Oct 22, 2026

Il Paese delle donne
07 02 2013

La sentenza del processo per stupro svoltosi a L’Aquila il 31 gennaio cambia l’imputazione di tentato omicidio in lesioni personali gravi, condannando a 8 anni l’ex militare responsabile di aver violentato fuori da una discoteca di Pizzoli (L’Aquila) ed aver poi abbandonato ferita sulla neve una ragazza di 21 anni di Tivoli. I giudici hanno modificato il capo d’accusa di tentato omicidio in "lesioni personali gravi".


Di seguito il comunicato dell’associazione 8 marzo di Tivoli, che aveva partecipato al sit-in davanti al Tribunale insieme con altre donne di associazioni dell’Aquila e di altre città.

"Alle 18:00, quando è arrivata la sentenza, nel sentire che le aggravanti erano cadute, il gelo si è impossessato di noi...

Consapevoli del fatto che nessuna condanna esemplare potesse restituire a Rosa la sua vita, speravamo in un deterrente per chiunque ritenga di poter disporre a suo piacimento del corpo di un’altra persona. Pensavamo che, di fronte alla efferatezza di questa vicenda ci sarebbe stata più durezza e quello che ci ha indignato è stata l’ennesima conferma che il cammino verso la civiltà, nel nostro Paese, è ancora lungo e tortuoso...Non ci sono parole!

E di questo cammino lungo e tortuoso, siamo pronte a farci carico perché anche chi afferma che lo stupratore debba fare una brutta fine, afferma la stessa cultura di sopraffazione che ha mosso questo ragazzo

Noi siamo con Rosa e per Rosa ci siamo costituite come associazione ma la nostra lotta non finisce qui.
La consapevolezza di essere ancora lontani, come società, da una cultura paritaria ci spinge ancora a combattere

Avevamo creduto che affidarsi alla giustizia potesse farci sentire, almeno sostenute e protette, tutelate. Invece, per l’ennesima volta, abbiamo dovuto toccare con il nostro dolore e la nostra rabbia che la cultura dominante ci ha scaraventate in mezzo alla strada, senza alcuna protezione o sostegno.

Ma noi non siamo vittime!
Siamo soggetti attivi e continueremo il nostro cammino verso questo riconoscimento.

Perché è la giustizia che fa di un essere umano l’umano.
E noi, questo chiediamo e rivendichiamo!

Non vendetta, ma giustizia.
Perché il reato di stupro venga accomunato all’omicidio, a prescindere.
Perché nessuno possa più dire impunemente: " Se l’è cercata ""Poteva stare in casa"
Affinché non ci siano più donne stuprate, picchiate, uccise...

Associazione 8marzo2012

I quotidiani che rimuovono lo stupro e la condanna a Tuccia

  • Venerdì, 01 Febbraio 2013 12:24 ,
  • Pubblicato in Flash news

Polvere da Sparo
01 02 2013

Sembro una pazza, sfoglio sfoglio questi due quotidiani che ho davanti e rimango basita.
Io trovo infinite difficoltà a scrivere dopo una sentenza di tribunale, avendo un rifiuto totale per l’impianto giudiziario e ancor di più per quello carcerario: non sono capace a commentare la galera altrui, soprattutto quando ad andarci sono stupratori, a maggior ragione se vestiti di qualche divisa di stato.
Per noi “contro il carcere” sempre e comunque non è mica facile da gestire una pagina di commento su otto anni di carcere ad un militare che ha lasciato una ragazza in fin di vita, sulla neve abruzzese, in piena notte, a morire là (cosa non avvenuta per un soffio)

La cosa che mi lascia sconvolta, e sfoglio sfoglio questi maledetti due giornali, è che a quanto pare anche il Corriere della Sera e Il Messaggero son così libertari e intrisi di pensieri abolizionisti che non reputano doveroso scriverne.
Ieri si è concluso il processo dello stupro di Pizzoli, processo discusso e da sempre presidiato da donne di tutta italia, ieri la colpevolezza del bravo soldatino dal faccino pulito è stata sancita dai loro tribunali eppure tutto tace.
Tutta questa carta e nessuno si è degnato di mettere nemmeno una breve.
Una breve che raccontasse cosa è accaduto, con quale forza e dignità quella ragazza ha deposto e vissuto tutto il processo, nessuno nella stampa nazionale (parlo di quel che ho davanti ovviamente) si è degnato di raccontarcelo, di mettere una foto dell’infinita solidarietà attiva fuori da quel tribunale aquilano. Nulla.

