A Roma, il 19 marzo e dopo

  • Domenica, 13 Marzo 2016 09:11 ,
  • Pubblicato in COMUNE INFO
Spazi SocialiFrancesco Brancaccio, Comune-Info
11 marzo 2016

Anche le città, come gli Stati, possono fallire. Il governo commissariale della capitale segna il passaggio dalla politique alla police1, alla pura esecuzione di provvedimenti e decisioni sottratte alla partecipazione dei cittadini e alla sfera democratica.

Ma è la Regione l'ente più inutile

Prende corpo fuori dalle aule del Parlamento. Nel senso comune degli italiani. È la secessione dalla partecipazione alla vita pubblica, l'astensione dal voto. Alla Camera si consuma lo scontro sulla legge elettorale; Renzi contro tutti. Ma quando si tratta di recarsi alle urne, il numero dei cittadini attivi è costantemente in calo. Il 45 per cento degli elettori pensa di starsene a casa tra meno di un mese quando, il 31 maggio, si voterà in sette Regioni: Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Puglia. E un altro 18 per cento si dichiara sì orientato al voto, ma potrebbe pur sempre cambiare idea.
Luigi Vicinanza, L'Espresso ...

Fare comunità è la chiave del cambiamento sociale

  • Lunedì, 08 Dicembre 2014 08:34 ,
  • Pubblicato in ZeroViolenza
Cecilia Marocco, Zeroviolenza
8 dicembre 2014

La domanda è sempre la stessa, quasi ogni realtà sociale prima o poi si pone il problema di come dare prospettiva alle lotte, di come creare partecipazione attiva tra chi idealmente sarebbe pure d'accordo ma guarda ai movimenti con malcelato pregiudizio dimostrando diffidenza e/o disillusione.

Abbatto i muri
22 04 2014

“Vota Gioviale” – era scritto sul manifesto due metri per tre esposto lungo la via principale della città. Il suo nome è Bruna ed è l’esempio classico di quel che si può realizzare grazie alle pari opportunità. “Vota donna” – era il sottotesto e sullo striscione a destra ancora puoi guardare il suo volto dal sorriso artefatto e i lineamenti opportunamente corretti con Photoshop.

Bruna Gioviale è donna cresciuta in politica. Braccio destro del segretario di sezione. Braccio destro del segretario provinciale. Braccio destro del segretario regionale. Essere il braccio destro l’aveva molto confusa perché per quanto lei affermasse di essere di sinistra da molto tempo non le riusciva più di sembrare tale.

Un giorno poi le dissero che essere donna significa essere già di sinistra e incarnare il bene perciò lei non ebbe dubbi: da quel momento in poi sarebbe stata la donnità quello che l’avrebbe caratterizzata. Si presentò alle elezioni raccontando del suo grande trauma. Stuprata virtualmente da un tale che aveva osato mostrarle il pene durante una sessione chat, lei, indignatissima, aveva proposto alle donne del suo partito di studiare una proposta di legge che impedisse l’esposizione dei genitali nel web. Chiunque avesse osato mostrare un pene avrebbe immediatamente ricevuto una visita dalla polizia a tutela della fragilità delle donne (PTFD) appositamente creata per salvarle anche da queste circostanze.

La proposta di legge fu democraticamente sottoposta al pubblico sui social network e Bruna Gioviale restò sorpresa per la grande partecipazione e il numero di contributi arrivati. Qualcuna proponeva cose sobrie come l’evirazione o l’obbligo di autoflagellazione testicolare da realizzarsi virtualmente e in pubblico. Altre, più sensibili, poi fecero notare come la stessa punizione avrebbe esposto quell’attrezzo osceno alla vista delle persone più deboli.

Solo alcune irriconoscenti ragazze prive di morale dissero che non si poteva interferire nelle conversazioni tra persone e se a loro piaceva vedere il pene dell’interlocutore nessuno poteva impedire che si svolgessero sessioni di virtual sex.
Bruna Gioviale in questo fu irremovibile. Nessuna donna potrebbe mai gradire questo genere di cose. Il pene online è violenza. Perciò chiunque sia complice dell’esposizione dell’uccello sarebbe risultata rea di favoreggiamento.
Tale campagna le fruttò una percentuale di voti altissima. Le sue colleghe avrebbero continuato a lavorare sulla sua proposta in parlamento e a lei, invece, spettava l’ambita poltrona di sindaco. Appena eletta pronunciò il suo discorso.
yesshecan3“Noi donne siamo migliori e sappiamo come rimettere a posto una città. Io vi prometto che la ripulirò da tutto ciò che costituisce degrado. Obbligherò chiunque a tenere in debita considerazione una delle primarie esigenze della comunità: il decoro.
Il centro della nostra meravigliosa cittadina non dovrà essere più teatro di quel triste spettacolo che è realizzato da vucumprà, prostitute, manifesti osceni, accattoni, poveri, senzatetto e manifestanti in piazza. Il mio primo provvedimento da sindaco sarà un’ordinanza che darà alla polizia municipale il potere di riportare la nostra città al suo antico splendore.

Farò in modo che nella nostra città sia costruita una struttura utile al recupero di queste persone di modo che potranno salvarsi e un giorno ringraziarci per la nostra umanità. Nessuno dovrà dire che questa città dimentica le persone bisognose e allora dobbiamo aiutare chi ne ha bisogno e proteggere donne e bambini dalla vista di simili oscenità. Una nuova struttura di recupero porterà anche tanto lavoro e così molti bravi cittadini che oggi sono in difficoltà potranno vedere sorgere di nuovo il sole.
Inoltre siate certi che il vostro sindaco da ora in poi non dimenticherà nessuno di voi. Sappiate che potrete contare su di me e che la mia porta è sempre aperta. Dio benedica le quote rosa!“
Applausi interminabili arrivarono dalla folla e da una voce in fondo un “Brava Gioviale” entusiasmò gli animi dei presenti che ripeterono in coro “brava Gioviale… brava Gioviale… Brava Gioviale“.

Il giorno dopo un tale si presentò alla porta del sindaco neoeletto armato di un litro di benzina e minacciando di darsi fuoco. Chiedeva un posto di lavoro. Lei chiamò subito due collaboratori e nel frattempo gli disse che avrebbe fatto tutto ciò che era in suo potere per aiutarlo. Non appena lo immobilizzarono lei pregò che l’uomo fosse sedato e rinchiuso in un luogo di massima sicurezza.

“Toglietemi dalle scatole quel morto di fame e dotate subito il palazzo di strumenti di sicurezza e videosorveglianza…“

Rinchiusa nella sua fortezza ella chiese che fosse individuata tra il popolo e poi condotta presso la sua corte una signora bisognosa che avrebbe goduto della sua magnanimità. Lavori di fatica e presso le cucine. Il regno della sindaca sceriffa ebbe così inizio.
Ps: E’ una storia di pura invenzione. Ogni riferimento a cose, fatti e persone è puramente casuale.

—>>>Potrai leggere altre storie della Sindaca Sceriffa seguendo l’apposita categoria.

Quindi, le fasce centrali della popolazione più impegnate sul lavoro, le donne e le casalinghe hanno minori occasioni di sperimentare una partecipazione attiva. ...

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