Sep 24, 2026

Daniele Vicari

Daniele VicariLaureatosi in Storia e Critica del cinema presso l'Università di Roma La Sapienza, ha collaborato in qualità di critico cinematografico con la rivista Cinema Nuovo, dal 1990 al 1996, e con la rivista Cinema 60, dal 1997 al 1999.

Nel contempo, muoverà i primi passi dietro la cineprese dirigendo il corto Il nuovo, in 16 mm, seguito da Mari del Sud, improntati su temi ambientali e sociali. Nel 1997, assieme a Guido Chiesa,Davide Ferrario, Antonio Leotti, Marco Simon Puccioni firma il documentario Partigiani, che racconta la lotta al nazismo e al fascismo della cittadina emiliana di Correggio. Dal 1998 continuerà a confrontarsi con il genere documentaristico dirigendo Comunisti, Uomini e lupi, Bajram e Sesso, marmitte e videogames, all'interno dei quali passa da omicidi di sacerdoti avvenuti nel '47 a opera di partigiani, alla vita dei pastori sul Gran Sasso, finendo con le passioni automobilistiche degli italiani. L'anno successivo, dopo aver partecipato a Non mi basta mai, storia di cinque operai licenziati dalla FIAT nel 1980, dirigerà Morto che parla incentrato su Mario Cipriani, protagonista, nel 1963, de La ricotta e attore in Accattone, che aveva instaurato una profonda amicizia con il grande Pier Paolo Pasolini.

L'esordio al lungometraggio avviene con Velocità massima (2002), dove dirige Valerio Mastandreanella storia di un diciottenne che viene introdotto nel mondo delle corse automobilistiche clandestine. Un successone. Vicari vincerà il Premio Pasinetti per il miglior film e il David di Donatello per la migliore regia d'esordio, nonché numerosi altri premi internazionali e italiani.

Nel 2005, pubblica, in collaborazione con Antonio Medici "L'alfabeto dello sguardo - Capire il linguaggio audiovisivo", ricevendo il premio Umberto Barbaro per il miglior saggio di divulgazione del linguaggio cinematografico. Poi dirigerà ancora Valerio Mastandrea, affiancandolo a Francesca Inaudi, ne L'orizzonte degli eventi, storia di un fisico nucleare sul Gran Sasso che entra in contatto con un pastore macedone. Regista del documentario Il mio paese (2006), road-movie che ripercorre le tappe della pellicola L'Italia non è un paese povero di Joris Ivens, guadagnandosi un secondo Premio Pasinetti per l'attualità giornalistica. In seguito alla trasposizione del romanzo di Carofiglio Il passato è una terra straniera, ambientato nel mondo del gioco d'azzardo, firma Diaz - Non pulire questo sangue, crudo racconto dei fatti del G8 di Genova presentato al Festival di Berlino nel 2012 (e vincitore di svariati riconoscimenti, tra cui due Nastri d'Argento e quattro David di Donatello). Lo stesso anno alla Mostra di Venezia presenta il documentario La nave dolce, racconto documentario dello sbarco in Italia nel '91 della nave albanese Vlora.

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