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La tragica realpolitik russa su Srebrenica

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Il Sole 24 Ore
09 07 2015

Fu un generale che si sentiva come un dio, Ratko Mladic, che trarli e il 15 luglio del 1995 a Srebrenica uccise a sangue freddo più di 8mila bosniaci musulmani, vecchi e bambini compresi.

Quarantamila persone furono deportate, centinaia di donne vennero sistematicamente violentate: nella disattenzione di una calda estate di vacanze si consumò il peggior massacro in Europa dalla Seconda guerra mondiale, in una città che l'Onu aveva dichiarato "area protetta".

L'unica cosa che facemmo allora noi giornalisti fu raccogliere testimonianze: a migliaia raggiunsero Tuzla, feriti, disperati, lasciati agonizzare per giorni sulla pista incandescente dell'aeroporto. ...

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