.AG

Eni

Mar Jonio, Golfo di Taranto

Totale

d 68 F.R-.TU

Transunion Petroleum Italia - Nautical Petroleum

Mar Jonio, Golfo di Taranto da Policoro a Roseto Capo Spulico

Totale

d 73 F.R-.SH

Shell Italia EP

Mar Jonio, Golfo di Taranto da Cariati a Nova Siri

Totale

d 74 F.R-.SH

Shell Italia EP

Mar Jonio, Golfo di Taranto da Cariati a Trebisacce

Totale

d 148 D.R-.CS

Apennine Energy

Mar Jonio, Golfo di Taranto da Lido di Metaponto fin quasi a Nova Siri

Totale

d 149 D.R-.NP

Northern Petroleum Ltd

Mar Adriatico, da Ostuni a Monopoli

Parziale

d 151 D.R-.EL

Petroceltic Italia

Mar Jonio, Calabria da Roseto Capo Spulico a Trebisacce

Parziale

d 168 A.R-.PV

Po Valley Operat.Pty Limited

Mar Adriatico, al largo del delta del Po

Parziale

d 358 C.R-.EL

Northern Petroleum Ltd - Petroceltic Italia

Canale di Sicilia, a largo di Licata

Parziale

d 361 C.R-.TU

Transunion Petroleum Italia - Nautical Petroleum

Canale di Sicilia, a largo di Marina di Ragusa

Parziale

d 363 C.R-.AX

Audax Energy

Canale di Sicilia, tra Marsala e Mazzara del Vallo

Parziale

d 494 B.R-.EL

Petroceltic Italia

Mar Adriatico, Abruzzo a largo di Vasto

Parziale

d 507 B.R-.EN

Enel Longanesi Developments

Mar Adriatico, Marche tra S. Benedetto del Tronto e Lido di Fermo

Parziale



Gi effetti delle attività previste nei progetti sopra richiamati saranno tali da produrre sconvolgimenti irreversibili in termini sì ambientali, ma anche sociali ed economici, rispetto ai quali le istituzioni – e le Regioni in particolare – non possono restare inerti.

Il Coordinamento Nazionale No Triv e l’Associazione A Sud chiedono che le Regioni, quindi, si coordinino tra loro attivando prontamente un Tavolo permanente di confronto ed approfondimento e promuovano un’azione istituzionale congiunta per la delibera di un referendum d’abrogazione dell’art 35 del “Decreto Sviluppo”.
La necessità di un intervento è immediata; a tal fine abbiamo recapitato ai Governatori ed ai Presidenti dei Consigli di tutte le Regioni italiane la nostra proposta referendaria e l’analisi delle disposizioni che potrebbero essere sottoposte ad abrogazione.

Ultima modifica il Lunedì, 06 Luglio 2015 12:12
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