Oct 22, 2026

Chiude il consultorio di via Manfredonia a Roma. “E a breve altri potrebbero seguirlo"

di Ambra Murè, Paese Sera
5 ottobre 2012

La decisione è stata presa dalla Asl RmB "senza nemmeno coinvolgere il Municipio". La consulta permanente dei consultori: "Sapevamo solo che la struttura andava ristrutturata. Ma non ci stupiamo: accorpamenti e chiusure sono frequenti da qualche anno". Tra fine 2011 e inizio 2012, persi 50 operatori. Una signora: "Decisamente sbagliato togliere un consultorio da un quartiere così difficile".

Tutti speravano fossero indiscrezioni prive di fondamento. Purtroppo non era così. Alla fine l’annuncio ufficiale è arrivato: “La Asl RmB ha deciso di chiudere lo storico consultorio di via Manfredonia, nel quartiere del Quarticciolo, struttura punto di riferimento per le famiglie ma soprattutto per le donne”. A renderlo noto, “con grande rammarico e preoccupazione”, sono Emanuela Droghei, responsabile Politiche Sociali e Salute del Pd Roma, e Michela Di Biase, capogruppo del Pd in VII Municipio. Oltre al danno la beffa: “La decisione è stata presa senza nemmeno convocare la conferenza sanitaria locale per coinvolgere il Municipio nella costruzione di un’alternativa”.

DALLA RISTRUTTURAZIONE ALLA CHIUSURA – L’annuncio era nell’aria da un po’ di tempo. Eppure ha colto tutti di sorpresa. “A quanto ci risulta – spiega infatti Pina Adorno, presidente della Consulta cittadina permanente dei consultori familiari di Roma – il consultorio di via Manfredonia necessita solo di alcuni adeguamenti strutturali”. Mancando però “le condizioni e le autorizzazioni necessarie per procedere”, si è preferito chiudere. “Sembra assurdo che non si sia riusciti a trovare un’altra soluzione”.

UN PROBLEMA CITTADINO – Eppure, sotto sotto, Pina Adorno non si stupisce: “È ormai da qualche anno che nelle Asl della nostra città i consultori vengono chiusi e/o accorpati, spesso con la scusa della ristrutturazione. Le sedi e il personale vengono spostati, creando così disorientamento e disagi all’utenza”. Parallelamente, i fondi vengono ridotti. Così come gli operatori. “Solo tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012 – denuncia Adorno – i consultori di Roma hanno perso 50 operatori, soprattutto assistenti sociali e psicologi, che sono andati in pensione e non sono stati sostituiti. Anche le ore di ginecologia si sono drasticamente ridotte. È uno stillicidio costante”. Anzi, "a breve potrebbero esserci altri casi come via Manfredonia".

LA TESTIMONIANZA – I cittadini e, soprattutto le cittadine, non si rassegnano. “Togliere un consultorio in qualunque posto sarebbe una scelta azzardata; toglierlo da un quartiere difficile come il Quarticciolo è, secondo me, decisamente sbagliato”. A scriverlo è una delle tante utenti di via Manfredonia. Nella lettera, pubblicata sul blog della Consulta cittadina permanente dei consultori familiari di Roma, la signora sottolinea “l’enorme professionalità” e “utilità” dei servizi offerti. In un via vai costante di gente e di necessità.

“Ci sono decine di mamme che ogni giorno portano i loro bambini per le vaccinazioni, decine di donne vicine al parto che frequentano corsi prenascita, donne che usufruiscono dei servizi offerti dal reparto di ginecologia, senza entrare nel merito dell’importanza dei supporti psicologici e sociologici offerti a famiglie e adolescenti di questa comunità. In un momento in cui, invece che vivere, si cerca di sopravvivere con dignità, è importante puntare alla riqualificazione delle periferie per opporsi al degrado che la crescente povertà può portare”. A meno che, “come ormai sembra sempre più comune”, non si decida di “far pagare la crisi alle classi meno abbienti e probabilmente più ‘silenziose’”.

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