Monica Pepe, Zeroviolenzadonne5 marzo 2014Il Potere catodico di chi ha ucciso Pasolini, un'analisi del testo di Pierpaolo Pasolini "La Omologazione della Televisione""Secondo me la televisione è più forte di tutto questo e la sua mediazione, ho paura che finirà per essere tutto: il Potere vuole che si parli in un tal dato modo ed è in quel modo che parlano gli operai, appena abbandonano il mondo quotidiano, familiare o dialettale in estinzione. In tutto il mondo ciò che viene dall'alto è più forte di ciò che si vuole dal basso...Non c'è parola che un operaio pronunzi in un intervento che non sia "voluta" dall'alto. Ciò che resta originario nell'operaio è ciò che non è verbale: per esempio la sua fisicità, la sua voce, il suo corpo".Lo sguardo verticale di Pasolini arriva dritto fino a noi e potrebbe aiutarci a squarciare la circolarità asfissiante in cui viviamo, se solo lo volessimo. Chi sono gli operai di oggi se non ognuno e ognuna di noi, costretti alla moltiplicazione della parola priva di una direzione proiettiva? Di quali parole sono fatte le espressioni dialettali delle nostre famiglie politiche? E soprattutto riusciamo ancora a comprendere da quale 'alto' proviene oggi questo 'volere' se non da noi stessi?"La ferocia era terribile e all'antica: i campi di concentramento nell'Urss, la schiavitù delle 'democrazie' orientali, l'Algeria. Questa ferocia all'antica, naturalmente, permane...Ma oltre a questa vecchia ferocia c'è la nuova ferocia che consiste nei nuovi strumenti del Potere: una ferocia così ambigua, ineffabile, abile, da far sì che ben poco di buono resti in ciò che cade sotto la sua sfera. Lo dico sinceramente: non considero niente di più feroce della banalissima televisione. Io, da telespettatore, la sera prima e un'infinità di sere prima, le mie sere di malato, ho visto sfilare, in quel video in cui essi erano ora un'infinità di personaggi: la corte dei miracoli d'Italia, e si tratta di uomini politici di primo piano. Ebbene, la televisione faceva e fa, di tutti loro, dei buffoni: riassume i loro discorsi facendoli passare per idioti -col loro sempre tacito beneplacito? mah..- oppure, anzichè esprimere le loro idee, legge i loro interminabili telegrammi: non riassunti, evidentemente, ma ugualmente idioti: idioti come ogni espressione ufficiale. Il video è una terribile gabbia che tiene prigioniera dell'Opinione Pubblica -servilmente asservita per ottenere il totale servilismo- l'intera classe dirigente italiana"."Tutto viene presentato come dentro un involucro protettore, col distacco e il tono didascalico con cui si discute di qualcosa già accaduta, da poco magari, ma accaduta, con l'occhio del saggio, o chi per lui, contempla nella sua rassicurante oggettività, nel meccanismo che, quasi serenamente e senza difficoltà reali, l'ha prodotta. In realtà nulla di sostanziale divide i "comunicati" della televisione da quelli dell'analoga comunicazione radiofonica fascista". L'involucro per eccellenza, con il tono distaccato o didascalico di chi più di ogni altro può discutere di qualcosa che è già accaduto, è la madre. Disperatamente amata e per questo offerta in maniera sovversiva a noi da Pasolini. Le conseguenze fetali di questo atto antico è ogni involucro distaccato della nostra modernità che ci inchioda al nostro destino se a intervenire non è un 'padre' o qualcuno che, degno di tale compito, ci traduce nel mondo. Ieri era la televisione, oggi ogni scatola muta che ci assorda di voci e di dati, rassicurandoci di non essere soli al mondo e di essere ascoltati. Ma solo fino a quando non sarà Lei ad afferrarci di nuovo."L'importante è una sola cosa: che non trapeli nulla di men che rassicurante. L'ideale piccolo borghese di vita tranquilla e perbene -le famiglie giuste non devono avere disgrazie: ciò è disonorevole davanti agli altri- si proietta come una specie di film implacabile in tutti i programmi televisivi e in ogni piega di essi". Non è più così, ed è questa la grandezza dei nuovi attori del Potere. Capitalizzare il proprio "disonore", facendolo riflettere nelle disgrazie di noi, i nuovi 'operai' impotenti e alienati, attraverso la moderna Tv dell'insulto in cui tutti masturbano la propria immagine con la illusione di riempire il vuoto di sè, in attesa di una ribellione politica come di un amore che non viene mai."Tutto ciò esclude i telespettattori da ogni partecipazione politica, come al tempo fascista: c'è chi pensa per loro, e si tratta di uomini senza macchia, senza paura, e senza difficoltà neanche casuali e corporee. Da tutto ciò nasce un clima di Terrore. Io vedo chiaramente il terrore negli occhi degli annunciatori e degli intervistati ufficiali: non va pronunciata una parola di scandalo, praticamente non può essere pronunciata una parola in qualche modo vera". L'odio più feroce che il Potere di ieri e di domani riserverà a Pasolini conferma il perchè il potere di oggi continua a non risolvere il caso "giudiziario", e ammettendolo inconfessabile. La verità cangiava dalle sue parole di uomo che vive incorrotto di ciò che la maggior parte dei politici di allora e di sempre, perdutamente impotenti, non possono consegnando se stessi e noi alla morte (ci)vile. Vivere come solo un uomo può la sua omosessualità, anche attraverso il baratro dell'amore per i ragazzi. Volgendo l'omosessualità da colpa a libertà dal Potere, Pasolini non muore mai illuminando i recessi della nostra mente. Facendo soccombere i Politici di ieri e di oggi attraverso il suo lascito più grande "sono riuscito a sopravvivere salvando capra e cavoli, cioè l’eros e l’onestà", lasciandoli lì a dilaniare inutilmente il suo corpo di Uomo più uomo di loro, condannati dalla cattura dello stesso errore idiota.Pasolini viene ucciso il 2 novembre per permettere alla Storia di ridere di noi, e di liberarci, se toneremo a attraversare collettivamente la dimensione politica del lutto, riconvertendo il potere in ribellione politica. Accorciando di fatto l'attesa della Storia per un nuovo vangelo apocrifo che un inaspettato Vedente scriverà domani per noi.