“il colloquio con i prof. si fa da casa via Skype” una pagina di questo c’è sul Corriere della Sera.. di spazio da buttare o riempire un po’ a caso ce ne stava tanto quindi.. uno così inizia a pensare che sia proprio una scelta politica, o no?

Abbiamo dei quotidiani illeggibili perchè intrisi di una cronaca becera e poi certe cose si omettono.
Otto anni per uno stupro selvaggio e mostruoso, effettuato da un soldato dell’esercito italiano, vengono rimossi, almeno dal quotidiano più venduto d’Italia.
Vergognatevi

Pagine di questo blog che ne hanno parlato
Uomini in divisa, stupratori in divisa
Lo stupro di Pizzoli e le donne del PD di L’aquila
Ci riguarda tutte
Si apre il processo

Oggi la sentenza per lo strupro a Pizzoli

  • Giovedì, 31 Gennaio 2013 11:18 ,
  • Pubblicato in Flash news

Onda tv
31 01 2013

L'AQUILA - Oggi ci sarà la sentenza del processo a carico di Francesco Tuccia l'ex militare campano accusato di stupro. Il fatto accadde tra l'11 e il 12 febbraio dell'anno scorso quando, Tuccia secondo l'accusa, avvicinò una studentessa all'uscita della discoteca "Guernica" di Pizzoli (L'Aquila) e dopo averla violentata, la lasciò esanime e insanguinata in mezzo alla neve del piazzale del locale. La giovane ragazza fu salvata dall'intervento di un buttafuori che, dopo averla soccorsa, allertò il 118. Venne così arrestato il militare campano e rinchiuso nel carcere di Teramo.
Fuori il tribunale di Bazzano sono stati organizzati, come sempre, sit in per protestare contro la violenza nei confronti delle donne.

Processo Tuccia, inizia l'udienza a porte chiuse

  • Giovedì, 10 Gennaio 2013 10:39 ,
  • Pubblicato in Flash news

Abruzzo24ore.tv
10 01 2013

Fuori dal tribunale il presidio delle donne

Con l'audizione della giovane vittima è ripreso oggi al tribunale dell'Aquila il processo a carico di Francesco Tuccia, il ventunenne campano accusato di aver violentato l'11 febbraio dello scorso anno una studentessa universitaria laziale sua coetanea fuori dal locale da ballo.
L'udienza rigorosamente a porte chiuse e con l'imputato portato di nascosto in aula e sottratto alle telecamere che assediano l'aula.

L'avvocato dell'accusa è Enrico Maria Gallinaro del foro di Roma, la difesa è affidata ad Alberico Villani del foro di Avellino.

Oltre alla vittima oggi saranno ascoltati anche il medico che ha curato la ragazza ed un ragazzo testimone dei fatti accaduti quella notte in discoteca.

All'esterno dell'aula di udienza vari collettiviti femministi giunti soprattutto da Roma per dare il proprio appoggio alla giovane violentata e piu' in generale a tutte le donne che quotidianamnete subiscono violenza.

da Abruzzo24ore
12 febbraio 2012

"Siamo addolorate per lo stupro della ragazza di venti anni avvenuto a Pizzoli, stupro di gruppo, si è detto. Siamo piene di rabbia, di quella rabbia antica e familiare che si scatena quotidianamente dentro di noi, che operiamo in un Centro Antiviolenza per le donne ed accogliamo ogni giorno le storie delle donne, intrise di violenze commesse da mariti, fidanzati, conviventi". Lo dice l'avvocato Simona Giannangeli.
 

Zeroviolenza è stato un progetto di informazione indipendente e di formazione per leggere le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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