Oct 15, 2026

Il Populismo in Europa e la crisi attuale

di Luna Ciarini, Zeroviolenzadonne
25 ottobre 2012

“Uno spettro si aggira per l’Europa: il Populismo”, come era prevedibile, è stato uno degli incontri più interessanti di questa edizione del Salone dell’Editoria sociale che si è tenuto presso lo spazio Porta Futuro della Provincia di Roma. Ne hanno infatti discusso con il pubblico i sociologi Zygmunt Bauman e Aleksandra Jasi?ska-Kania, e la filosofa Agnes Heller, moderati dal giornalista Giulio Battiston.

Il populismo alla luce dei cambiamenti sociali e politici che stiamo attraversando in Europa è stato il punto cardine della discussione da cui sono partiti i tre studiosi di fama mondiale, dando una panoramica a 360° con particolare riferimento a periodi storici -l’antica Roma, l’antica Grecia, il Rinascimento, la seconda guerra mondiale- per rendere il più possibile comprensibile l’argomento.
Un aspetto messo in risalto riguarda una crisi sempre più incalzante a livello politico che ha portato gli individui a essere disamorati nei confronti della Politica stessa, come ha sottolineato Agnes Heller, in un periodo storico dove le istituzioni non hanno fondamenta solide.

Attualmente sono i mercati che definiscono gli assetti societari e politici, la tecnologia è in continuo mutamento, mentre le forze democratiche si trovano nella condizione di non essere in grado promuovere nuove idee.

Aleksandra Jansinska-Kania durante il suo intervento, ha voluto richiamare la nostra attenzione  ai tre principi fondamentali della democrazia: Libertà, Giustizia, Uguaglianza, rievocando come periodo storico l’antica Grecia e sottolineando che non debbano essere visti come slogan ma come fondamenti indissolubili per l’esistenza della democrazia, e punti motore per una ripresa dall’attuale crisi.
Bauman ha sviscerato più tematiche creando un fil rouge tra tutte. Per il sociologo Polacco innanzitutto il populismo attuale ha una forma manipolativa, quindi fortemente rischioso per la società e per l’individuo.

Siamo in una società caratterizzata dall’incertezza, lo stato sociale è stato abbandonato e di conseguenza si è abbandonata l’idea e l’interesse alla promozione del concetto di benessere.
In tutto ciò sono coinvolti anche i flussi migratori, che predispongono la società moderna ad una diaspora permanente. In questo contesto il populismo va a sottolineare i nuovi arrivati e i motivi di scontento per la loro presenza, e molte volte la soluzione viene trovata nel respingerli, nel mandarli via. Prendendo in esame l’Europa l’integrazione è sempre avvenuta in modo non consono proprio perché si è più propensi ad assimilare che ad integrare.

La società, sottolinea Bauman, andrebbe  vista come una fabbrica di solidarietà invece, attualmente è produttrice delle sabbie mobili del precariato, che non colpisce solamente la classe operaia ma si avventa anche sulla classe media.
Crescono alienazione e disillusione, in qualche caso si traducono in cospirazione e in altri in allontanamento dalla politica.

Siamo costretti a trovare soluzioni personali a problemi sistemici. Crescita economica e disuguaglianza prima venivano sempre tenuti insieme, ora siamo in uno stato di emergenza permanente. Ed è vero che molti poteri ormai eccedono la cornice di Stato-nazione, ma non ci sono soluzioni locali a problemi globali.
Queste sono le tematiche e i punti di vista affrontati dai tre illustri studiosi.

Personalmente ritengo che sia stata una conferenza arricchente, anche perché si è fatto in modo di creare un empty space dove mettersi in discussione in modo costruttivo riguardo alla situazione di crisi odierna.
Una riflessione sull’attuale situazione mondiale declinata in modo innovativo, che abbandona la via del vittimismo per percorrere la via della ricerca di soluzioni e soprattutto soluzioni che includano tutti e promuovano lo stato sociale e le politiche di welfare.

Per concludere un’osservazione da educatrice, mi fatto immenso piacere la presenza di classi di scuola superiore e soprattutto sentire dire ai ragazzi che vi partecipavano, che a scuola gli sono state fatte leggere delle pagine di Bauman. Ritengo fondamentale per le nuove generazioni conoscere il pensiero di studiosi moderni che analizzano la contemporaneità, spero in tal modo di non dover sentire più dire che le attuali generazioni si disinteressano di ciò che accade intorno a loro, ma che sono figli della loro epoca in grado di sviluppare nuovi strumenti e nuovi punti di vista.
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